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Hantavirus e animali domestici: cane e gatto possono trasmetterlo?

Cosa dice la scienza sul ruolo di cani e gatti nella trasmissione dell’hantavirus, e cosa deve sapere chi vive con un animale in Italia

Nelle ultime settimane il nome hantavirus è tornato a circolare con insistenza nelle notizie italiane e internazionali, dopo il focolaio segnalato a bordo della nave da crociera MV Hondius, con diversi casi confermati o sospetti e tre decessi secondo gli aggiornamenti OMS di inizio maggio 2026. Una vicenda che ha riacceso l’attenzione su una famiglia virale conosciuta da decenni, ma non sempre compresa nei suoi meccanismi di trasmissione.

Chi vive insieme a un cane o a un gatto si trova spesso a chiedersi: il mio animale può ammalarsi? Può portarmi il virus a casa? Può contagiarmi?

Le risposte esistono, vengono dalla letteratura scientifica e dalle agenzie sanitarie internazionali, e sono generalmente rassicuranti per chi vive con un animale domestico in Italia. È però importante comprenderle con precisione, perché semplificare in eccesso in un senso o nell’altro non aiuta. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo: per qualsiasi dubbio specifico è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o, per quanto riguarda la salute dell’animale, al proprio veterinario.

Che cos’è l’hantavirus

Quando si parla di hantavirus, ci si riferisce a una zoonosi trasmessa dai roditori all’uomo. Si tratta di un’intera famiglia virale ospitata naturalmente da diverse specie portatrici sane (arvicole, topi e ratti), le cui escrezioni possono infettare l’essere umano per contatto diretto o per inalazione di aerosol. Una scopa usata per pulire una soffitta, ad esempio, può disperdere nell’aria minuscole particelle di feci contaminate, potenzialmente sufficienti a innescare l’infezione se inalate.

In Italia non sono mai stati documentati casi autoctoni di infezione. Le varianti che circolano in Europa sono presenti soprattutto nei Paesi balcanici, in Serbia e in Bosnia, e più in generale nell’Europa orientale. Il rischio per la popolazione generale italiana è considerato basso dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali, e l’hantavirus non presenta caratteristiche pandemiche perché non si trasmette facilmente da persona a persona. https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-malattia/hantavirus-malattie-da/

Cani e gatti: né ospiti serbatoio né vettori diretti

Qui arriva la distinzione più importante per chi vive con un animale. Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) degli Stati Uniti, cani e gatti non sono ospiti serbatoio dell’hantavirus e non sono considerati in grado di trasmettere il virus alle persone. Il National Park Service americano e le autorità sanitarie della contea di King (Washington) precisano che esistono alcune evidenze che gli animali domestici possano entrare in contatto con il virus, ma che non sviluppano malattia clinica e non costituiscono un rischio di contagio diretto per l’essere umano.

La letteratura medica è allineata su questo punto: animali predatori come cani e gatti possono teoricamente esporsi al virus, ma è considerato molto improbabile che lo trasmettano ad altri animali o all’uomo. Ciò che possono fare, invece, è portare roditori infetti a contatto con le persone. È questa l’unica via di rischio indiretto che riguarda chi vive con un animale domestico.

Il rischio concreto: la preda portata a casa

Un gatto che caccia nei campi, in campagna, nelle pertinenze di un’abitazione rurale o in un parco urbano con presenza di roditori, può riportare a casa un topo o un arvicolo catturato, vivo o morto. Quel roditore, se infetto, rappresenta una fonte di potenziale esposizione per la persona che lo manipola, anche solo per rimuoverlo.

La precauzione da adottare è semplice: non toccare mai carcasse di roditori a mani nude, indipendentemente da chi le abbia portate. È opportuno usare guanti monouso, raccogliere la carcassa con una busta di plastica chiusa e disinfettare la superficie con una soluzione di candeggina diluita. Vale la pena tenere presente che alcuni hantavirus, tra cui il Puumala (la variante più diffusa in Europa), possono mantenersi infettivi nell’ambiente per un periodo variabile dopo la rimozione del roditore, in funzione delle condizioni di temperatura e umidità del luogo.

Non esiste un trattamento specifico né una vaccinazione contro l’hantavirus. L’unica misura efficace di prevenzione individuale riconosciuta dalle autorità sanitarie è ridurre al minimo il contatto con i roditori e con i loro escrementi.

