Dogsportal® B2B – Osservatorio sulla Pet EconomyTutte le notizie sul cane

Il mercato del cane in Italia vale quasi 2 miliardi di euro: tutti i numeri del Rapporto Assalco-Zoomark 2026

Il XIX Rapporto Assalco-Zoomark fotografa per la prima volta il mercato pet italiano in chiave omnicanale: 5,3 miliardi di euro complessivi, con il comparto dedicato al cane che raggiunge 1,848 miliardi solo per il cibo. Un dato che racconta molto più di una cifra.


Ogni anno, il Rapporto Assalco-Zoomark è uno degli appuntamenti editoriali più attesi nel settore pet italiano. La XIX edizione, presentata il 14 maggio 2026 in coincidenza con Zoomark a Bologna, introduce una novità metodologica significativa: per la prima volta la rilevazione adotta una copertura omnicanale completa, integrando ipermercati, supermercati, discount, negozi tradizionali, catene specializzate petshop e canale e-commerce. Il risultato è una fotografia più fedele e, al tempo stesso, più grande di quanto il settore avesse mai potuto vedere di sé stesso.

Il mercato totale pet food + pet care in Italia vale 5,3 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente. Di questi, 4,2 miliardi derivano dagli alimenti per cani e gatti, mentre il pet care (accessori, igiene, lettiere, alimenti per altri animali) vale 1,1 miliardi. Sono numeri che parlano di un settore solido, che cresce costantemente e che supera il ritmo del largo consumo confezionato: il tasso medio annuo composto (CAGR) tra il 2022 e il 2025 è stato del +6,9%, contro il +4,9% del mercato grocery nel suo complesso.

Ma cosa dicono questi dati, nello specifico, per chi vive e lavora con i cani?

Il cane: un mercato da quasi 2 miliardi, ma con dinamiche diverse dal gatto

Il segmento degli alimenti per cani vale 1,848 miliardi di euro, pari al 44% del totale pet food. La crescita a valore è contenuta, appena +0,7%, e questo merita una riflessione che va oltre la semplice lettura della percentuale.

Il gatto ha trainato il mercato nel 2025: +4,3% a valore, con il segmento umido felino in crescita del 4,7% e gli snack per gatti addirittura al +7,2%. Il cane, al confronto, appare in una fase di plateau. L’umido cane cresce del 2%, il secco è piatto (+0%), gli snack segnano un modesto +0,7%. A volume, l’umido cane è addirittura in territorio negativo (-1,6%), un segnale che merita attenzione.

Come leggere questo dato? Non necessariamente come un segnale di crisi. Il mercato del cibo per cani in Italia è un mercato maturo, ad altissima penetrazione: quasi nove famiglie su dieci che vivono con un cane utilizzano alimenti industriali, e oltre i due terzi (68,2%) lo fanno in modo prevalente o esclusivo. Non c’è più spazio per una crescita trainata dall’acquisizione di nuovi consumatori. La competizione si sposta sulla qualità, sulla funzionalità, sulla segmentazione per esigenza specifica. Chi cresce è chi sa rispondere a bisogni precisi: gestione del peso, salute articolare, igiene dentale, supporto immunitario. Non a caso, gli snack funzionali restano il segmento più dinamico dell’intero mercato.

I cani italiani: 9,1 milioni, prevalentemente di taglia medio-piccola

La ricerca SWG commissionata da Assalco restituisce un profilo dei cani italiani interessante sotto molti aspetti. Ce ne sono stimati 9,1 milioni, distribuiti in circa il 28,7% delle famiglie italiane. La diffusione aumenta significativamente nelle famiglie con figli piccoli (40,8%), un dato che smonta un luogo comune: i cani non “sostituiscono” i figli nelle famiglie, semmai li accompagnano.

La taglia prevalente è medio-piccola: la fascia tra i 5 e i 10 kg è quella più rappresentata (26,5%), con un peso medio complessivo di circa 14,7 kg. L’età media si attesta intorno ai 6 anni, con una concentrazione nella fascia 3-5 anni. I cani di razza rappresentano il 73,1% del totale, con barboni, maltesi e chihuahua in cima alle preferenze, mentre i meticci si attestano al 26,9%.

