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Lupi travestiti: intervista a Barbara Gallicchio

Lupi travestiti: intervista a Barbara Gallicchio ci guida attraverso la storia e l’evoluzione del cane

È stata da poco pubblicata la nuova edizione dell’opera sulle origini e sul mondo di Canis lupus familiaris.

Questa intervista a Barbara Gallicchio ci offre spunti importanti sulla relazione tra l’uomo e il cane, esplorando le origini e le evoluzioni di questa specie affascinante.

Abbiamo parlato di questo testo e dei temi trattati nelle sue pagine con l’autrice, Barbara Gallicchio, medico veterinario, esperta in comportamento, patologia animale ed etologia applicata.

Era il 1999 quando fu pubblicata la prima edizione di Lupi travestiti.

Le origini biologiche del cane domestico, un’opera enciclopedica scritta da Barbara Gallicchio, medico veterinario, esperta in comportamento, patologia animale ed etologia applicata. Oltre 300 pagine che cercano di rispondere a una delle domande più affascinanti della ricerca sulla genetica e sul comportamento animale: come può un lupo diventare un cane?

Il volume è stato per anni uno dei più richiesti da professionisti e appassionati di cinofilia. Non più ristampato, le vecchie copie in circolazione eran vendute su piattaforme di e-commerce a prezzi che superavano di molto il costo di copertina. Nel 2025, finalmente, Raffaello Cortina Editore ne ha stampato una nuova edizione aggiornata.

Abbiamo chiesto all’autrice, la dr.ssa Barbara Gallicchio di parlarci del suo libro e di cosa abbiamo compreso dagli anni Duemila a oggi dei cani e della nostra relazione con loro.

Lupi travestiti è un titolo avvincente che fa ben presagire il tema del testo. Come è nata l’idea di realizzare quest’opera?

L’origine del libro è legata all’interesse di scoprire come i lupi si sono modificati per diventare cani. Questo interesse è nato dal lavoro del paleontologo Stanley Olsen che, intorno agli anni Ottanta, ebbe accesso a una grande quantità di fossili provenienti dalla Cina. Sulla base dei reperti esaminati, il paleontologo pubblicò un lavoro sui primi segnali di “caninità” riscontrati nei fossili. E così da lì, pian pianino, ho raccolto materiale sull’evoluzione del cane e sulla domesticazione in generale. All’epoca non c’era internet, quindi è stato un compito impegnativo. Secondo me, però, stavo approfondendo una parte della ricerca davvero molto interessante e che spesso la gente non conosce, ossia come un lupo possa essere diventato un maltese.

Nei circa 26 anni che separano la prima edizione di Lupi travestiti e la nuova pubblicazione,cosa è cambiato nella nostra conoscenza del cane?

Si è aperto il mondo della cognizione. I primi studi significativi sul cognitivismo nel cane risalgono agli anni Novanta e sono già citati nel mio primo testo. È a partire dal 2000 che c’è statauna grande abbondanza di ricerche pubblicate, anche perché numerosi centri hanno iniziato a spostare il loro interesse sullo studio del cane: se prima, in ambito etologico, era considerato una seconda scelta rispetto agli animali selvatici, dopo ne è divenuto uno dei protagonisti. La stessa domesticazione è un argomento di grande attualità, molto dibattuto nella comunità scientifica. In più, oggi ci sono tantissimi cani e tantissime persone disponibili a partecipare agli studi: è possibile svolgere i test a casa o condividere la propria esperienza attraverso appositi questionari.

Sfogliando tra i capitoli del libro emerge anche quanto, in questi anni, abbiamo scoperto sulla genetica di questi animali.

