Arratza de cani! 〰️ Da grande voglio fare … il cane!

Ciao a tutti quelli che ci seguono e ben trovati,

eccoci di nuovo qui a raccontarvi una nuova e piacevole avventura che Blanko ed io abbiamo appena vissuto insieme; si chiama

#canichefannoicani. 

Quanti di voi ne hanno già sentito parlare?

#Canichefannoicani è un progetto di Giuseppe Fatone (di Dog’s Revolution) ed è stato fortemente voluto ed organizzato a Torino dallo staff di Orma di Maya.

Prima di iniziare a parlarvi di questa nuova esperienza, c’è una cosa che vorrei dire a tutti, ai miei colleghi più esperti di me ed a quelli che stanno iniziando oggi:

Siate curiosi, mettetevi in gioco, sperimentate e datevi la possibilità di cambiare idea, sempre. Non importa se chi si sta confrontando con voi ha iniziato ieri o 30 anni fa: accettate il confronto come momento di crescita, avrete sicuramente ancora tanto da imparare anche voi e gli altri hanno tanto da apprendere da voi, ma senza dialogo costruttivo non c’è crescita e di riflesso non ci sarà benessere per i nostri amici animali.

Una cosa che ho sentito dire in chiusura di questo stage e con la quale concordo a pieno è proprio questa:

“Siamo tutti alla ricerca di risposte e forse è proprio questo l’errore; non basta. Dobbiamo invece continuare a porci domande”

Ed è proprio così, lo dobbiamo a quegli esseri meravigliosi con cui e per cui abbiamo scelto di lavorare. Scegliere un guru e seguirne la filosofia senza mai metterlo in discussione è un rischio molto grande. Ogni educatore/istruttore/addestratore o come si voglia definire, ha secondo me l’obbligo morale di avere una mente aperta, umile e non esageratamente critica, disponibile al confronto, senza cadere nella trappola del “io so tutto, tu sei nessuno” (cosa che, purtroppo, si sente molto frequentemente in ambito cinofilo).

Tornando a questo bellissimo stage, vi descrivo brevemente la mia esperienza, prima di lasciare la parola agli autori che lo hanno ideato e riproposto questo weekend scorso a Pancalieri, presso il Centro Cinofilo 4 zampe.

Mi sono avvicinata a questo seminario teorico-pratico per la curiosità e la necessità di approfondire la comunicazione canina, per l’esigenza ed il piacere di comprendere meglio il mio cane, Blanko, ed infine per acquisire ulteriori strumenti, tali da garantirgli una vita più serena, quando incontriamo altri cani.

Alcune esperienze negative, vissute in età adolescenziale, lo hanno portato a sviluppare strategie poco funzionali per gestire la propria emotività o le proprie difficoltà.

Ebbene, vedere il mio cane (maschio adulto castrato) giocare in campo con altri cani di grossa taglia, per di più maschi ed interi (motivo di mia preoccupazione), beh, credetemi che è stato emozionante.

E’ stato piacevole vedere come i cani comprendano immediatamente gli stati emotivi degli altri e cerchino di mantenere un equilibrio di gruppo che, se fossero cani liberi/randagi, sarebbe fondamentale per la sopravvivenza del branco. E’ stato bello vedere Blanko passare da un iniziale stato emotivo di chiusura e rigidità, al gioco. In pochissimi minuti, con pochi sguardi, alcune marcature e semplici posture.

Mi ha insegnato che, se correttamente accompagnato in un percorso come quello vissuto questo weekend, anche il mio cane può tornare ad essere sereno in presenza di altri cani ed io a comprendere e rispettare la sua natura, acquisendo più sicurezza e trasmettendo a lui maggiore fiducia. Il solo lavoro di evitamento, ridirezione e contenimento per me non era abbastanza.

Ho imparato molto bene a gestire il mio cane, era arrivato il momento di imparare a “leggerlo”.

E questo è ciò che mi ha spinto a partecipare a #canichefannoicani.

E’ uno stage che consiglio vivamente a tutti.

Spogliatevi di ogni pregiudizio e andate a conoscere Giuseppe ed i suoi meravigliosi cani che hanno la grande fortuna di fare solo e semplicemente i cani. Ma cosa vorrà dire? Leggete l’intervista qui sotto!

(foto a cura di Alice Sciarrone)

E parliamo allora di loro. Chi sono?

Ve lo racconta direttamente lui.

  • “Ciao Giuseppe, ci racconti un po’ di te, chi è Giuseppe Fatone?”

“Sono un ragazzo di 26 anni che già da quando frequentava la 4° superiore aveva ben chiaro chi volesse essere da grande: un educatore cinofilo (oggi FICSS), ma con idee ed aspirazioni un po’ diverse, svincolate dai rigidi dogmi di una cinofilia ‘tradizionale’.  Alcune mie fonti di ispirazione sono state David Morettini e Michele Minunno, che stimo molto dal lato personale e come professionisti.

Oggi, faccio l’operatore ed educatore cinofilo a Rovereto presso il Parco Canile Arcadia Onlus e giro l’Italia con il format #canichefannoicani.”