Da un punto di vista geografico, la presenza del cane è più alta nei comuni di piccole e medie dimensioni e nel Sud Italia: non sorprende, ma è un dato che le aziende e i rivenditori specializzati farebbero bene a tenere presente nelle loro strategie distributive.

Più del 15% delle famiglie ha più di un cane. Un segnale di legame forte, che sul piano commerciale si traduce in una spesa complessiva più alta e in una maggiore propensione all’acquisto di prodotti premium e specializzati.

Come mangiano i cani italiani: crocchette ancora protagoniste, ma cresce l’umido

L’alimento secco (crocchette) rimane la scelta principale: il 48,6% delle famiglie lo utilizza come base dell’alimentazione. Tuttavia, il mix secco-umido è in forte ascesa e riguarda già il 39,9% delle famiglie. La combinazione risponde a una logica precisa: il secco per la praticità e per la salute dentale, l’umido per la palatabilità, l’idratazione e la varietà.

Sul fronte dei dati di mercato, il secco cane vale 1.013 milioni di euro (il 24,1% dell’intero mercato pet food) ma è piatto sia a valore che a volume. L’umido cane vale 557 milioni di euro e cresce del 2% a valore. Gli snack per cani, pur a crescita contenuta (+0,7%), valgono 278 milioni di euro e intercettano un comportamento molto diffuso: tre quarti delle famiglie li utilizzano, non solo come premio ma come strumento di relazione, gioco e cura dell’igiene orale. Un terzo dei rispondenti dichiara esplicitamente che lo snack serve a rafforzare il legame con il proprio cane.

Questo ci dice qualcosa di importante: la spesa per il cane non è più solo nutrizionale. È una spesa relazionale. Chi vende alimenti e accessori per cani sta vendendo, in realtà, qualità della convivenza.

Integratori e prodotti dietetici: il benessere funzionale è già presente

Uno dei dati più significativi del Rapporto riguarda l’uso di prodotti complementari: circa la metà delle famiglie con cane (50%) ricorre a compresse, polveri o paste per fornire integrazioni funzionali specifiche. Il parallelo con il mercato degli integratori umani è esplicito anche nei dati: il fenomeno si muove in parallelo con la crescente diffusione degli integratori alimentari per le persone.

Oltre il 40% dei cinofili fa ricorso a prodotti dietetici, cioè alimenti formulati per supportare animali con esigenze nutrizionali specifiche legate alla salute. Sono numeri che indicano una maturità del consumatore ben più alta di quanto la narrativa comune sul “pet food generico” suggerirebbe. La prevenzione e il supporto alla salute cronica del cane sono già dentro le abitudini di acquisto di milioni di famiglie italiane.

I canali distributivi: lo specializzato cresce, la GDO cede

La distribuzione sta cambiando in modo strutturale. Il canale specializzato (petshop indipendenti, catene come Arcaplanet e L’Isola dei Tesori, petshop GDO) vale complessivamente 1,7 miliardi di euro per il solo pet food, cresce del +3,6% rispetto al 2024 e veicola il 40,9% delle vendite totali. Le catene specializzate in particolare segnano un +4,1%.

Il canale e-commerce raggiunge l’11,5% delle vendite a valore (483 milioni di euro) e guadagna 0,5 punti di quota. Cresce del 4,5% a valore nel secco e del +11,1% nell’umido. Un dato rilevante: il 40% degli acquirenti di pet food utilizza già l’online, e questa quota è destinata a stabilizzarsi, se non a crescere ulteriormente.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Supermercati e ipermercati perdono quota (-1%), confermando una tendenza già in atto da anni: le famiglie che vivono con un cane scelgono sempre più spesso canali specializzati, dove trovano competenza, assortimento e prodotti che la grande distribuzione non riesce a offrire con la stessa profondità.

Per il pet care (accessori, igiene, antiparassitari, guinzagli, ciotole), il 62,4% delle vendite passa dal canale specializzato. La consulenza, in questo caso, è parte integrante del prodotto.

Il veterinario come punto di riferimento: un dato da non sottovalutare

Tra i fattori che orientano la scelta dell’alimentazione, il veterinario è indicato come principale riferimento dal 44,7% delle famiglie con cane. È il primo motivo, davanti all’autonomia decisionale familiare (30,5%) e ai gusti del cane (28,9%).

