Razze canine

Beagle: un dolce segugio che non merita la noia.

Parliamo del Beagle e scopriamo le sue caratteristiche importanti da conoscere!

Beagle, no dico, ma guardiamolo bene: è evidente che si tratta di un Foxhound lavato in acqua troppo calda!

Si è ristretto il tanto che serve a renderlo meno ingombrante, quasi “piccolo” (non oltre i 40 cm alla spalla, per lo standard FCI), e a farlo diventare attraente per i tantissimi che ancora credono nell’equivalenza “piccolo = facile”, una delle più farlocche in ambito cinofilo.

Beagle cucciolate

Tuttavia, è soprattutto per questo, e anche per l’aspetto molto rassicurante, che il Beagle ha conquistato tantissimi italiani nel corso degli ultimi anni, con cifre non indifferenti: 15mila e passa i soggetti iscritti all’Enci dal 2014 al 2023.

Dunque, la taglia contenuta, il carattere molto affettuoso, il muso da “bracchetto” stile Snoopy (personaggio ispirato all’immenso Charles Schulz proprio dal suo Beagle) e lo sguardo dolcissimo sono il mix che rende irresistibile questo cane da caccia… in incognito, divenuto presenza frequente in molte famiglie italiane, a cui dispensa affetto e gioco. In effetti, questo ruolo gli si addice ma attenzione, perché dietro quegli occhi languidi e sotto quel grande cuore si cela tuttora parecchio del tenace segugio che fu, anzi che è.

Un po’ di storia del Beagle

Del Beagle ci sono testimonianze che risalgono addirittura al 1300 come cane da caccia in muta a “roditori” (in realtà appartengono alla famiglia dei lagomorfi) quali lepri e conigli.

La più importante regina inglese del passato, Elisabetta I (1533-1603), pare avesse diverse mute di Beagle, detti pocket perché alti soltanto 20 cm al garrese o poco più, trasportati sul luogo della battuta nelle capienti bisacce dei cavalli. Probabilmente, però, il Beagle ha origini ancora più antiche: nella lingua dei Celti, infatti, beag significa “piccolo”.

E un’ulteriore e sicura conferma della sua lunga carriera di cane da muta specialista su lepri e conigli ci viene dal termine gergale anglosassone per questo tipo di caccia, chiamata beagling.

A chi avesse ancora dei dubbi, infine, consigliamo di ascoltare il “soave” latrato di questo cane quando si trova in aperta campagna e coglie odori interessanti o, più semplicemente, quando si stufa di recitare la parte del tenero peluche in salotto e vuole uscire per sfogarsi: credeteci, sa farsi sentire… anche a tre chilometri di distanza!

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Ma allora, che ci fa un segugio di antichissima tradizione, rustico, energico e assai resistente, al guinzaglio di mamme con bambini in un parco del centro città?

Si è reinventato, che diamine!

I cani sono creature che dell’adattabilità hanno fatto il principale strumento del loro incredibile successo etologico e il Beagle ce lo testimonia con chiarezza: trasferirsi dalla brughiera inglese alle strade cittadine può sembrare un gran salto ma i fatti ci dimostrano che questo cane l’ha compiuto con una certa nonchalance.

Ma perché mai questo cambiamento di stile di vita?

Con l’avvento dell’epoca moderna e la trasformazione del territorio inglese tra urbanizzazione, industrializzazione e agricoltura, i vasti spazi per la caccia con le grandi mute andarono via via scomparendo, per cui la diffusione dei Beagle crollò e la razza, come diverse altre del passato, rischiò quasi di scomparire.