Nella genetica del comportamento abbiamo fatto passi da gigante. Ad esempio, cominciamo ad avere la decodifica di alcuni geni che sono singolarmente connessi a comportamenti patologici, come comportamenti compulsivi o alcune forme di ansia. L’epigenetica è un altro vaso di Pandora scoperchiato e ci spiega come l’ambiente possa modificare l’espressione dei geni senza modificare il DNA. Inoltre, la genetica può anche farci capire come la selezione artificiale abbia puntato sul cavallo sbagliato: se io accetto o tollero di mettere in riproduzione dei cani che hanno dei comportamenti patologici come, ad esempio, quello ossessivo-compulsivo, è necessario che capiscache in quel modo sto modificando la relazione possibile.

A questo proposito, come è cambiata la nostra relazione con i cani nei quasi tre decennitrascorsi tra le due edizioni?

Io faccio il veterinario, quindi vedo persone che hanno i cani tutti i giorni. Quello che noi abbiamo è una grandissima tolleranza e una grandissima empatia che prima non c’erano. Oggi le persone cambiano la loro vita per adeguarsi a certi tipi di problemi che i loro cani hanno. Ci sono tanti cani rescue che hanno paura, hanno un problema di fobie permanenti: almeno un terzo ne soffre e c’è chi modifica il proprio stile di vita per andare loro incontro. Li vedi uscire di casa almattino, prestissimo, per portare il cane in campagna, lontano dai rumori e dalla confusione della città. Le persone si adattano con incredibile empatia. Poi noi abbiamo, soprattutto in Italia e nei paesi latini, la capacità di tollerare comportamenti che potrebbero generare gravi disagi come quelliaggressivi.

Aggiungo che in molti provano sensi di colpa, pensano di essere la causa dei problemi dei loro cani. Invece non è così, lo credono perché qualcuno gli ha detto che è colpa loro, che sono degli inetti. Questo è un atteggiamento che ha radici lontane nel tempo, si ripete che è sempre colpa del proprietario. Non è vero: se tu hai un cane con un disturbo della neurocezione, che vede nemici inesistenti, non è certamente colpa tua.

Se dovessimo immaginare l’uscita di una nuova edizione di Lupi travestiti tra 10 anni, quali potrebbero essere i nuovi temi e le nuove scoperte da inserire tra le sue pagine?

Sicuramente un argomento significativo è il maltrattamento genetico, di cui ho parlato io per prima in Italia nel 1994. Abbiamo tante razze di animali, non solo cani, allevate senza alcun interesse per il loro benessere. Se si alleva un cane che è ipergigante, ipernano o iperbrachicefalo, cioè senza muso, le conseguenze saranno gravi. Solo negli ultimi 15 anni gli effetti del maltrattamento genetico sono stati realmente portati all’attenzione e solo da poco abbiamo iniziato a essere testimoni di cambiamenti notevoli anche a livello politico, con il divieto in alcuni paesi di allevamento delle razze brachicefale.

Approfondimento: Maltrattamento genetico nel cane: cosa significa e come possiamo evitarlo

Un altro tema che sarà di grande interesse nei prossimi anni è quello degli effetti della sterilizzazione: abbiamo accettato di non tagliare orecchie e code ai cani, ma attualmente è ancora uso comune sterilizzarli, anche quando sono ancora molto giovani, e questo ha un costo per l’organismo, soprattutto nei maschi. Oggi abbiamo tantissimo materiale che parla degli effetti negativi della castrazione e della sterilizzazione. Logicamente il discorso è differente tra cani di canile e cani di casa: se nel primo caso non è possibile non sterilizzare, nel secondo si può pensare di lasciare l’animale intero.

Approfondimento: Sterilizzazione del cane: cosa sappiamo davvero oggi?

Infine, si dovrebbe affrontare la limitazione delle linee genealogiche di cani predisposti all’aggressività per selezione. Sono i cani stessi a essere vittime di questo fenomeno: sono individui che finiranno per essere contenuti, per essere buttati in un canile o per essere impiegati nei combattimenti e tenuti sempre chiusi, alla catena, oppure sempre al guinzaglio con la museruola. Sono cani destinati a non vivere un’esistenza piena.

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Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

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