Questo posiziona la figura veterinaria al centro di un ecosistema commerciale sempre più complesso. Chi investe nella formazione dei veterinari, chi li coinvolge come canale di raccomandazione, chi costruisce prodotti che rispondono alle indicazioni cliniche ha un vantaggio competitivo reale e misurabile.

Il cane al lavoro e in vacanza: una domanda che il mercato deve ancora soddisfare

Il Rapporto dedica spazio a un tema che consideriamo particolarmente rilevante per la cultura cinofila: la possibilità di condividere con il proprio cane i diversi ambiti della vita quotidiana. I dati mostrano che oltre il 40% delle famiglie con cane vorrebbe portarlo sul luogo di lavoro ma non può farlo. Le ricerche citate nel Rapporto indicano effetti positivi della presenza del cane in ufficio su clima emotivo, riduzione dello stress e produttività.

Sul fronte della mobilità, le novità normative del biennio 2025-2026 sono significative: l’ENAC ha introdotto linee guida che consentono il trasporto in cabina di animali fino a 30 kg, e Trenitalia ha ampliato le possibilità di viaggio con cani di tutte le taglie. La domanda c’era da tempo. La risposta istituzionale, finalmente, comincia ad arrivare.

La scelta delle vacanze è già oggi condizionata in modo significativo dalla possibilità di viaggiare con il proprio cane. Chi lavora nel turismo, nella ristorazione, nella mobilità ha davanti un mercato che cresce e che cerca soluzioni, non solo tolleranza.

La questione IVA: un’ingiustizia fiscale che penalizza milioni di famiglie

Il Rapporto ribadisce con forza una battaglia che Dogsportal sostiene da tempo: l’IVA al 22% sul pet food è un’anomalia fiscale che assimila il cibo per il cane a un bene di lusso. Oltre l’80% delle famiglie con cane o gatto si dichiara favorevole alla riduzione dell’aliquota al 10%. La percentuale rimane significativa anche considerando l’intero campione: quasi il 65%.

La proposta ha sostenitori in Parlamento, è stata oggetto di interrogazioni al Ministero dell’Economia, è inclusa in ordini del giorno accolti dal Governo. Il percorso è lento, ma si muove. Ridurre l’IVA sul pet food non è solo un beneficio economico per le famiglie: è il riconoscimento istituzionale che nutrire un cane non è un capriccio, ma una responsabilità.

Cosa ci dicono questi numeri, in definitiva

Il mercato del cane in Italia è maturo, solido e in evoluzione qualitativa. Non cresce più per volume, ma per valore aggiunto: prodotti più specifici, canali più competenti, consumatori più informati. Le famiglie che vivono con un cane spendono di più, scelgono con più consapevolezza, si fidano del veterinario e cercano prodotti che rispondano a bisogni precisi.

Il dato che forse colpisce di più, però, è uno di carattere antropologico prima che commerciale: i cani sono presenti nel 28,7% delle famiglie italiane, con una diffusione ancora più alta nelle famiglie con bambini. Non sostituiscono le relazioni umane. Le arricchiscono. Lo dicono i numeri di mercato, lo confermano le ricerche scientifiche citate nel Rapporto (dallo studio dell’Università di Ginevra sul rallentamento del declino cognitivo nelle persone anziane che vivono con un cane o un gatto, alla ricerca che indica una riduzione del rischio di asma nei bambini esposti precocemente agli allergeni canini), lo testimonia la spinta normativa verso una maggiore tutela degli animali come esseri senzienti.

Il Rapporto Assalco-Zoomark 2026 non è solo un documento di mercato. È la prova documentata che la relazione tra le persone e i cani è diventata strutturale nella società italiana. E che questa relazione vale, in tutti i sensi.


Fonte: XIX Rapporto Assalco-Zoomark 2026 – Alimentazione e cura degli animali da compagnia. Dati di mercato: Circana, Totale Italia Omnichannel, anno terminante il 28 dicembre 2025. Dati sociali: Indagine SWG per Assalco “La popolazione pet in Italia”.

🐕

Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

Leggi tutti gli editoriali →

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

Rocco Voto ha 397 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Rocco Voto

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy