Conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani

Consigli per trekking e passeggiate con il cane durante la stagione venatoria: è fondamentale Conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani

Articolo di Susanna Pietrosanti.

È suo il settembre che viene…

scrive un poeta scozzese: e tutti i proprietari di cani da caccia lo sanno.

Cambia qualcosa nel paesaggio

Il colore del terreno, la qualità del vento, umidità e pressione, la capacità di percepire la braccata (e non a caso con bellissima parola il periodo di libero allenamento si chiama, in Toscana, ‘bracconaggio’: il momento dell’anno in cui il vostro segugio può liberamente ‘braccare’, senza reti a contenerne il suo inseguimento infinito: libero). Periodo paradisiaco per i proprietari di cani da caccia, che finalmente possono essere se stessi: ma manca l’happy end, perché si prosegue a capofitto verso l’apertura.


Apre la caccia.

Senza esprimere opinioni su questo fenomeno che annovera un infinito prisma di reazioni, a seconda di come la pensiamo, di chi siamo, e che comunque non lascia quasi mai indifferenti, perché ovviamente l’angoscia, la morte, il sangue

non sono metaforici, ma reali

I nostri sentieri non sono più gli stessi

Conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani è importante

Consideriamo solo che improvvisamente la campagna che conosciamo, i sentieri su cui facciamo trekking, i boschi che percorriamo, non sono gli stessi.

Le leggi che muovono il microcosmo bosco – campagna subiscono una
virata profonda.

Se sempre, comunque, dobbiamo sapere, e muoversi in bosco o al mare o in montagna senza competenze è sempre disastroso, adesso è improponibile.

Conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani
Durante il periodo di caccia, i sentieri che percorriamo con i nostri cani, per camminare con il cane , per fare dog trekking, canicross e altre attività non sono più gli stessi. E’ importante conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani.

Come proteggerci durante la stagione della caccia?

Vediamo.

Martedì e venerdì i giorni di riposo venatorio


Intanto, esistono giorni di cosiddetto riposo venatorio, e sono il martedì e il venerdì.

In questi giorni non si spara, in questi giorni la tensione e la limitazione della propria libertà di liberamente vagare sono ridotte a zero.

Non incontreremo nessuno che pratichi la caccia.

Negli altri giorni, invece, gli incontri possono essere molteplici.

Cacciatori vaganti con i lori cani da ferma

Frequentemente si incontrano cacciatori che praticano la cosiddetta caccia vagante: da soli, o in due, con cani da ferma, setter, bracchi, breton, pointer.

Di norma l’incontro è privo di qualunque attrito:
un saluto reciproco e si procede.

La presenza di appostamenti fissi di caccia è di solito ben percepibile:

Prestiamo attenzione alle segnalazioni dei cacciatori

I capanni, gli appostamenti coi volantini, sono monumentali, capolavori talvolta di arte topiaria come il roccolo famoso di Collebrunacchi qui in Toscana, e comunque, anche a non saperne nulla, il trillare dei richiami dovrebbe mettere sull’avviso.

Stiamo lontani: una rosata di pallini nessuno vuol riceverla, né
trekker né cane che sia.

Battuta alla lepre, si svolge all’alba

Lontani anche dalla battuta alla lepre, che però si svolge prestissimo, all’alba, è denunciata dalla musica della muta, tutti la vedono, pochissime poste, rischi, anche qui, veramente ridotti.

Pericolosa la battuta al cinghiale

Rischi elevati, invece, se incappiamo nella battuta al cinghiale.

Dovrebbe cominciare a novembre, ma le varie province possono, e lo fanno, concedere anticipazioni: dal primo settembre è permessa la caccia al cinghiale all’interno del Padule di Fucecchio, quest’anno:

area naturalistica, tra l’altro: incredibile.

Evitare le zone della caccia al cinghiale

Foto di Andreas Lischka da Pixabay
Conoscere la caccia per proteggere noi e i nostri cani

Spesso alcuni cartelli segnalano che nella zona che state percorrendo è ammessa la battuta al cinghiale in determinati giorni: ma nessuno, mai, segnala che quello specifico giorno, in quello specifico luogo, la cacciata è in azione.

Una trappola pericolosa

E una cacciata al cinghiale oggi, essendo diventata un fenomeno di aggregazione sociale, che sgrana un’infinita linea di postaioli, è una vera trappola per chi si trovasse all’interno.

Come si svolge la caccia al cinghiale con la muta di cani?

Da un lato avanzano le mute dei cani, spinte dalle grida dei bracchieri che vogliono inviare la preda a tiro di fucile:

Dall’altra, appunto, una linea di bocche di fuoco.

Uno shock per i nostri cani

Un campo di battaglia, terrorizzante tra grida, scagni, urla, capace di far perdere completamente l’orientamento, capace di terrorizzare allo sparo e al botto qualsiasi cane, anche il più calmo – se non di conseguenze più nefaste ancora, tipo la fuga, lo sperdimento, la ferita.

La mia esperienza con una femmina di cinghiale

Una femmina di cinghiale che aveva scordonato le poste ed era già stata colpita, anni fa, mi ha caricato mentre stavo camminando lontana almeno due chilometri dalla cacciata e ignara che fosse in atto, e spezzato la clavicola solo col suo peso:

Salvata dai miei segugi

…e solo grazie all’assalto diretto dei miei segugi, che l’hanno distolta da me, non ho riportato ferite peggiori.

E anche le operazioni conclusive non sono poco cruente: il lago di sangue che lo scorso anno dilagava sulla Via Francigena, dove la squadra locale dei cinghialai aveva deciso di sventrare e sviscerare, indifferente allo status della via di pellegrinaggio internazionale – ecco, non era visione tranquilla.

Non giudichiamo, ma conoscere è un obbligo.

Al di là che sia giusta o sbagliato, al di là che sia gestita ordinatamente o barbaramente, al di là che la si debba abolire o riformare, al di là di tutto, la caccia sta per aprire.

Cerchiamo di saperne qualcosa per arrivare indenni alla meta.

Dobbiamo segnalare la nostra presenza durante la caccia per proteggere noi e i nostri cani

E comunque, e sempre, se intravedete cacciatori in zona, o se sapete che attraversate territori dove la caccia viene praticata, segnalate la vostra presenza.

  • Chiacchierate
  • Fischiate.
  • Appendete un campanellino al collare del vostro cane.
  • Tenetelo alla longa, se la visibilità è ridotta.

Meglio che vi vedano, che sappiano che siete lì.

L’errore umano, in questo caso, è troppo umano.

Non commettiamolo ed evitiamo che altri lo commettano.

La caccia appesta l’autunno, scriveva Marguerite Yourcenar: in ogni caso lo complica.

Susanna Pietrosanti

Susanna Pietrosanti

Susanna Pietrosanti , dottore di ricerca in storia della caccia in Toscana, é autrice di vari saggi sulla caccia in Italia e in Europa. Ha collaborato con la rivista ufficiale della SIPS, Società Italiana Pro Segugio. Ama i segugi e divide il bosco e la vita con loro da sempre.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: