Non possono morire cani sotto le mani di Dog Sitter: urge una regolamentazione severa.
Un caso che solleva gravi interrogativi e richiede interventi normativi urgenti
immagine di copertine dall’archivio.
La cronaca ci porta oggi un episodio doloroso e allarmante, che accende i riflettori su gravi lacune nel sistema di affidamento e tutela degli animali. A Villorba, in provincia di Treviso, una dog sitter è al centro di nuove e pesanti accuse. Dopo la denuncia iniziale di una proprietaria che, al ritorno dalle vacanze, ha trovato solo le ceneri di uno dei suoi bassotti, emergono altri episodi di presunta negligenza da parte della stessa custode di animali, tra cui la morte di un golden retriever, lasciato, secondo le testimonianze, senza ombra né acqua sotto il sole rovente. Secondo quanto riportato da Il Gazzettino, la temperatura quel giorno superava i 38 gradi, condizioni in cui un cane può rapidamente soccombere a un colpo di calore.
Inquietanti sviluppi e testimonianze che scuotono la comunità
L’episodio del bassotto cremato a insaputa della proprietaria aveva già sollevato una profonda indignazione, ma ora i racconti di altri proprietari si sommano a un quadro che lascia sgomenti. Il padrone del golden retriever, preoccupato e insospettito dalle circostanze della morte, ha deciso di far eseguire un’autopsia: l’istituto di Zooprofilattica delle Venezie ha confermato che l’animale è deceduto per il cedimento di un polmone, conseguenza di un colpo di calore fatale. Si tratta di circostanze che, in assenza di un’indagine più approfondita, rischiano di passare inosservate, ma che mettono in discussione l’affidabilità e la preparazione di chi si offre come dog sitter senza una formazione adeguata.
Questa serie di incidenti, tragici e probabilmente evitabili, rende evidente un vuoto normativo. Se per alcune figure professionali che operano con i cani esistono percorsi di qualificazione e registri certificati, per il dog sitter non è previsto alcun percorso formativo obbligatorio, nessuna certificazione di competenza né standard minimi da rispettare. È inaccettabile che una persona non qualificata possa occuparsi della gestione di esseri viventi, con tutte le responsabilità che ne derivano, senza una preparazione specifica.
La riflessione: una regolamentazione urgente per tutelare i nostri animali
Di fronte a questi episodi, urge una riflessione approfondita su come il nostro sistema si prenda realmente cura degli animali affidati a terzi. Per i lettori di Dogsportal.it, che comprendono e condividono il valore di un trattamento responsabile e consapevole, appare ormai evidente che il dog sitting richieda un percorso normativo solido. In molte città italiane, la figura del dog sitter è oggi indispensabile, ma si deve garantire che coloro che esercitano questa attività siano preparati a gestire ogni esigenza fisica e comportamentale dell’animale, nonché le emergenze e le condizioni ambientali potenzialmente rischiose.
Per colmare questa grave lacuna, è necessario un intervento normativo che introduca requisiti di qualificazione obbligatoria e un registro professionale. Si tratta di misure basilari e doverose, finalizzate a proteggere sia i nostri animali sia la serenità di chi li affida. La sicurezza degli animali, e il diritto a un’accoglienza adeguata, non possono essere lasciati alla discrezione o alla buona volontà del singolo: SERVE un quadro regolamentare che tuteli sia gli animali che i loro proprietari.
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Solo con una legislazione adeguata si potrà garantire il benessere dei nostri cani, affidandoli a professionisti realmente preparati e responsabili.
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