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Notizie sul cane

Entra in giardino con il passamontagna, i cani gli sbarrano la strada: «Non mi hanno lasciata sola»

Pinerolese, ore 19.30. Ethel Onnis sta preparando la cena quando i suoi cani danno l’allarme: un uomo vestito di nero ha appena scavalcato la recinzione. A sbarrargli la strada sono loro.

«Ieri sera, intorno alle 19:30, i miei cani hanno fatto un lavoro di squadra eccellente». Comincia così il racconto di Ethel Onnis, che vive in un paese dopo Pinerolo, a ridosso dei boschi, in una casetta in fondo a una via con alcune villette a schiera.

I suoi cani sono il cuore della casa. Hanno molto spazio in giardino ma stanno sempre con la famiglia, e secondo lei «questo fa la differenza». Non sono cani aggressivi, ma quella sera hanno dimostrato coraggio e strategia di gruppo mettendosi tra lei, la recinzione e l’intruso.

Ethel era in casa a preparare la cena quando cinque dei sette cani hanno iniziato ad abbaiare in modo furioso. «Riconosco i loro abbai quando passa un vicino, arriva una macchina o passa qualcosa che li attira. In questo caso l’abbaio era davvero insistente e determinato».

È uscita perplessa e, guardando verso il cancello, ha visto un uomo completamente vestito di nero, con un passamontagna e un frontalino acceso. «Ha fatto un salto allucinante scavalcando una recinzione di un metro e mezzo e si è introdotto nella parte del mio giardino. Veloce e furtivo. Ero molto spaventata perché non immaginavo se stesse arrivando verso di me».

In quel momento sono usciti anche gli altri cani, che hanno adottato due strategie diverse. Tre sono rimasti al cancello. Benji, il lupetto, è partito per primo a sbarrargli la strada insieme a Filidoro, l’Australian Shepherd, dall’altra parte della ringhiera. «A quel punto ho anche temuto per i cani, perché pensavo che potesse fare loro del male».

Sono usciti anche i familiari e dal terrazzo hanno visto l’uomo fare un altro salto, verso il terrazzo delle case vicine. I malviventi erano presumibilmente due e si sono trovati faccia a faccia con i vicini, che hanno cercato di bloccarli. Uno dei due ha provato a estrarre qualcosa da una tasca, ma nel trambusto, con i cani agitatissimi che continuavano ad abbaiare, sono fuggiti.

«Se non ci fossero stati loro, probabilmente quell’uomo me lo sarei trovata di fronte», racconta Ethel. I cani si sono schierati lungo tutto il perimetro della ringhiera e non hanno smesso di fronteggiare il pericolo. «Soprattutto i due maschi e l’altra Australian non li avrebbero fatti entrare e lasciati incolumi. Loro sono la nostra protezione e riescono a comprendere, a fiutare ciò che è davvero pericoloso. Noi ci siamo spaventati moltissimo. Poteva andare peggio».

Le domande che restano

Per Ethel episodi come questo aprono molte riflessioni. Quanto può esporsi davvero un cane ai pericoli per difendere la propria famiglia e la propria casa? E quali reazioni può avere, soprattutto quando, come nel suo caso, si tratta di un gruppo con ruoli e dinamiche ben precise?

«Loro non sono cani da difesa come potrebbero essere dei Rottweiler o un Malinois», spiega. «Se uno di questi, come è già successo recentemente, aggredisce seriamente il malvivente ferendolo gravemente o peggio? Io penso che siano grosse responsabilità».

E poi c’è la vita dei cani stessi. «Siamo fragili nelle nostre abitazioni, e sicuramente i nostri cani ci difendono fino alla fine. Ma quali rischi per la loro vita? Tanti cani vengono uccisi, avvelenati, sparati e nessuno può nulla». Davanti a certi fatti, ammette, «ci sentiamo inermi e spaventati».

Un legame che fa la differenza

Quello che resta, però, è il legame. «Non sono solo cani che vivono fuori in un giardino. Vivono, respirano e lavorano con noi». Due di loro fanno pet therapy con lei. Iris, la Golden, è stata la prima a correre ad allertarla: «È la cagnolina più dolce del mondo. Eppure non si è tirata indietro».

«Quello che fa la differenza è il legame che abbiamo con i nostri cani. Loro ci stupiscono sempre. Affinché un cane ci difenda e protegga è necessario che ci sia questa intesa», conclude Ethel. «Io li amo infinitamente e li ringrazio per non avermi lasciata sola di fronte al ladro».

Chi è Ethel Onnis

Ethel Onnis vive nel Pinerolese ed è una musicista professionista. Lavora anche in campo educativo come docente di musica. Per amore della natura e dei cani si è trasferita dalla città in un paesino vicino ai boschi. Si è specializzata negli interventi assistiti con gli animali e da alcuni anni è coadiutore del cane. Ha realizzato anche un progetto che integra la musica alla pet therapy. Convinta che la bellezza e l’arte siano profondamente legate alla natura, ha fondato “L’arte nell’essere lupo”, un progetto di tutela della biodiversità che promuove la convivenza tra l’uomo e la fauna selvatica, in particolare il lupo.

Nelle foto: Iris, la Golden coraggiosa; Benji, il lupetto che è partito per primo in soccorso; e Filidoro. Manca Tomoe, l’altra Australian.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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