Betty Boop è morta: gettata dal quarto piano a San Giovanni La Punta, depositata la denuncia-querela
Una cagnolina meticcia di nome Betty Boop è morta dopo essere stata scagliata dal quarto piano di una palazzina a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania. È successo il 21 luglio in Via Balatelle. L’animale, precipitato da oltre dodici metri, ha riportato fratture multiple e lesioni interne devastanti. Soccorsa e portata d’urgenza in una clinica veterinaria, Betty Boop è deceduta il 23 luglio per l’irreversibilità delle ferite, dopo due giorni di agonia.
La donna ritenuta responsabile del gesto è stata identificata dalle Forze dell’Ordine e sottoposta subito dopo i fatti a Trattamento Sanitario Obbligatorio. Secondo le ricostruzioni raccolte da soccorritori e attivisti intervenuti sul posto, la stessa persona si sarebbe già resa protagonista di un episodio identico nel 2020, quando avrebbe ucciso un altro cane con le medesime modalità, lanciandolo dallo stesso balcone.
L’Associazione di Volontariato Animalista “Zampe che danno una Mano” ODV, presieduta dalla Prof. Avv. Giada Bernardi, ha depositato una formale denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Catania. L’atto contesta i reati di uccisione e maltrattamento di animali, previsti dagli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale, con le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa della vittima.
Un passaggio centrale dell’esposto riguarda proprio il TSO. Come chiarisce l’associazione, si tratta di una misura sanitaria d’urgenza che non equivale a una dichiarazione di incapacità di intendere e di volere al momento del fatto, e non può quindi tradursi in automatico in una causa di esclusione della responsabilità penale. Il riferimento è alla nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 9163/2005, “Raso”), secondo cui, perché un disturbo della personalità incida sull’imputabilità, occorre che sia di gravità tale da annullare o ridurre concretamente la capacità intellettiva e volitiva, e che sussista un nesso diretto tra il disturbo e il reato commesso.
L’associazione ha inoltre chiesto alla Procura di verificare eventuali responsabilità per omissione di atti d’ufficio (articolo 328 del codice penale) a carico delle autorità sanitarie e dei servizi preposti alla vigilanza sulla persona indagata, alla luce del precedente del 2020. Secondo la querelante, la pericolosità sociale del soggetto era prevedibile e nota, tanto da rendere l’episodio, nelle parole dell’esposto, tutt’altro che una fatalità imprevedibile.
Nell’atto viene sollecitata l’applicazione di misure di sicurezza personali, incluso l’eventuale ricovero in una REMS, oltre a una serie di richieste istruttorie: l’acquisizione dei verbali di intervento, della cartella clinica e della documentazione veterinaria di Betty Boop, l’ascolto dei testimoni oculari e l’acquisizione della documentazione sanitaria e psichiatrica relativa all’indagata, compresi eventuali provvedimenti collegati all’episodio del 2020. L’associazione ha annunciato che si costituirà parte civile nel futuro processo.
Questo caso si aggiunge a un elenco doloroso di episodi di violenza contro gli animali che seguiamo da tempo su queste pagine.
Il punto di vista di Dogsportal
Dogsportal.it è libero grazie a te
Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?
Il nodo giuridico sollevato dall’associazione merita attenzione, perché tocca un equivoco che ricorre spesso quando la cronaca racconta episodi di questo tipo. Il fatto che una persona venga sottoposta a un TSO subito dopo un gesto violento porta molti a concludere in automatico che “era incapace di intendere e di volere”, e quindi non punibile. Non funziona così: il TSO è uno strumento amministrativo e sanitario, non un accertamento sulla responsabilità penale, che va valutata caso per caso dal giudice sulla base di criteri precisi. La distinzione non è un cavillo, riguarda il modo in cui il nostro ordinamento tiene insieme la tutela della salute mentale e la protezione degli esseri viventi. Se davvero, come sostiene l’esposto, un episodio identico si era già verificato nel 2020, la domanda che pesa di più non è tanto sul singolo gesto quanto sul vuoto di vigilanza che potrebbe averne reso possibile la ripetizione. È qui che la richiesta di accertare eventuali responsabilità omissive diventa la parte più significativa di tutta la vicenda.
Hai già letto la Rassegna Zampa di oggi? Le notizie cinofile più importanti selezionate per te.
Leggi l'edizione del 09/09: Rassegna Zampa 9 settembre: incendi in Turchia e centinaia di cani salvati, il dibattito sui cani in montagna si chiude senza sanzioni e a Modena si lavora al recupero dei cani dai combattimentiSostieni Dogsportal.it con una donazione
Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.
Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni.
Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.
Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏


