Spitz Tedeschi: “Nuvole” piene di belle sorprese
Dal “nano” al Wolfspitz, passando per i “piccoli”, i “medi” e i rarissimi “grandi”, gli Spitz Tedeschi sono cinque declinazioni di una sola, irrinunciabile magia nata nel lontano passato del nostro continente.
Sotto il vestito c’è molto
La loro eleganza è enorme ed è alla base del successo che gli Spitz, soprattutto nelle taglie minori, riscuotono un po’ ovunque. Ma al di là del vaporoso mantello che invoglia irresistibilmente ad affondarvi le mani per godere della sua magnifica tessitura, questi cani hanno tanto altro da dare e per capirlo basta osservarli: quegli occhi che paiono piccole perle nere incastonate nel muso di una “volpe” brillano di grande intelligenza e forte personalità. Due caratteristiche che, unite all’estetica irresistibile, basterebbero a farci innamorare. In realtà, questi sono soltanto indizi di quanto di meraviglioso si nasconde negli Spitz, cani di antichissima origine, nostri preziosi alleati nella Preistoria europea, compagni di vita leali come pochi altri. E attenzione a non sottovalutarli, perché agli Spitz non fa difetto nulla e men che meno il coraggio!
Nelle antiche paludi del Nord
I territori che dal Reno vanno verso est fino alla Vistola, nell’attuale Polonia, e verso nord fino a tutta la Danimarca, un tempo erano immensi acquitrini intervallati da aree di terre emerse. Ecco perché le popolazioni preistoriche di quelle regioni spesso vivevano in villaggi su palafitte. Questi insediamenti erano molto più sicuri rispetto a quelli sulla terraferma, perché una volta ritirate le lunghe passerelle che permettevano l’accesso dalla riva erano difficili da raggiungere, se non a nuoto o con imbarcazioni.
Ma se un ipotetico nemico si attrezza, magari approfittando della notte, può attaccare ugualmente. La ragione primaria dell’esistenza degli Spitz ha le sue origini in questa particolare esigenza: difendere i villaggi di palafitte da attacchi notturni, grazie ai sensi estremamente acuti e all’abbaio di segnalazione penetrante. Questo, insieme al supporto nella caccia, fu il compito più importante di quello che gli scienziati hanno battezzato Canis familiaris palustris, cioè “cane domestico delle paludi” (o “delle torbiere”). I loro resti fossili, infatti, sono riapparsi in antiche torbiere risalenti al Neolitico, quindi vecchie anche di 8.000 anni, e nei siti dove sorgevano villaggi di palafitte risalenti all’antica Età del Bronzo, oltre 5.500 anni fa. In altre parole questi cani sono lealmente al nostro fianco fin dalla notte dei tempi.

Cinque versioni, cinque taglie
La definizione “Spitz Tedeschi” indica cani molto simili nella morfologia generale (sono tutti chiaramente volpinoidi) ma le dimensioni variano non poco.
Dal più grande al più piccolo abbiamo infatti: Wolfspitz (o Keeshond), grande Spitz, Spitz medio, Spitz piccolo e Spitz nano, noto anche come “Volpino di Pomerania”.
Le taglie sono le seguenti:
Wolfspitz/Keeshond 49 cm al garrese, tolleranza +/- 6 cm
Grande Spitz 45 cm, +/- 5 cm
Spitz Medio 35 cm, +/- 5 cm
Spitz Piccolo 27 cm, +/- 3 cm;
Spitz Nano/Pomerania 21 cm, +/- 3 cm
Le tre versioni più grandi sono piuttosto rare ovunque, mentre i piccoli e i nani godono di notevole diffusione in tanti Paesi, Italia inclusa, dove la crescita è stata netta soprattutto negli ultimi anni: i dati Enci 2023 (gli ultimi disponibili anche se siamo ormai nel 2025…) indicano 4.307 cuccioli iscritti, quasi tutti delle due tipologie di taglia mini.

