Quando scelgo un cane in canile

Non tutte le persone sono appassionate ai cani di razza, o meglio, moltissime persone non cercano ad ogni costo il soggetto con mille titoli e morfologicamente super-bello.

Tralasciando la polemica sterile di quelli che parteggiano per i cani di razza e quelli che preferiscono i cani fantasia, dobbiamo ricordarci che un cane è un amico per la vita, un essere vivente che occuperà e invaderà i nostri spazi, sia fisici sia mentali e che quindi, anche quando si decide di avvicinarci ad un rifugio e procedere con l’adozione, la scelta deve essere consapevole.

Il problema è che non sempre è facile.

Intanto non è semplice dare un giudizio in breve tempo su un soggetto già adulto che vive in una struttura i cui ritmi sono necessariamente diversi da quelli che sono i tempi e gli spazi propri della vita di ognuno di noi, ma anche perché spesso chi consiglia l’adottante non dà indicazioni corrette, vuoi per ignoranza, vuoi per eccessivo buonismo.

Se poi mancanza di cultura cinofila e buonismo si incontrano, il danno è fatto, ovvero, adozione sbagliata e ritorno in canile.

E siccome abbandonare nuovamente un cane che ha già vissuto un’esperienza simile è una cattiveria al quadrato, proviamo a dare qualche consiglio perché la scelta sia consapevole.

Innanzi tutto, proviamo a sfatare alcuni modi di pensare:

  • Il cane di canile non ha bisogno di compassione, ma di tornare ad essere cane, instaurando con la sua nuova famiglia un rapporto soddisfacente
  • Il cane non vi sarà riconoscenti perché l’avete salvato dal rifugio, ma vi misurerà per capire che tipo di umano siete e come l’acqua prende la forma del suo contenitore, così il cane sarà la manifestazione dei nostri errori e delle nostre virtù.
  • Non tutti i cani vanno adottati. Ce ne sono alcuni che ormai sono “istituzionalizzati” ossia hanno trovato in canile il loro equilibrio. Solitamente si tratta di cani molto anziani e l’adozione per loro, a patto che le condizioni del rifugio siano favorevoli, non è sempre consigliabile.
  • NON scegliere mai un cane problematico a meno che non si posseggano le competenze necessarie.
  • Anche quando prendiamo un cucciolo, ricordiamoci che quel batuffolo peloso potrebbe arrivare a pesare come un sacco di cemento.
  • Gli unici cani di razza sono quelli con i documenti. Gli altri sono meticci, tipologicamente e morfologicamente magari vicini al cane di razza, ma pur sempre meticci

Proviamo ora a dare tre indicazioni perché l’adozione abbia successo:

  • Stile di vita, ovvero, cane giusto per persona giusta. Se siete dei pantofolai e vivete in appartamento, se la vostra attività fisica è guardare lo sport in TV, probabilmente è meglio prendere un cane di grosse dimensioni piuttosto che un cagnolino piccolo e impestato, concentrato di energie fisiche e vocali, che vi farà impazzire con le sue richieste. Le richieste “fisiche” di un cane gigante, invece, dovrebbero essere minori, con il cagnone che si accontenta di belle passeggiate. Se siete i sedentari di cui sopra, ancora meglio un cane anziano piuttosto che uno giovane. Certo che il cane anziano starà con noi meno di un cucciolone, ma l’affetto si misura in qualità non in quantità.
  • Pensate alla casa, o meglio, a quanto ci tenete ad avere casa in ordine. Se per voi è un problema trovarvi peli di cane sparsi su divani e pavimenti, meglio scegliere un cane a pelo corto. Certo che di pelo ne perdono anche loro, ma la situazione è meno invasiva.
  • Approfittate delle visite al canile per cominciare a cercare di capire come si comporta il soggetto che vi interessa.
    • Controllate il suo grado di socializzazione: nel recinto, accompagnati dal volontario, osservate il cane e dopo avergli dato la possibilità di sfogarsi, provate ad accosciarvi e chiamatelo con gioia. La sua risposta vi darà importanti indicazioni sul suo inserimento in famiglia. 
    • Durante l’osservazione, guardate il suo comportamento mentre marca il territorio. Osservate anche come si approccia con le persone. Questi comportamenti potrebbero darvi delle indicazioni sulle sue tendenze a dominare.
    • Dopo che il cane ha avuto modo di sfogarsi, mettetegli il guinzaglio e portatelo a spasso. A seconda della reazione, avrete informazioni sul suo rapporto con lo strumento

L’intelligenza sociale del cane lo porterà a cercare di creare il legame con la sua nuova famiglia; cerchiamo di esserne all’altezza e proviamo a diventare veramente quello che il nostro cane pensa che noi siamo.

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Davide Cardia

Davide Cardia

addestratore ENCI Sezione 1° Dog Trainer Professional riconosciuto FCC Direttore Tecnico del centro cinofilo Gruppo Cinofilo Debù Docente in diversi stage con argomenti legati alla cinofilia e alla sua diffusione Docente corsi di formazione ENCI per addestratori sezione 1 Ospite in radio e trasmissioni televisive regionali Preparatore/Conduttore IPO e Mondioring Autore del libro “Addestramento con il premio” edizioni De Vecchi Curatore del libro “Io e il mio Bullgod” edizioni De Vecchi

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