Ho il cane brevettato per il salvataggio in acqua: posso entrare in tutte le spiagge?

Di Andrea Varetto

Ho preso con il mio cane il brevetto da salvataggio acquatico: posso entrare con il cane in spiaggia?

Sì? No? Forse?

Chi decide?

Di chi è la competenza?

Comune?

Regione?

Guardia Costiera?

Addentriamoci nel ginepraio burocratico.

Da inizio secolo con la riforma del titolo V della Costituzione sono stati conferiti agli “enti locali” funzioni e compiti amministrativi che prima erano competenza dello stato.

Non sono laureato in legge, quindi scrivo di questi argomenti bovinamente, ma in termini pratici significa che la disciplina di quanto viene esercitato sulle spiagge (che sono demanio marittimo dello Stato) è
delegata alla regioni, alle province, ai comuni.

Delle seconde forse ce ne siamo liberati, ma regioni e comuni sono vivi e vegeti con il diritto e dovere di emanare le proprie ordinanze balneari.

Partiamo dal caso più semplice: la Regione in cui vado in vacanza o in cui vivo pubblica annualmente la propria ordinanza balneare.

Lo fanno tutte? Ovviamente no, sarebbe troppo semplice.

Prendiamone una: la Sardegna. Con i suoi infiniti litorali nella propria ordinanza balneare
dà un indirizzo comune a tutti i comuni della propria regione. Riporto alcuni stralci dall’ultima
pubblicata nel 2019:

  • La “Stagione balneare estiva” è compresa tra il 1° aprile ed il 31 Ottobre 2019 –
    Qua già cominciamo a metterci le mani nei capelli, per chi ha la fortuna di averli. In molte altre
    regioni d’Italia la stagione balneare va dal primo maggio a fine settembre. La regione Sardegna ne
    ha ampliato i confini temporali e questo significa che in spiaggia sette mesi all’anno è vietato
  • durante la stagione balneare estiva, transitare o trattenersi con qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola o guinzaglio –
    Prima mazzata a tutti gli amanti dei cani in Sardegna. E’ vero che poi l’ordinanza concede l’accesso alle spiagge prima delle ore 8 e dopo le ore 20, ma nel frattempo il cane dove si parcheggia? E’ vero anche che le amministrazioni comunali possono individuare spiagge
    accessibili ai cani. Ma “possono” e non “devono”, cosa che nei fatti porta ad ovvie conseguenze se non vogliono non lo fanno.
    Ma noi abbiamo un cane da salvataggio e l’ordinanza parla di noi:
  • Sono esclusi dal divieto le unità cinofile da salvataggio munite di brevetto per il salvataggio rilasciato dalla Scuola Italiana Cani Salvataggio (SICS), nonché le unità cinofile da salvataggio
    munite di brevetto per il cane e brevetto per il salvamento (della Società Nazionale di Salvamento) per il conduttore rilasciato dall’ U.C.I.S. Unità Cinofile Italiane di soccorso, nonché le altre scuole
    nazionali per le unità cinofile da soccorso equiparate, compresa la Federazione Italiana salvamento acquatico F.I.S.A e alle unità cinofile munite di Brevetto CISOM ed ai loro allievi nel periodo di
    formazione ed allenamento. Le unità Cinofile durante i servizi devono essere munite di tessera di riconoscimento dell’Associazione di appartenenza, censita presso il Registro Regionale del
    Volontariato –

Quante associazioni cinofile, onlus, federazioni, scuole etc. si occupano di salvataggio in acqua?


Molte più di quelle elencate dall’ordinanza e quali sono le altre scuole nazionali per le unità cinofile da soccorso equiparate? Equiparate da chi? La richiesta del brevetto da salvamento del conduttore vale per tutti come richiesto alle unità cinofile della Società Nazionale Salvamento o
soltanto per loro?

Inoltre l’ultima postilla che parla della tessera di riconoscimento durante i servizi significa che i cani da salvataggio possono entrare in spiaggia solo mentre sono in effettivo servizio di sorveglianza balneare oppure possono entrarci sempre anche per riposarsi in spiaggia con il conduttore durante le ferie estive?

Infine quante delle unità cinofile da salvataggio in Italia
sanno se sono state censite e sono iscritte al Registro Regionale del Volontariato?

Questi registri dove sono e dove si possono consultare?

Bene, fino qua è il caso più semplice, perché la Sardegna è una lodevole eccezione rispetto ad altre regioni d’Italia.

Chi pubblica l’ordinanza balneare in tutti gli altri casi? Il comune.

