Alimenti ultraprocessati nel petfood: cosa significa davvero per il tuo cane?
Gli articoli di Dogsportal dedicati all’alimentazione del cane sono sempre firmati da medici veterinari e professionisti del settore. Non pubblichiamo contenuti nutrizionali senza una fonte qualificata alle spalle, perché su questi temi la competenza non è un optional.
Da qualche tempo ci accompagna in questo percorso la Dott.ssa Deborah Fratucello, medico veterinario specializzata in nutrizione e comportamento animale. Con lei stiamo costruendo un viaggio editoriale che attraversa due mondi spesso trattati separatamente, e che invece si parlano continuamente: cosa mangia il cane e come si comporta il cane.
L’articolo che segue è il suo. Buona lettura.
Quando senti parlare di alimenti ultraprocessati nel petfood, è normale pensare subito alle crocchette, agli snack colorati, ai bocconcini super appetibili o agli umidi industriali.
E magari ti viene anche spontaneo chiederti: “Sto facendo del male al mio cane se gli do un alimento commerciale?”
La risposta seria non è né “sì, sempre” né “no, tranquilla, va tutto bene”.
La risposta vera è: dipende da cosa stai dando, da come è prodotto, da cosa contiene, da quanto è trasparente l’etichetta e da quanto quel cibo è adatto al tuo cane.
Lavoro ogni giorno con famiglie confuse da messaggi opposti: da una parte chi dice che le crocchette sono sempre complete e sicure, dall’altra chi le definisce automaticamente “veleno”. In mezzo ci sei tu, che vuoi solo capire cosa mettere nella ciotola senza paura.
Per questo oggi andiamo a fare chiarezza.
Alimenti ultraprocessati nel petfood: possiamo usare la stessa definizione dell’alimentazione umana?
In nutrizione umana si parla spesso di alimenti ultraprocessati attraverso il sistema NOVA, una classificazione che divide gli alimenti in base al livello e allo scopo della trasformazione industriale. Gli ultraprocessati, in genere, sono formulazioni industriali ricche di ingredienti modificati, additivi, aromi, conservanti e sostanze poco riconoscibili come “cibo vero”.
Ma nel petfood la questione è diversa, più complessa.
Un recente articolo pubblicato su Frontiers in Veterinary Science spiega proprio questo: la definizione di cibo ultraprocessato usata per l’uomo non può essere applicata pari pari agli alimenti per cani e gatti. Gli autori propongono invece la necessità di una classificazione specifica per il petfood, basata sul livello di processamento, sul trattamento termico, sugli ingredienti, sugli additivi e sulle tecniche produttive.
Questo punto è fondamentale: non basta dire “è una crocchetta, quindi non è cibo, è spazzatura” oppure “è completo, quindi va benissimo”.
Dobbiamo ragionare.
Cosa significa davvero “processato”?
Un alimento processato è un alimento che ha subito una trasformazione: cottura, essiccazione, sterilizzazione, estrusione, liofilizzazione, macinazione, pressatura.
Il problema non è sempre il fatto che un alimento sia processato. Anche una dieta casalinga cotta è processata, perché il calore modifica l’alimento.
Il punto è quanto viene processato, come, con quali ingredienti di partenza e con quale risultato finale.
Parlando di alimentazione dei pet possiamo trovare:
Alimenti molto processati Per esempio molte crocchette estruse, alcuni umidi sterilizzati, snack colorati, biscotti industriali, masticativi aromatizzati.
Alimenti meno processati Per esempio diete fresche cotte, alimenti essiccati all’aria, liofilizzati, disidratati, casalinghe formulate correttamente.
Alimenti non cotti Come alcune diete crude, che però richiedono grande attenzione su bilanciamento e sicurezza microbiologica.
Ed ecco il punto: meno processato non significa automaticamente migliore, così come più processato non significa automaticamente inadatto.
Ma ignorare il livello di processamento sarebbe altrettanto superficiale.
Perché gli alimenti ultraprocessati nel petfood meritano attenzione
Molti alimenti industriali per cani vengono prodotti con processi ad alte temperature, alte pressioni, ingredienti già trasformati e successiva aggiunta di grassi, appetizzanti, vitamine e minerali.
Questo può avere alcune conseguenze.
Il trattamento termico può ridurre o modificare alcuni nutrienti sensibili al calore. Gli ingredienti possono perdere parte della loro struttura originaria. I grassi, se non ben conservati, possono ossidarsi. Alcuni prodotti possono contenere additivi tecnologici o sensoriali utili all’industria, ma non necessariamente utili al cane.
Attenzione: questo non significa che ogni crocchetta sia pericolosa. Significa che non puoi scegliere un alimento solo perché sulla confezione c’è scritto “completo”, “naturale”, “premium”.
Devi imparare a guardare più a fondo.
Completo non significa automaticamente ideale
Un mangime completo è formulato per coprire i fabbisogni nutrizionali del cane. Questo è importante.
Ma “completo” non significa necessariamente:
- adatto a quel singolo cane;
- formulato con ingredienti di alta qualità;
- altamente digeribile;
- povero di carboidrati;
- poco processato;
- ideale per comportamento, sazietà e benessere intestinale.
Un alimento può essere completo sulla carta, ma non essere la scelta migliore per il tuo cane in quel momento della sua vita.