  • “Ecco allora parliamo proprio di questo tuo stage; da dove nascono il nome e l’idea? E che cos’è #canichefannoicani?”

“#canichefannoicani nasce dalla presa di consapevolezza della realtà:

La relazione con il cane è vissuta oggi in modo antropomorfo, che è la più diffusa forma di maltrattamento silente.

Il nome vero e proprio ha origine dall’esclamazione di mio nonno, il quale sosteneva che l’eccessiva umanizzazione del cane ne stesse appunto rovinando la specie, arrivando a creargli problemi, fino ad anni prima, inesistenti (vedesi per esempio certe allergie alimentari).

#Canichefannoicani nasce nel 2016 come format organizzativo nel canile di Cerignola presso cui lavoravo fino ad aprile 2017. La riorganizzazione che abbiamo attuato prevedeva la suddivisione dei cani in gruppi famigliari sociali che condividevano le risorse. E’ stato fatto un gran lavoro per riqualificare l’intera struttura e permettere ai cani ospitati di poter vivere e convivere in modo più sereno.

Il format è poi diventato uno stage che si prepone l’obiettivo di cambiare la visione odierna del cane, restituendogli la sua identità e natura.”

  • “Perché con i cani di canile?”

“In primis è una sorta di vetrina che i cani di canile meritano, una forma di loro valorizzazione sociale. Ci sono, nei canili, tanti cani molto competenti che aspettano solo di essere adottati; molti colleghi potrebbero, osservando il nostro lavoro, seguire il nostro esempio beneficiando quindi dell’aiuto di questi cani speciali, per fare degli ottimi lavori di socializzazione di gruppo.

Purtroppo, ancora oggi c’è l’idea che un cane di canile sia una sorta di scarto della società; noi vogliamo ribaltare questa convinzione errata, attraverso l’esempio.

 

Frida (Cane da pastore del Caucaso) e Wallace (pastore tedesco) sono i miei compagni in questo grande lavoro ed entrambi arrivano proprio dal canile presso cui lavoravo prima. Nessun educatore riuscirà a comunicare meglio di un cane e, per questo motivo, nel mio stage sono direttamente i cani ad insegnare agli altri cani.”

 

  • “Parlando allora proprio di queste strutture, cosa dovrebbe avere, secondo te, un canile per garantire il benessere dei suoi “ospiti”?”

SICUREZZA & FORMAZIONE

“In primis bisogna parlare di sicurezza e per sicurezza si intende anche formazione.

Sicurezza è anche banalmente sapere come entrare ed uscire da una gabbia, perché in alcuni casi i rischi ci sono e sono seri. Per farlo è importante imparare a leggere i cani, le loro posture, i loro atteggiamenti, le marcature, il loro linguaggio. Aumentando la conoscenza di questi animali si riducono gli errori ed automaticamente si possono poi impostare dei lavori ad hoc per tipologia di cane.

PRESENZA COSTANTE

Un operatore di canile (necessariamente educatore cinofilo) dovrebbe essere lì presente tutti i giorni.

Il lavoro in canile non è funzionale, se non addirittura deleterio, se la frequentazione si limita ad una volta a settimana; si può infatti anche arrivare a creare problematiche di attaccamento nei cani. Ogni aspetto diventa rilevante quando si impara a comprenderlo, la lettura dei cani passa anche attraverso la pulizia del box in cui essi vivono: dove marcano, come, quanto e quando, giusto per fare un esempio. Ogni aspetto è funzionale per impostare il tipo di lavoro con il cane. Per questo è importante vivere il canile a tutti gli effetti.

SOCIALIZZAZIONE

Come terzo suggerimento, ricordiamoci che il cane è sì un animale domestico, ma ancor prima è un animale sociale e quindi ha la necessità di assumere dei ruoli all’interno del gruppo in cui vive, ha bisogno di avere una sua identità.

E questo è poi il problema che è alla base di ogni cane di proprietà (Pet), che vive in città. Per questo è importante impostare dei corretti lavori di socializzazione dei cani presenti in canile.

STRUTTURA

Infine, se parliamo di struttura, è necessario che questa sia stimolante ed  arricchente dal punto di vista ambientale ed esperienziale per tutti i cani e specialmente per i cuccioli.

Il Parco Canile Arcadia Onlus di Rovereto è un esempio eccellente.

Ad oggi, in Italia il massimo esperto in materia di strutture, formazione e sicurezza sul lavoro è Pierluigi Raffo.”

 

 

  • “Perché secondo te un proprietario dovrebbe frequentare #canichefannoicani?”

“Se non volete rivoluzionare la vita del vostro cane o se non volete sentirvi dire cose che possono risultare scomode non partecipate. Se invece volete arricchire il rapporto con il vostro cane e volete migliorare la vostra relazione ed imparare, capire chi avete all’altro capo del guinzaglio, allora questo è il posto giusto per voi.”