Di tutti i colori, ma veramente!
Impossibile non trovare un mantello che ci piaccia, parlando di Spitz Tedeschi, perché sono davvero tante le possibilità di scelta.
Si va dal grigio lupo o grigio nuvola del Wolfspitz/Keeshond (questo il nome nei Paesi Bassi: secondo molti, infatti, questo Spitz è più olandese che tedesco), al nero, marrone o bianco del raro Grande Spitz, cui si aggiungono, per gli Spitz piccoli, medi e nani, anche arancio, grigio sfumato e “altri colori”. Quest’ultima indicazione comprende tutte le sfumature di colori come crema, crema zibellino (creme-sable), arancio zibellino (orange sable), nero focato e pluricolori (particolor). I particolor devono sempre avere il bianco come colore principale. Le macchie devono essere uniformemente di un colore nero, marrone, grigio-sfumato, arancio, arancio zibellino (orange-sable), crema o crema zibellino (creme-sable), meglio se distribuite su tutto il corpo.
Ma elencare qui gli infiniti dettagli cromatici degli Spitz Tedeschi sarebbe davvero troppo. Chi volesse farsi una cultura specifica, comunque, basta che consulti lo standard di razza completo sul sito Enci (www.enci.it – sezione “libro genealogico”, “razze”, “Spitz Tedeschi”).
Fierezza, sempre
Per storia e selezione gli Spitz Tedeschi, indipendentemente dalla taglia, sono dotati di notevole fierezza, di grande reattività e di una forte determinazione che non li fa arretrare facilmente di fronte al pericolo. Sono caratteristiche molto interessanti da alcuni punti di vista, prima di tutto per la cosiddetta “guardia”, che questi cani sanno fare bene perché sono sempre allerta, hanno sensi molto acuti e segnalano abbaiando qualsiasi “anomalia” colgano con l’udito, la vista o l’olfatto. Se allevati correttamente non sono affatto aggressivi ma, messi con le spalle al muro oppure nel caso in cui il loro amato partner umano sia in pericolo, non esitano a reagire con forza e velocità. Certo, la taglia non li aiuta, in caso di aggressori a due zampe o di cani più grandi, ma la decisione che mettono in campo spiazza chi, e sono tanti, li sottovaluta. E a volte, è questa la loro arma vincente.

Devozione da meritare
Di neotenico questi cani non hanno molto, anche se la selezione moderna ha senz’altro puntato molto più di un tempo sull’aspetto “puccioso” del muso negli Spitz piccoli e nani, per ovvi motivi. Ciò significa che saranno ottimi compagni di vita nella misura in cui non faremo l’errore di scambiarli per docili e remissivi cagnolini da divano: non lo sono.
Al contrario, hanno personalità e ci tengono a metterla in luce, come è giusto che sia. Quindi, il percorso educativo va avviato presto e condotto con la dovuta attenzione e l’indispensabile rispetto (gli Spitz sono parecchio permalosi…), usando metodi etologicamente ed eticamente corretti. Il risultato potrà essere eccezionale, perché sono cani di una lealtà e di una devozione impressionanti, ma solo se ci riterranno degni di goderne. E questo sta a noi.
Sport da Spitz
Animati da un forte desiderio di essere protagonisti al nostro fianco (sì, sono anche piuttosto vanitosi), gli Spitz possono essere validi partner in attività cinofile, per esempio l’Agility: la velocità non gli manca e lo stacco neppure, mentre la mobilità è molto buona anche negli spazi stretti come curve “secche” o i paletti dello “slalom”.
Per quanto riguarda attività più “mentali”, come Rally Obedience e Obedience, non ci sono limiti al livello che possono raggiungere gli Spitz, se il rapporto tra il cane e il conduttore è quello corretto, basato su comprensione e rispetto reciproco.
In tal caso, un lavoro di addestramento condotto correttamente darà grandi soddisfazioni, oltre a conquistare quasi sempre il pubblico, perché la grazia innata degli Spitz quando camminano, unita alla bravura, costituisce una combinazione irresistibile.
Chi l’ha avuto non rinuncia più
Spesso chi sceglie questi cani, nelle tipologie più piccole, lo fa proprio per la taglia contenuta e per l’innegabile bellezza, con una certa superficialità se vogliamo. Ma poi, quasi sempre scopre che vivere con uno Spitz è un’avventura meravigliosa che lascia il segno. Infatti, molti tra coloro che l’hanno avuto accanto una volta ripetono la scelta in seguito, perché fare a meno di questo amico è davvero difficile.
Il suo modo di amarci, se lo meritiamo, è tanto sincero da diventare irrinunciabile. La loro presenza, discreta ma costante, calda ma non morbosa, insieme alla innata capacità di percepire il nostro stato d’animo e di risollevarlo se serve, diventa essenziale per la nostra serenità.
E quello sguardo, quegli occhi pieni d’intelligenza e comprensione, di allegria e di tenerezza, arrivano fin dentro l’anima e la illuminano di gioia.
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