Pensa a un cane che mangia una crocchetta completa ma ha sempre fame, feci abbondanti, prurito, alito pesante, poca soddisfazione dopo il pasto o difficoltà digestive, che ti chiede sempre cibo da tavola, che mangia erba o addirittura feci che trova in giro, che è sempre agitato. In quel caso il problema non si risolve leggendo solo la parola “completo”.
Serve valutare il cane. E ricorda che alimentazione e comportamento sono sempre collegati! Approfondiamo anche questo aspetto.
Petfood ultraprocessato, intestino e comportamento
L’intestino non serve solo a digerire. È un organo immunitario, metabolico e comunicativo.
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Quando una dieta è poco adatta, molto povera di umidità, molto ricca di amidi, poco soddisfacente o molto diversa dai bisogni reali del cane, possono comparire segnali che spesso vengono letti separatamente:
- feci molli o molto abbondanti;
- gonfiore;
- “fame” continua;
- ricerca (ossessiva) di cibo;
- agitazione prima e dopo il pasto;
- difficoltà a rilassarsi;
- prurito;
- scarso appagamento masticatorio.
Non sto dicendo che ogni problema comportamentale nasca dalla ciotola. Sarebbe scorretto.
Sto dicendo che la ciotola può influenzare il comportamento, perché sazietà, digestione, microbiota, dolore, infiammazione e qualità del pasto incidono sul modo in cui il cane vive il proprio corpo, l’ambiente e la relazione con te.
Un cane che non è appagato dal cibo, che ingoia in 10 secondi, che non mastica mai, che ha sempre fame o che digerisce male non parte dallo stesso equilibrio di un cane nutrito nel modo più adatto a lui.
Sfatiamo anche questo mito molto comune: “secco uguale denti puliti”
Le crocchette comuni non puliscono i denti. Molti cani addirittura le ingoiano intere o le spezzano appena.
La salute orale si gestisce sì con una masticazione adeguata ma di masticativi duri, con controlli veterinari regolari, igiene dentale quotidiana, prevenzione. Non esiste la bacchetta magica, la polverina miracolosa o la crocchetta giusta.
Come leggere un’etichetta senza farti prendere in giro dal marketing
Se vuoi capire meglio gli alimenti ultraprocessati nel petfood, l’etichetta è il primo punto da osservare.
Non fermarti al fronte della confezione. Il fronte è marketing.
Guarda:
1. Lista ingredienti Gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente di peso. Meglio formule chiare, con ingredienti specifici (carne di pollo), rispetto a formule vaghe come “carni e derivati”.
2. Tipo di alimento È completo o complementare? Un alimento completo può essere usato come razione principale. Un complementare no, a meno che non venga inserito in un piano bilanciato.
3. Componenti analitici Proteine, grassi, fibre, ceneri, umidità. Ma attenzione: i valori vanno interpretati anche su sostanza secca, soprattutto quando confronti secco e umido. E la percentuale di proteine indica proteine di origine animale o vegetale?
4. Carboidrati Spesso non sono dichiarati direttamente. Devi calcolarli. E il “grain free” non significa “senza carboidrati”: spesso cereali vengono sostituiti da patate, piselli, lenticchie o altri amidi (che sono veramente più digeribili e adatti al tuo cane?).
5. Additivi Non tutti gli additivi sono il male. Alcuni servono per garantire stabilità e sicurezza. Ma coloranti, appetizzanti e formulazioni poco trasparenti meritano attenzione.
6. Trasparenza dell’azienda Un’azienda seria dovrebbe fornire informazioni chiare su ingredienti, controlli, lotti, stabilimento, qualità delle materie prime e sicurezza.
Per approfondire il tema della dieta bilanciata, puoi leggere anche: Linee guida per una dieta bilanciata e ottimale per cane e gatto
Alimentazione fresca, casalinga o mista: è sempre meglio?
No, se è improvvisata.
Una dieta fresca o casalinga può essere una grande opportunità, ma deve essere formulata correttamente. Non basta aggiungere pollo, riso e carote alla crocchetta. Non basta cucinare “un po’ di tutto”. Non basta copiare una ricetta online.
Il cane ha bisogno di una quantità di proteine animali adeguate, grassi essenziali, minerali, vitamine, fibra, proporzioni corrette e adattamento alla sua età, al suo peso, alla sua attività, alla sua salute e alla sua risposta individuale.
Una dieta casalinga fatta male può creare squilibri. Una dieta industriale scelta male può creare problemi. La differenza la fa la conoscenza, del cane e anche del tipo di alimentazione.
Quindi cosa dovresti fare, concretamente?
Smetti di cercare “il cibo migliore” e inizia a chiederti “qual è l’alimentazione migliore per il mio cane, oggi?”.
Osserva il tuo cane, anche da un punto di vista comportamentale. Non pensare: “È fatto così, ha i suoi difetti”. Perché i suoi difetti potrebbero derivare da un malessere, da una non soddisfazione.
La ciotola è prevenzione
Non devi sentirti in colpa se fino a oggi hai scelto in base al consiglio ricevuto, alla marca famosa, al prezzo, alla pubblicità o alla frase “è completo, quindi va bene”.
Ma da oggi puoi fare un passo in più.
Puoi iniziare a guardare la ciotola del tuo cane come uno strumento di prevenzione, salute e relazione. Perché il tuo cane non mangia solo “calorie”. Mangia ingredienti, nutrienti, consistenze, odori, esperienze. E tutto questo parla al suo corpo e, indirettamente, anche al suo comportamento.
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