Cani da cacciaLa Bacheca di ZoraLe interviste di Dogsportal.it

Il Rifugio del bosco un paradiso per i cani da caccia.

Un sogno che diventa la realtà di molti cani da caccia che cercano una famiglia consapevole

Il sogno di Piera Colombi è sempre stato quello di recuperare cani da caccia dalle situazioni più diverse e dare loro un rifugio che non fosse il solito box di un canile, dove poter stare all’aria aperta, correre e giocare durante il giorno e stare in cuccia nel box solo di notte.

Un soggiorno a cinque stelle, insomma, in attesa di diventare cani di famiglia.

E così, dopo essersi appoggiata alle pensioni di Gorgonzola per 3 anni e di Treviglio per uno, Piera ha trovato il posto ideale: un grande terreno di 4.000 metri quadrati ad Arluno, alle porte di Milano.

Un luogo molto spazioso, fresco e tranquillo, dove gli ospiti possono passare tempo all’aperto e in compagnia, un posto in cui avranno delle persone sempre con loro, h24, per farli divertire di giorno e riposare al sicuro durante la notte.

Alla vigilia del trasferimento nel suo posto da sogno, ho fatto una chiacchierata con lei, soprattutto per capire cosa l’ha spinta ad aiutare cani da caccia provenienti da tutto il Paese (tra questi anche il mio indimenticato Red e la mia dolcissima Scarlett)

Si può dire che tutto comincia con un bracco, giusto?

«Direi proprio di sì! Ero ancora una bambina quando ho salvato una piccola di una cucciolata di bracchi, trovati nel fienile del maneggio in cui andavo a cavallo. I cani da caccia sono così entrati prepotentemente nella mia vita. 

Quando mi sono liberata dagli impegni di lavoro è arrivata Molly, un incrocio tra pointer e labrador adottata nel 2007; nel 2016 arriva Achille, pointer disabile di 60 giorni, nel 2017 adotto Jack, un bracco tedesco trovato legato a un palo in autostrada, e poi altri due kurzhaar, nel 2019 Artù, chiuso in un canile lager, e nel 2021 Tobia, un cucciolo decisamente sfortunato».

Quando sei diventata l’angelo dei bracchi?

«La mia avventura comincia nell’ottobre 2020, nel corso del tempo sono riuscita a creare una fitta rete di aiuto per cani da caccia, a volte sono io che contatto i gruppi o le associazioni, altre volte sono loro a mandarmi gli appelli per i casi più urgenti, il passaggio successivo è il trasporto, iter sanitario obbligatorio e far arrivare il cane al rifugio, poi i necessari controlli sanitari aggiuntivi, le analisi del sangue complete per le principali malattie mediterranee come la leishmaniosi,  la sterilizzazione, e tante volte ora facciamo esami per malassorbimento, male sempre più frequente in questi cani. La mia gioia più grande e quello che mi spinge ad andare avanti è quella di trovare ai mei “bimbi” una famiglia e una casa in cui abitare, dopo aver vissuto ingiustamente esperienze difficili, se non veri e propri maltrattamenti».

Immagino che arrivino da te cani dai contesti più disparati

«Sì, arriva davvero di tutto, in particolare dal Sud e dal Centro: cani che hanno paura dello sparo (e quindi inservibili per i cacciatori), cani che non hanno alcuna passione venatoria, cani ormai anziani diventati un inutile peso, cucciolate troppo numerose, cani recuperati per strada dai volontari e finiti in canili lager, cessioni di allevatori, richieste di cessione da parte di privati. In più ogni tanto ci sono dei lieti eventi: cagne che arrivano al rifugio già gravide e che partoriscono qui. C’è, insomma, solo l’imbarazzo della scelta. 

Quanto alle razze ne arrivano di un po’ tutte le razze da caccia, dai più diffusi i bracchi tedeschi, setter inglesi, pointer, epagneul breton, cocker, springer spaniel e segugi a razze decisamente meno note come bracchi ungheresi, griffoni Korthals, griffon Blue de Gascogne, setter gordon e bracchi francesi.

Paradossalmente i cani un po’ avanti con gli anni, considerati più facili da gestire, vanno più facilmente a casa, quando ci sono dei cuccioli puntualmente c’è un boom di richieste, ma di queste ne prendo in considerazione solo minima parte, quella che è in possesso dei requisiti per me fondamentali».

Ad oggi, i cani a cui hai trovato famiglia sono quasi 900, ma c’è chi ti accusa di essere troppo rigida nel selezionare le famiglie…

«E per fortuna lo sono! So di essere molto esigente e selettiva ma voglio davvero il meglio per i miei ospiti e devo dire che questa mia severità, alla lunga, ha pagato: da quando ho iniziato questa avventura, infatti, è rientrata solo una dozzina di cani».

