Cane salvata da un laccio da bracconaggio a San Giovanni in Fiore: identificati i responsabili
Una cagnolina meticcia di taglia media era rimasta intrappolata in un laccio d’acciaio con nodo scorsoio a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. Era l’11 maggio 2025. Oggi, fortunatamente, la storia ha un lieto fine: l’animale è al sicuro, fuori pericolo di vita, e i responsabili della trappola sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Una scena straziante in località Garga
A trovare la cagnolina sono state le Guardie Zoofile prefettizie dell’associazione Kronos, insieme a Marianna Martino, volontaria dell’associazione Gaia Animali & Ambiente OdV e delegata al randagismo per la Regione Calabria. Durante un normale servizio di controllo del territorio in località Garga, si sono trovate davanti a uno spettacolo agghiacciante: l’animale era bloccato all’esterno di una recinzione metallica, con l’addome stretto in una morsa d’acciaio. Il laccio era stato infilato attraverso un foro creato appositamente nella rete, con ogni probabilità per catturare fauna selvatica. Un dispositivo illegale, brutale, indiscriminato.
Oltre alle lesioni causate dal cappio, la cagnolina presentava anche un vistoso trauma oculare. Nonostante l’ora tarda e l’impossibilità di intervento della Polizia Locale per carenza di personale, le guardie e i soccorritori hanno presidiato la zona fino a notte fonda, permettendo al servizio di recupero di liberare l’animale in sicurezza.



I responsabili dovranno rispondere davanti alla magistratura
Le indagini, supportate dal laccio metallico recuperato e dalla documentazione fotografica raccolta dai volontari, hanno permesso agli inquirenti di identificare gli autori del posizionamento della trappola. Le persone coinvolte risponderanno dei reati di maltrattamento di animali e utilizzo di mezzi di caccia non consentiti.
“Siamo felici di comunicare che la cagnolina è finalmente al sicuro e sta ricevendo tutte le cure necessarie”, ha dichiarato Edgar Meyer, presidente di Gaia Animali & Ambiente OdV. “Ma la notizia più importante è che l’illegalità non è rimasta impunita: l’identificazione e il deferimento dei responsabili dimostrano che la collaborazione tra associazioni, guardie zoofile e magistratura funziona ed è letale per i bracconieri. Non tollereremo più che il nostro territorio sia teatro di simili barbarie.”
Il punto di vista di Dogsportal
Questo episodio è l’ennesima dimostrazione che i lacci da bracconaggio non colpiscono solo la fauna selvatica: colpiscono tutto ciò che passa. Cani randagi, animali da compagnia liberi di muoversi, qualsiasi essere vivente abbastanza sfortunato da trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dispositivi illegali, indiscriminati, deliberatamente crudeli.
Quel che rende questa vicenda diversa dalle tante che restano nell’ombra è la catena virtuosa che ha portato a un risultato concreto: guardie zoofile presenti sul territorio, una volontaria che non ha smesso di presidiare la zona, una documentazione rigorosa che ha dato agli inquirenti gli strumenti per agire. Non è fortuna, è metodo. Ed è esattamente il modello che dovrebbe diventare norma, non eccezione.
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