Quando vedete i lupi, il cellulare lasciatelo in tasca
Da qualche tempo i social sono diventati, tra altre pessime cose, anche il palcoscenico di un reality show distopico il cui protagonista involontario è il lupo, da secoli vittima di grande ignoranza, racconti farlocchi da film horror e, di recente, anche di pessima stampa, spesso in malafede.
Ora, a minacciarlo è arrivato anche il clickbait.
Ogni giorno, infatti, spuntano video amatoriali girati da passanti con lo smartphone di ordinanza che riprendono lupi vicino o dentro ai centri abitati. E ogni video scatena campagne di terrorismo mediatico e conseguente odio di tanti commentatori, odio per me inspiegabile ma purtroppo figlio del vuoto mentale e culturale dilagante a tutti i livelli della società italiana, cominciando proprio dalla sua presunta classe dirigente.
A peggiorare le cose, poi, ci si mette di solito la stampa locale che “spamma” il video sui social, se no nessuno se la filerebbe, e spara sobri titoli di questo genere: “Lupo avvistato vicino alla scuola, terrore tra le mamme”; “Allarme, predatori in paese!”; “Lupi: il sindaco consiglia prudenza”. E via terrorizzando.
Così il lupo, che in quei video in genere è palesemente di passaggio, rapidamente in cerca un’uscita da quell’ambiente innaturale, diventa un mostro in agguato, una minaccia latente pronta a versare sangue umano, generando paure facili da manipolare, per chi ha interesse a farlo. E sono in tanti.
Peccato che, da secoli, di reali attacchi di lupi a esseri umani per scopi predatori non vi sia traccia in alcuna cronaca attendibile.
Perché il lupo non caccia noi umani? Semplice: non siamo mai stati parte del suo menu, che da sempre è fatto di ungulati e altri mammiferi selvatici e, certamente, anche di animali da reddito o domestici, soprattutto se incustoditi.
Il lupo è un predatore e come tale è opportunista. Preciso e identico a noi.
Sulle predazioni, però, cito un dato illuminante: nel 2024, di tutti gli attacchi avvenuti a bestiame nei territori lombardi dove è presente il lupo, nel 74% dei casi non vi era alcun tipo di protezione, né recinzioni né cani da guardiania. Che astuzia noi bipedi, eh?
Per quanto riguarda cani e gatti lasciati fuori di notte in zone dove si sa benissimo che il lupo è presente, se ne diventano prede chi è il responsabile? Il lupo, che segue il suo istinto per nutrirsi e sopravvivere, o coloro che li abbandonano all’esterno, fregandosene del rischio salvo poi dichiararsi “affranti e inconsolabili” per la perdita di “uno di famiglia”?
Certo, “uno di famiglia” che però vive fuori, magari a catena. Ma che bella famiglia…
Un esempio recente di questi video senza senso viene dalla Val d’Aosta, dove pochi giorni fa qualcuno ha ripreso alcuni lupi attraversare di notte la strada di un piccolo centro abitato, con conseguente sequel di allarmi, commenti indignati, richieste di abbattimenti e osservazioni da deficienti tipo “Non si fa nulla per proteggere le persone perché ormai contano di più gli animali, colpa della dittatura dei verdi!”.
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In realtà non si fa nulla perché nulla c’è da fare: i lupi in quella zona ci sono da anni, tutti lo sanno e nessuno si preoccupa, perché non hanno mai creato problemi. E la stessa cosa avviene in tanti altri luoghi del nostro Paese, dove lupi e umani convivono senza particolari conflitti.
Certo, ciò è possibile se chi abita in quei luoghi usa uno dei tanti neuroni a disposizione per prevenirli, gli eventuali conflitti. E si può fare senza troppa fatica. È dimostrato.
Quello che però mi spaventa, oltre all’ignoranza, alla malafede e al desiderio di uccidere per il gusto di farlo che traspaiono da tanti commenti sotto a questi video, è chi li gira.
Ma come, hai la fortuna di ammirare una creatura incredibilmente bella, perfetta nella sua selvaggia, letale ed efficace semplicità, e invece di restare a bocca aperta a guardare, invece di perderti in quel momento magico e incastonarlo per sempre nella tua memoria prendi il telefonino e giri un cazzo di video?
A questo siamo ridotti? A non saper più godere delle meraviglie che la natura e la fortuna a volte donano al nostro sguardo se non le filmiamo?
Come se la vita pulsante e vera e magica non fosse più tale se non convalidata da un freddo sigillo digitale. Cerebralmente morti, persino di fronte all’incantesimo del lupo.
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