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Diventare educatori cinofili oggi: la qualità della formazione fa la differenza

Negli ultimi anni i corsi per educatori cinofili si sono moltiplicati a dismisura. Una crescita che riflette il desiderio di molti di trasformare la passione per i cani in una professione, ma che rende anche più difficile orientarsi tra proposte molto diverse per impostazione, serietà e contenuti. 

Non tutti i percorsi formativi sono uguali e, prima di iscriversi, vale la pena soffermarsi su alcuni aspetti fondamentali: il numero di ore effettive, il peso attribuito alla pratica, la preparazione dei docenti e la presenza di un progetto didattico coerente.

È proprio da queste considerazioni che nasce il nuovo corso per educatori cinofili organizzato Alla “Oasi di San Tomè”, un centro riconosciuto ENCI che si trova a Forlì. Un percorso che è stato strutturato tenendo conto dei requisiti richiesti dalla normativa per un eventuale futuro accesso alla certificazione UNI.

«Il corso ha una durata di 290 ore tra teoria e pratica ed è conforme alla normativa per poter poi accedere un domani alla certificazione UNI», spiega Enrico Bertaccini, il responsabile del progetto. 

La scelta di operare nell’ambito ENCI è stata ponderata. «Ho scelto ENCI perché, secondo me, è una qualifica spendibile», racconta. «Però, nel programma abbiamo inserito anche tutti quei contenuti che vengono richiesti anche da altre realtà del settore».

Se le ore rappresentano un primo elemento di valutazione, a fare realmente la differenza sono però le persone che “salgono in cattedra”. E proprio sulla scelta dei docenti si è concentrata gran parte del lavoro preparatorio.

«Secondo me la spina dorsale di un corso, soprattutto per quanto riguarda la parte teorica, sono la comunicazione, l’apprendimento del cane e i disturbi comportamentali», afferma. «Tutto il resto è importante, ma se non sai come comunicare con il cane e non conosci le problematiche comportamentali principali, non ha molto senso».

Per questo motivo sono stati coinvolti professionisti di alto profilo: «Per esempio, per i disturbi comportamentali ho scelto Barbara Gallicchio, un nome prestigioso ben noto nel settore. Per l’apprendimento ci saranno Chiara Canori, etologa e ricercatrice dell’Università di Parma, e la sua collaboratrice Laura Sabbadini, che collaborerà insieme all’etologa nella trattazione di questi argomenti. E anche tutti gli altri docenti sono figure di primo piano nelle diverse specialità».

L’idea è quella di costruire una preparazione solida, nella quale le nozioni teoriche non siano semplicemente un insieme di informazioni da memorizzare ma strumenti concreti da utilizzare nella futura attività professionale.

Accanto alla teoria trova spazio una componente pratica particolarmente consistente: ben 142 ore di lavoro sul campo.

«Abbiamo coinvolto professionisti conosciuti a livello nazionale», spiega il responsabile del corso. «Ci sarà Omar Babini, allevatore e figura di riferimento nel mondo dell’Agility; Bertocchi, giudice di Obedience e Rally Obedience, con esperienze ai Campionati del Mondo e importanti risultati internazionali, e Silvia Terranova per la dog dance».

«Lo scopo non è creare campioni di Dog Dance o di Agility», precisa Enrico. «L’importante è che gli allievi possano avvicinarsi a queste attività guidati da persone che le conoscono davvero e possano comprendere le potenzialità educative che ciascuna di esse offre».

Proprio il rapporto tra sport cinofili e relazione uomo-cane rappresenta uno degli aspetti più interessanti della filosofia che sta dietro al progetto.

«Ci tenevo che nel corso fossero presenti molti sport diversi», racconta. «Perché, secondo me, la relazione con il cane non si esaurisce in un corso di base. È proprio attraverso lo sport, oppure attraverso attività non necessariamente agonistiche, che si costruisce davvero il rapporto con il proprio cane».

Una visione che supera il concetto tradizionale di educazione come semplice insegnamento di esercizi o regole di convivenza.

«Volevamo offrire agli allievi un’idea di tutto ciò che il panorama cinofilo mette oggi a disposizione», aggiunge. «Poi, ciascuno troverà la propria strada, ma è importante sapere quali possibilità esistono».

Tra i moduli previsti figura anche un argomento decisamente meno comune e molto interessante: l’Odorologia forense.

«Abbiamo inserito questa disciplina perché rappresenta un’applicazione molto particolare del lavoro olfattivo del cane», spiega. «Credo sia importante mostrare agli allievi quanto possano essere ampi gli ambiti nei quali le competenze canine trovano applicazione».

L’Odorologia forense sfrutta le straordinarie capacità olfattive del cane in ambito investigativo. Attraverso protocolli specifici, il cane viene addestrato a confrontare tracce odorose umane raccolte nel corso delle indagini per verificarne l’eventuale corrispondenza con quelle di un determinato soggetto. Sebbene in Italia il suo utilizzo sia limitato e il valore probatorio sia ancora oggetto di dibattito, questa disciplina rappresenta un esempio affascinante delle numerose applicazioni professionali del fiuto canino, ben oltre i più noti impieghi nella ricerca di persone scomparse o nelle attività antidroga.

Il corso si svolgerà all’interno di una struttura immersa nel verde, dotata di ampi spazi dedicati alle attività pratiche.

«Abbiamo a disposizione un bosco recintato di circa due ettari e un altro ettaro e mezzo di campi», racconta il responsabile. «Sono ambienti che consentono di lavorare in contesti diversi e di proporre esperienze molto varie».

Dietro l’organizzazione del corso c’è anche il desiderio di contribuire alla crescita del centro stesso.

«Quando sono arrivato qui, circa un anno e mezzo fa, questo luogo era conosciuto soprattutto come area di sgambamento», ricorda. «In questo periodo abbiamo organizzato seminari, eventi e attività formative per proporre qualcosa di diverso e costruire una realtà sempre più orientata alla cultura cinofila».

In un settore in continua espansione e ormai caotico, scegliere come formarsi significa scegliere quale professionista si desidera diventare. E se è vero che oggi le opportunità non mancano, è altrettanto vero che la qualità non può essere data per scontata. Per questo vale la pena informarsi, confrontare programmi e docenti e capire quale filosofia educativa stia dietro a ogni proposta. 

Il corso in breve

Tipo di corso: Addestratore ENCI Sezione 1°: addestratori per cani da utilità, compagnia, agility e sport

Dove: oasi di San Tomè, centro riconosciuto ENCI, Forlì

Durata: 290 ore tra teoria e pratica, di cui 142 ore sul campo

Obiettivo: percorso conforme alla normativa per un futuro accesso alla certificazione UNI

Per informazioni: Enrico Bertaccini, 346 6671332, oasidisantome@gmail.com

Perché lavorare con i cani significa assumersi una responsabilità importante e il primo passo per farlo con competenza è investire in una formazione seria e consapevole.

Per informazioni: 

Enrico Bertaccini 346 6671332

oasidisantome@gmail.com

ing.enricobertaccini@gmail.com


Questo contenuto nasce da una collaborazione sponsorizzata, ma per noi non cambia nulla sul piano editoriale: continuiamo a raccontare solo ciò che riteniamo abbia davvero valore per chi vive nel mondo cinofilo.

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