Questo significa che le migliaia di comuni che si affacciano sulla costa italiana emettono potenzialmente ordinanze diverse, anche se praticamente tutte per principio di precauzione o per abitudine consolidata vietano l’accesso a tutti i cani in tutte le spiagge libere, ad eccezione delle spiagge per cani o degli stabilimenti balneari privati che decidano di dare libero accesso ai cani dei propri clienti.

Solitamente le ordinanze balneari dei sindaci non prendono in considerazione l’esistenza di cani da salvataggio e non prevede deroghe per il loro ingresso in spiaggia.

Come comportarsi quindi?

E’ necessario recarsi in comune, chiedere di parlare con il sindaco o l’assessore con delega alle spiagge o con il comandante della polizia municipale e presentandosi come unità cinofila chiedere una deroga specifica per sé e per il proprio cane.

E’ un procedimento che richiede però domande scritte, protocolli, richiesta formale e attesa della risposta.

Pastoie burocratiche fattibili per chi rimane un po’ di tempo nella stessa spiaggia, sicuramente non adatta ad una permanenza di pochi giorni.

La polizia municipale sarà anche responsabile del controllo della vostra presenza in spiaggia e ovviamente della presenza (vietata) di tutti gli altri cani.

Perché state sicuri che qualcuno chiamerà la polizia municipale anche se il vostro cane è educatissimo e silenzioso all’ombra sotto l’ombrellone.

Nel caso in cui il comune vi conceda l’accesso come unità cinofila alle spiagge libere per cui avete fatto richiesta, considerate che avrete tutti gli occhi puntati su di voi e che durante la vostra permanenza sull’arenile potreste essere chiamati ad intervenire per eventuali richieste di soccorso
al pari di un bagnino presente sul litorale.

Avrete notato che finora non è mai stata nominata l’amministrazione dello stato che viene considerata come figura apicale nella sicurezza balneare: la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.

Questo perché ogni Capitaneria di Porto pubblica annualmente la propria ordinanza di sicurezza balneare con competenza sul proprio Compartimento Marittimo, ma per quanto riguarda le spiagge si occupa di regolamentare gli aspetti connessi ai servizi di salvataggio, primo
soccorso e sicurezza balneare dei fruitori delle spiagge e del mare antistante.

Quindi al limite autorizzerà gli stabilimenti balneari all’utilizzo di unità cinofile da salvataggio per la sorveglianza in spiaggia in aggiunta all’assistente bagnanti, ma non porrà norme sul generico accesso alle
spiagge delle unità cinofile quando non sono in servizio.

Copio e incollo dalla ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto di Sanremo:

E’ facoltà dei concessionari/gestori, o dei Comuni per le spiagge libere, organizzare, nel rispetto dell’igiene e della salute pubblica e ad integrazione di quanto già previsto nel presente articolo, un
servizio di salvataggio mediante l’utilizzo di unità cinofile, munite di appositi brevetti, rilasciato dalle Associazioni all’uopo riconosciute.

Il servizio di salvataggio mediante l’utilizzo di unità cinofile si
intende la coppia conduttore – cane. Ogni conduttore dell’unità cinofila deve essere munito di brevetto di assistente ai bagnanti. Resta comunque l’obbligo, per il concessionario/gestore, o per
il Comune, nel caso di spiagge libere, di assicurare il servizio di salvataggio nelle forme e con le modalità stabilite dal presente articolo e dal precedente articolo 5, costituendo l’impiego di unità
cinofile un’integrazione e non una sostituzione alla suddetta regolamentazione.

L’attivazione di tale servizio deve essere preventivamente autorizzata dall’Autorità Marittima nonché dovrà essere inviata comunicazione al Comune e all’A.S.L. competente per territorio, specificando località e
modalità dell’attività proposta – In caso di intervento di soccorso “fuori servizio” vi potrebbe comunque essere chiesto riscontro
dell’accaduto proprio dalla Capitaneria di Porto in quanto autorità competente.


Al temine di questa carrellata tra ordinanze e ordinamenti è chiaro che ci troviamo di fronte ad una polverizzazione territoriale delle competenze che rende difficoltoso l’accesso alle spiagge ai cani
da salvataggio al pari dei loro compari pelosi non brevettati, salvo qualche rara eccezione.



Dopo svariati pellegrinaggi in comune, capitaneria e polizia municipale è probabile che per andare in vacanza scegliate una pratica e comoda Bau Beach, oppure una bella casa in montagna.

L’unica cosa sicura è che chi vi racconta che preso il brevetto potrete entrare in tutte le spiagge, come minimo vi sta prendendo in giro.

Dogsportal Redazione

Dogsportal Redazione

Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it