Per fortuna, qualche muta rimase qua e là nelle tenute di caccia di alcune contee e grazie a questo serbatoio genetico e anche al carattere dolce e affettuoso tipico dei segugi, alla taglia contenuta e all’aspetto davvero accattivante, il Beagle trovò nuovo e ampio apprezzamento in un ruolo del tutto inedito e azzeccato: quello del cane sportivo ma anche casalingo, prima in patria e poi via via in tutto il mondo. 

come abbaia un beagle

Carattere e attitudini del Beagle

Se è vero che la grande dolcezza è tra i tratti caratteriali più radicati nel Beagle così come in tanti altri segugi, è anche vero che spesso si accompagna a una buona dose di testardaggine, più o meno elevata secondo il soggetto. In realtà, spesso scambiamo per cocciutaggine quella che è una scelta obbligata dei cani selezionati per avere un olfatto particolarmente sviluppato e a esserne guidati nelle loro azioni. 

Ecco perché ci sono tanti Beagle che, una volta “rapiti” da un odore molto interessante, si dimenticano di qualsiasi altra cosa, inclusi noi, per seguirlo con grande impegno.

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Ed ecco perché è di fondamentale importanza insegnare a questo e a tutti i cani con doti simili un richiamo eccellente fin dalla più tenera età.

È l’unico modo per sperare di prevalere su un comportamento istintivo tipico di un discendente del lupi, cioè seguire una traccia olfattiva interessante, per di più potenziato al massimo da secoli di selezione mirata!

Dolce di sicuro, come in genere sono i segugi quando si trovano lontano dalla pista, ma anche pacifico e tollerante, giocherellone e vivace: il successo di questo piccolo segugio inglese viene proprio dal suo carattere stupendo che raramente crea problemi di convivenza, anche con altri cani (è stato selezionato per lavorare in gruppo).

Unica necessità, irrinunciabile, è il movimento: ne ha bisogno sia per stare in forma, perché tende facilmente a ingrassare, sia per sfogarsi, perché di energia ne ha parecchia. Importante sapere poi che la solitudine gli pesa tantissimo, come alla maggior parte dei cani e forse anche di più, quindi teniamone conto.

Il Beagle e la caccia

Se in patria sono rare, ormai, le mute di Beagle dei tempi d’oro, negli Stati Uniti questo segugio è ancora apprezzato nella caccia al coniglio selvatico e alle piccole lepri dette cottontail, quelle che anche da noi pullulano grazie alle solite “geniali” idee di ripopolamento dei cacciatori nostrani: dove abito io le abbiamo anche nei giardini in centro paese… 

beagle cane da caccia

Curiosamente, però, in genere in America non viene utilizzato in muta ma da solo, perché spesso è il cane prediletto del cacciatore e vive con lui. E in effetti, è proprio vivendo accanto a noi bipedi che questi cani danno il meglio di sé, fornendo compagnia, calore e affetto a proprietari di ogni età.

Ciò nonostante, segugi erano e segugi restano. 

Come vivere bene insieme a un Beagle?

Ciò significa che se vogliamo vivere bene con un Beagle e soprattutto far vivere bene lui, che è il dovere di ogni vero cinofilo indipendentemente dal tipo di cane, è indispensabile offrirgli opportunità per mettere a frutto le sue notevoli doti, in primis quelle olfattive, assai sviluppate.

E qui abbiamo solo da scegliere tra piste classiche, Prove Naturali Svedesi, Mantrailing, ricerca persone in Protezione Civile e chi più ne ha più ne metta.

Su un fronte più “dinamico”, invece, non sono da scartare l’Agility o l’Hoopers per i soggetti più vivaci e leggeri, mentre la Rally O e l’Obedience potrebbero essere interessanti alternative da provare in ogni caso: fanno sempre bene!

carattere del beagle

L’importante è non relegare questo antico segugio in un ruolo che non gli appartiene, quello del cane che si annoia a morte: non lo merita, ne soffrirebbe molto e, oltretutto, ci perderemmo la meravigliosa opportunità di vederlo felice e appagato, cosa che un Beagle ricambia sempre, donandoci amore in quantità non calcolabili se non con un supercomputer quantistico.

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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