Ringrazio Giuseppe per la sua disponibilità e per questo bellissimo weekend formativo. Personalmente, mi sento di consigliare questo stage perché in me ha attuato un grande cambiamento, in termini di rapporto con il mio cane. Aumentando la conoscenza, migliora anche la fiducia e migliorando la fiducia sta cambiando anche la nostra relazione e, di conseguenza, l’atteggiamento del mio cane nei confronti del mondo esterno.

 

#canichefannoicani è un progetto di Dog’s Revolution che è stato portato a Torino da Orma di Maya.

Chi è Orma di Maya? Mi dedica un po’ del suo tempo Simone Volpin, fondatore e presidente dell’associazione.

 

  • “Ciao Simone, raccontaci un po’ chi è Maya e qual è la sua orma?”

Orma di Maya nasce tantissimi anni fa come pensione per cani, quando la nostra conoscenza cinofila era ancora agli albori. Da allora ad oggi di strada ne abbiamo fatto tanta, crescendo ed ampliando le nostre competenze ed i nostri servizi, il tutto ispirati da Maya.

Maya era la nostra bellissima Beagle (mia e di mia moglie Giulia) che, con il suo splendido carattere e le sue grandi competenze, ci ha ispirato (come spesso accade a chi sceglie questo lavoro) anche per la sua capacità di accogliere i nostri ospiti a 4 zampe.

Oggi Orma di Maya è un’associazione cinofila che si occupa principalmente di servizio dog walker (passeggiate con il cane), cat sitter (per i gatti), wedding pet sitter (servizio matrimoni) ed educazione cinofila a 360° che coinvolge anche l’ambito sportivo, non a livello agonisco ma come utile strumento per migliorare la relazione tra il cane ed il suo proprietario. Sosteniamo la necessità di costante e continua formazione in ambito cinofilo e per questo organizziamo ed ospitiamo tanti stage e workshop con i migliori Istruttori di tutta Italia.

Lo staff di OdM è composto da 3 educatori cinofili : Simone Volpin (presidente) ,

Alessandra Colligiani (vice) e Livia Lillo. Arriviamo da tre scuole cinofile completamente diverse, quindi capita a volte di avere diversi punti di vista, ma la nostra capacità è quella di favorire e ricercare il confronto, così da imparare l’uno dall’altro, sempre nell’ottica di accrescere il benessere dei cani. La cinofilia non è una scienza esatta, motivo per cui non si possono dare delle certezze assolute, ma ogni evento va contestualizzato ed analizzato prendendo in considerazione i molteplici aspetti della situazione in sè.”

 

  • “E come mai tra tutti gli stage di socializzazione avete scelto proprio questo?”

“Conosco Giuseppe dall’inizio del nostro percorso lavorativo e mi è da subito piaciuta l’idea del cane libero di esprimersi senza condizionamento alcuno.

Sono felice di aver scelto lui perché ha arricchito in primis noi dello staff, insegnandoci nuovi modi di osservare il cane, portandoci continuamente a porci nuovi interrogativi e credo che lo stesso abbia fatto con i nostri clienti. (Le foto dello stage le trovate qui)”

 

  • Orma di Maya spesso collabora con altre associazioni. Secondo te, quanto è importante la collaborazione nel nostro settore, invece della concorrenza e della competizione?”

La concorrenza non porta da nessuna parte soprattutto in un ambito dove si lavora per il benessere di un essere vivente. La cinofilia non dovrebbe essere qualcosa di performativo perché io non devo gareggiare a chi è più bravo, ma tutti dovremmo mirare a trovare le migliori soluzioni affinchè un soggetto (il cane) possa vivere bene nell’ambiente in cui si trova.

Il confronto è fondamentale per la crescita di ognuno di noi, di ogni professionista e del mondo cinofilo in generale. Non bisogna avere paura che un collega possa replicare un proprio metodo di lavoro perché, se ciò accade, vuol dire che funziona e che un maggiore numero di cani potranno beneficiarne.

Noi abbiamo scelto di fare dell’Orma di Maya un ambiente in continua evoluzione, che si mette sempre in gioco ed accoglie il cliente creando possibilità, crescendo insieme al cliente stesso, senza imporre dogmi e regole.

Il primo punto per lavorare bene è farsi continuamente delle domande.”

 

E non può che trovarmi d’accordo.

Concludo quindi, con una bella frase di Giuseppe:

“METTIAMOCI PIÙ IN DISCUSSIONE E FACCIAMO MENO DISCUSSIONI”.

 

A presto,

Giorgia & Blanko



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Giorgia Volpatti

La mia passione nasce con l’arrivo del mio primo cane, Jack, un bellissimo pastore tedesco che per 12 anni mi ha amata come solo un cane sa fare; ma è esplosa con l’arrivo di Blanko, un impegnativo meticcio probabilmente dalmata/golden retriever che con tutti i suoi pregi e difetti mi ha stravolto la vita. In tutti i sensi. Operatrice di Pet Therapy prima, Addestratrice cinofila ENCI poi, dog trainer e dog walker, sono alla continua ricerca, scoperta, studio di tutto ciò che riguarda il mondo cinofilo. Mi piace tanto imparare cose nuove, condividerle con i proprietari di cani che incontro e contribuire a migliorare la vita dei miei amici a 4 zampe.