A chi rifiuti di cadere un cane?

«Innanzitutto faccio sempre presente che si tratta di cani da caccia, quindi estremamente attivi. Non do un cane a chi mi dice che tutti i membri della famiglia sono fuori tutto il giorno, chi per lavoro, chi per studio: del cane chi se ne occupa? Chi può garantirgli uscite che non siano solo rapide passeggiatine igieniche?

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Stessa severità che riservo a chi mi dice che, anche se è fuori tutto il giorno, dispone di un grande giardino. Come amo ripetere, non ho “cani da giardino” da lasciare lì tutto il giorno, i cani da caccia sono estremamente sensibili, devono vivere in famiglia, sentendosene parte a tutti gli effetti. Il giardino è utilissimo per farli correre, per stare fuori al fresco tutti insieme, ma la maggior parte del tempo, e soprattutto la notte, il cane deve vivere in casa con la sua famiglia.

LEGGI ANCHE: Gli invisibili: la sofferenza dei cani abbandonati in giardino

Ultimamente ricevo molte richieste di cessioni da parte di privati e la cosa curiosa è che, spesso, sono persone a cui io per i motivi sopra citati ho detto no e che hanno poi preso il cane in allevamento o in altri rifugi. Non riuscendo più a gestirlo, tornano da me sperando che me ne sia dimenticata. Purtroppo per loro ho una buona memoria e accetto la cessione solo se non ho casi più urgenti: dovendo scegliere tra un cane che comunque vive in famiglia e un cane che è stato salvato da condizioni allucinanti, preferisco senza dubbio quest’ultimo».

LEGGI ANCHE: Arriva un cane da caccia in famiglia! Consigli utili per vivere insieme!

Il tuo sogno sta prendendo piano piano forma, vero?

«Sì, ma è un sogno davvero costoso, abbiamo recintato tutta l’area con reti anti-salto e anti-scavo, creato zone per il riposo, per il gioco e l’educazione cinofila (grazie alla collaborazione di diverse figure professionali), allestito la parte dedicata alla veterinaria. Mancano ancora 7 box da acquistare e 2 monoblocchi coibentati per completare la struttura. Nel frattempo continuiamo a recuperare e aiutare nuovi cani, a rispondere alle urgenze e ad aiutare cani anziani e cuccioli e la stagione estiva, si sa, finisce sempre con il mettere le adozioni in stand by.

Anche nella nuova struttura continuerò a organizzare gli open day, giornate dedicate ai futuri adottanti che così possono conoscere personalmente i miei bimbi».

Per chi volesse saperne di più il sito di Piera è https://ibracchidipiera.it/ , ci sono anche le pagine Facebook https://www.facebook.com/ibracchidipiera/ e Instagram https://www.instagram.com/i_bracchi_di_piera/ dove vengono presentati i cani in adozione e postati tantissimi video di tutti gli ospiti.

Zora e il caporedattore Poldo

NOTA DI REDAZIONE: La nostra rubrica dedicata alle adozioni e al mondo del volontariato sano e alle adozioni consapevoli si chiama la “Bacheca di Zora” in onore della nostra fantastica Setter Inglese, Zora…che oggi non c’è più ma che abbiamo adottato e amato tantissimo. ( Rocco Voto)

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Searching Dog - Cani da caccia
Partner d’eccellenza

Vivi con un cane da caccia che non va a caccia?

Scopri Searching Dog: esperienze uniche e percorsi dedicati per appagare la motivazione di ricerca e il benessere del tuo compagno a quattro zampe.

Lorena Quarta

Da sempre appassionata di cani, ha un’esperienza ultra trentennale nel mondo del giornalismo cinofilo in cui si è occupata di ogni settore, dal mondo dell’allevamento a quello dell’agonismo, dagli aspetti caratteriali e comportamentali del cane al suo impiego sportivo e in campo sociale. Ha collaborato con le più importanti riviste del settore e pubblicato cinque libri di argomento cinofilo: "Fido e Dintorni", "Il dizionario della cinofilia", "Il rottweiler", "Il Pinscher" e "La terza vita di Jasmine", la storia della sua cagnolina anziana adottata in un canile, scritto per sostenere la sezione ENPA in cui è dal 2011 volontaria e dove si occupa dell’ufficio stampa e del Progetto Famiglia a Distanza.

Lorena Quarta ha 22 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Lorena Quarta

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy