Max, il cane che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di Taranto. L’intervista all’assessore all’ambiente Stefania Fornaro.
L’amministrazione si sta mobilitando per commemorare l’amato cane di quartiere e ricordarlo con iniziative che possano donare un futuro migliore ad altri quattro zampe.
È un fiume di ricordi quello che scaturisce dalle testimonianze di cittadine e cittadini di Taranto che, negli scorsi giorni, hanno espresso sui social la propria commozione per la morte di Max, il cane di quartiere (https://www.dogsportal.it/addio-a-max-il-cane-di-quartiere-simbolo-di-taranto/ ).
“Cane di quartiere” è una definizione che in molti hanno letto scorrendo articoli e post: indica un cane riconosciuto come non pericoloso che può vivere libero sul territorio, adottato dalla comunità sotto la responsabilità del sindaco del Comune di appartenenza (https://www.dogsportal.it/la-storia-di-max-e-del-sindaco-di-taranto/ ). Dietro questa fredda descrizione fa capolino una storia più profonda. Per chiunque abbia incrociato il suo sguardo e abbia accolto la sua richiesta di gioco con una pietra in bocca, Max era un amico, una presenza rassicurante, un incontro che riempiva il cuore. Lo era anche per l’assessore all’ambiente di Taranto, Stefania Fornaro, a cui abbiamo domandato cosa ha significato questo cane per i tarantini.
«Max era veramente il cane di tutti. Ogni volta che facevo i sopralluoghi come assessore all’ambiente, lui era insieme a noi e spesso, al mattino, veniva a prendersi un po’ di refrigerio nel mio ufficio. Max era così con chiunque». È il primo ricordo di Fornaro, che racconta quanto l’intera comunità si occupasse di quello che era di fatto un suo membro riconosciuto: «I cittadini e i volontari delle associazioni presenti sul territorio hanno sempre avuto una grande attenzione nei suoi confronti. Basti pensare che a Capodanno è stato cercato e trovato uno stallo affinché Max venisse protetto dal rumore dei botti di fine anno. Ogni volta che aveva una difficoltà, c’era qualcuno pronto ad aiutarlo. Anche negli ultimi mesi, in cui non stava bene a causa di un’insufficienza renale, è stato seguito da una clinica veterinaria che ha gestito la situazione».
A seguito della scomparsa di Max, Taranto si sta mobilitando per chiedere all’amministrazione che venga realizzata una statua in bronzo per ricordarlo. L’assessore conferma che ci si sta già muovendo in questa direzione: «L’amministrazione comunale sta valutando la possibilità di presentare una manifestazione di interesse indirizzata a tutti gli artisti della città di Taranto per la realizzazione della statua di Max. Noi, come Comune, abbiamo già dato disposizioni per una targa commemorativa che sarà apposta in uno dei luoghi in cui il nostro cane amava giocare. Stiamo progettando anche altre iniziative. L’idea sarebbe quella di conciliare il momento di ricordo di Max legato all’inaugurazione della targa o della statua con una giornata dedicata ai cani del canile e alla sensibilizzazione sulle adozioni».
La storia di Max, “cane di tutti e di nessuno” come si legge in uno dei commenti alla raccolta firme per la realizzazione della statua di bronzo in sua memoria (https://www.change.org/p/realizzazione-statua-di-bronzo-per-max-il-cane-simbolo-della-citt%C3%A0-di-taranto ), è un esempio di civiltà, di comprensione e rispetto del benessere e della dignità di un animale, di amicizia, di scambio, di affetto, di cura. Una lezione che speriamo altri comuni italiani possano fare propria.
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