Chi è più esposto in Italia

Le comunità agricole sono quelle statisticamente più a rischio, perché più frequentemente a contatto con roditori in ambienti chiusi. Ma chiunque frequenti cantine, baite di montagna, depositi rurali o aree boschive con infestazioni di roditori è potenzialmente esposto. Chi porta il cane in questi ambienti, o chi ha un gatto che esce liberamente in campagna, fa bene ad adottare abitudini igieniche corrette, soprattutto nella gestione di eventuali prede.

Quando un’allerta sanitaria occupa le prime pagine, è comprensibile che chi vive con un animale si chieda quale sia il rischio concreto per sé e per il proprio cane o gatto. La domanda è legittima e merita una risposta chiara. Le autorità scientifiche internazionali, dal CDC all’ECDC, secondo le fonti attualmente reperibili sono concordi: cani e gatti non sono ospiti del virus e non lo trasmettono alle persone.

L’unico scenario di attenzione riguarda la gestione delle prede che un animale cacciatore può portare a casa, e si gestisce con precauzioni igieniche elementari. Informarsi correttamente, senza allarmismi ma senza superficialità, è sempre la risposta più utile.

INFORMAZIONI UTILI SU CAN, GATTI E HANTAVIRUS

Il mio cane può prendere l’hantavirus?

Secondo le principali autorità sanitarie internazionali, tra cui il CDC, cani e gatti non sono ospiti serbatoio dell’hantavirus. Esistono alcune evidenze scientifiche che gli animali domestici possano entrare in contatto con il virus, ma non sviluppano malattia clinica. Per qualsiasi preoccupazione specifica riguardante la salute del proprio animale è sempre opportuno consultare il veterinario.

Il mio gatto può trasmettermi l’hantavirus?

No, secondo le evidenze scientifiche disponibili. Cani e gatti non trasmettono il virus alle persone. L’unico scenario di rischio indiretto si verifica quando un gatto cacciatore porta a casa un roditore infetto: in quel caso è il roditore, non il gatto, la fonte di potenziale esposizione.

Cosa faccio se il mio gatto porta a casa un topo morto?

Non toccarlo a mani nude. Indossa guanti monouso, raccogli la carcassa con una busta di plastica chiusa e disinfetta la superficie con candeggina diluita. Alcuni hantavirus possono mantenersi infettivi nell’ambiente per un periodo variabile dopo la rimozione del roditore.

L’hantavirus è presente in Italia?

In Italia non sono mai stati documentati casi autoctoni di infezione da hantavirus. Le varianti europee circolano principalmente nei Paesi balcanici e nell’Europa orientale. Il rischio per la popolazione italiana è considerato basso dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali, ma la situazione è oggetto di monitoraggio continuo.

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Come si trasmette l’hantavirus all’uomo?

Principalmente per inalazione di aerosol prodotto da urine, feci o saliva di roditori infetti, o per contatto diretto con tali materiali. La trasmissione da persona a persona è considerata estremamente rara per quasi tutte le varianti conosciute. Per informazioni aggiornate è sempre consigliabile consultare le fonti istituzionali come il Ministero della Salute o l’ISS.

Devo preoccuparmi se porto il cane in montagna o in campagna?

Non è necessario allarmarsi, ma è buona norma adottare precauzioni igieniche di base in ambienti rurali o boschivi con presenza di roditori, soprattutto se il cane o il gatto ha accesso a quegli spazi. In caso di dubbi o sintomi dopo un’esposizione potenziale, è opportuno contattare il proprio medico e segnalare il contesto ambientale.

Fonti

Ministero della Salute – Hantavirus (malattie da)

CDC (Centers for Disease Control and Prevention) — Hantavirus Pulmonary Syndrome: Clinical Overview — cdc.gov

National Park Service (USA) — Hantavirus Pulmonary Syndrome — nps.gov

King County Public Health (Washington) — About Hantavirus — kingcounty.gov

Ventura County Environmental Health (California) — Hantavirus: Essential Guide — rma.venturacounty.gov

Pazienti.it — Hantavirus: cresce l’attenzione sul virus dei roditori — pazienti.it

Fedaiisf — Il virus del momento: l’hantavirus — fedaiisf.it

SISMED — Hantavirus e nave Hondius: cosa sapere — sismed-it.com

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