Fuori dai Denti

Lupi, orsi, cani: a passi spediti verso la barbarie

Anni di propaganda social e mediatica basata sull’ignoranza più becera, inutilmente smentita dalla scienza, e il lavoro assiduo di una lobby politico-economica potente e feroce come poche altre (aziende del settore caccia, associazioni venatorie, di allevatori e di agricoltori con il fattivo supporto dei peggiori esponenti politici della Lega e di Fratelli d’Italia), grazie anche a organi di informazione distratti, pavidi o più spesso conniventi per interesse, hanno via via prodotto il risultato voluto: la diffusione di una pseudo-cultura rurale da sottosviluppati che considera la vita degli animali selvatici meno di niente.

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Ieri, 4 dicembre 2024 (ma sembrava l’annus domini 1024…), alle porte di un paesello piemontese che si chiama Frabosa Soprana e sta in provincia di Cuneo, qualche subumano ha pensato bene di appendere per il collo il corpo di un lupo, ucciso ancora non si sa come.

Non è la prima volta che accade, purtroppo, ma ieri era un giorno particolarmente importante per il futuro della specie Canis lupus,perché la Convenzione di Berna, organo decisionale europeo su simili questioni, ha ratificato la domanda del Parlamento Europeo di declassare il lupo da “specie rigorosamente protetta” a “protetta” e basta.

In termini pratici, è il primo gradino della scala verso gli inferi per il progenitore del cane nonché predatore sociale più evoluto, intelligente e affascinante al mondo, perché lo stato di “specie protetta” implica la possibilità di uccidere i lupi considerati “problematici” o “ pericolosi” secondo valutazioni della autorità.

E quanto tali valutazioni siano credibili e scientificamente ammissibili ce lo insegna per esempio l’operato del serial killer di plantigradi che risponde al nome di Maurizio Fugatti, leghista e presidente della Provincia Autonoma di Trento, uno che organizzava banchetti a base di carne d’orso in campagna elettorale, per dire.

Tornando al lupo e al pericolo che lo minaccia, giova ricordare come ben poco siano serviti centinaia di convegni e conferenze organizzati in tutta Italia dagli esperti per cercare di diffondere tra gli allevatori la conoscenza necessaria a creare una convivenza con questo predatore, come l’uso dei cani da difesa del bestiame, efficaci al punto di ridurre a zero le predazioni e delle recinzioni elettrificate di struttura e altezza adeguata, soluzioni spesso disponibili a costo zero perché finanziate dalle regioni.

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Il problema è che, ormai, la cultura e l’informazione basate sulla scienza non vengono più prese in considerazione dalla maggior parte delle persone cui sono indirizzate e spesso vengono respinte al mittente come “scemenze” o peggio ancora come “bugie al soldo di interessi economici”.

Questo avviene perché da tempo domina la pseudo-informazione antiscientifica che trasmette alla gente esattamente ciò che vuole sentirsi dire: che la soluzione a un problema, qualsiasi problema, non richiede mai sforzi veri e propri, come modificare le proprie abitudini o apprendere nuove conoscenze, perché basta eliminarlo fisicamente, nel caso del lupo o dell’orso, oppure negare che esista, come nel caso del cambiamento climatico o del Covid-19.

Le conseguenze di questo drammatico decadimento cognitivo, non solo culturale, nello specifico sono appunto le fucilazioni degli orsi trentini, l’ultimo pochi giorni fa, in pieno letargo e senza che avesse mai fatto nulla a nessuno, e l’apertura alle uccisioni dei lupi.

Ma non è tutto, purtroppo: il crescente disprezzo per la vita degli animali selvatici da parte di tanti italiani che stanno camminando a a passo spedito verso una nuova barbarie ha riflessi terribili anche sugli animali domestici.

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Sempre ieri, per esempio, a Ceprano (Frosinone), due cani sono stati prima torturati e poi uccisi. Uno seviziato e impiccato nel bosco, lasciando accanto al corpo altri due cappi identici a mo’ di minaccia futura, l’altro massacrato a bastonate e poi lasciato agonizzare in pieno centro del paese.

Un gesto ignobile da menti malate?

Certamente, anche se in zona si parla di un avvertimento da parte di bracconieri per questioni di caccia, ma il problema sta nel fatto che simili orrori sono quasi quotidiani, in questo povero Paese preda di una tragica spirale involutiva a tutti i livelli, classe dirigente in primis.

E ora, per avere un quadro più completa della tragica situazione in cui ci troviamo sul fronte del disprezzo della vita animale, qualche cifra:

  • Cani avvelenati in Italia nel 2022: 46mila (2.700 di loro sono morti) – Fonte Aidaa
  • Lupi uccisi in Italia ogni anno: da 200 a 500, la maggior parte per avvelenamento con topicidi e altre sostanze letali sparse appositamente, seguono fucilazioni, tagliole, cappi, investimenti stradali, non sempre casuali – Fonte WWF
  • Orsi morti o “scomparsi” in Trentino negli ultimi 23 anni: 68, alcuni abbattuti per ordine di Fugatti, alcuni investiti e altri uccisi illegalmente senza che mai nessun responsabile sia stato individuato, ma probabilmente neppure cercato
  • Procedimenti penali avviati in Italia per uccisione di animali nel 2022: 2.624 (Fonte LAV)

Buon 2025… si fa per dire.

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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