Il potere delle storie tra cani e persone: parla Navid Tarazi di Doggo Daiily
Navid Tarazi ci racconta come il suo progetto sia cresciuto e quanto il suo rapporto con i cani sia cambiato negli anni.
Ci fanno commuovere, sorridere ed emozionare. Sono le storie dei cani e dei loro compagni umani che Navid Tarazi, conosciuto sui social media come Doggo Daiily, racconta dal 2023.
Le sue esperienze sono una fonte d’ispirazione per molti.

Trasferitosi pochi mesi prima dall’Iran per studiare Ingegneria ambientale al Politecnico di Torino, ha iniziato a fotografare cani in giro per le strade del capoluogo, spinto dalla curiosità per questi animali e per il loro rapporto con le persone.
Oggi è seguito da centinaia di migliaia di follower e continua quotidianamente a condividere, attraverso l’obiettivo, il suo sguardo sulle vite di animali ed esseri umani. Lo abbiamo intervistato per capire insieme come il suo progetto sia cresciuto e quanto il suo rapporto con i cani sia cambiato negli anni.
Come è nato Doggo Daiily?
Sono arrivato in Italia nel settembre 2022 per studiare Ingegneria ambientale.
Il progetto DoggoDaily è iniziato nel marzo 2023: in Iran sono stato un fotografo per 5 anni e i miei soggetti, nella maggior parte dei casi, erano le persone. Le fermavo per strada e chiedevo loro se potessi ritrarle. Giunto qui in Italia, però, c’era l’ostacolo della lingua: in principio non conoscevo l’italiano ed era difficile fermare le persone per chiedere loro di farsi fotografare.
A questo si è aggiunto il mio stupore nel vedere tantissimi cani a spasso in città, attività vietata nel mio paese d’origine. Mi sono detto:
“Posso fotografare i cani e saperne di più di loro!”.
Quando ho cominciato a pubblicarele foto, ma anche i video, su Instagram e su TikTok, mi sono ripromesso di aspettare un anno per valutare i risultati ottenuti prima di decidere se proseguire o interrompere questo progetto.
Dopo 6 mesi, avevo già tantissimi follower e Doggo Daiily è cresciuto fino a raggiungere i numeri di oggi. Non mi aspettavo questo successo!

Non eri abituato a vedere cani di proprietà per strada e a interagire con loro. Cosa hai provato le prime volte?
Avevo paura, perché in Iran ci sono tanti randagi e quando ero un bambino, non sapendo come comportarmi con loro, a volte mi hanno inseguito mentre andavo a scuola al mattino.
Per le prime foto ero timoroso, ad esempio non sapevo come dare loro un biscotto, poi pian piano i proprietari mi hanno insegnato come fare. Ho ascoltato, imparato e superato la mia paura.

Come è cambiato il tuo modo di raccontare i cani?
Quando vedo i primi video mi diverto ancora. Anche quelli sono bellissimi. In realtà non è cambiato tanto, ora durano molto di più, il resto è rimasto quasi lo stesso, con lo stesso approccio. Adesso, magari, giro un po’ più in altre città: non solo Torino, ma anche Padova, Roma, Milano, Genova, Rimini.
Quali sono i messaggi che vorresti trasmettere al tuo pubblico?
Adottare responsabilmente e comprare responsabilmente. E non giudicare chi sceglie di comprare: personalmente sono per l’adozione, ma se una persona sceglie di comprare non giudico.
Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?
C’è stata già una mostra dei miei scatti a Milazzo, in Sicilia, e spero di portarla in altre città. Poi c’è un progetto più grande: il libro.
Tutto è iniziato tre mesi dopo aver aperto i profili di DoggoDaiily: sono stato contattato su TikTok e mi è stato proposto di raccogliere in un libro le mie fotografie. Ho cominciato a scegliere le foto più belle e le storie più commoventi e ora sono tutte in un libro che uscirà a settembre 2025 per Mondadori.
È anche previsto un tour per presentarlo.

Cosa ti stanno insegnando i cani?
Ad avvicinarmi a loro, a rispettare la diffidenza di alcuni e a capire la socievolezza di altri. Io, però, devo ancora adottare il mio cane, così potrò imparare tantissime cose da lui. In un video di soli 5-10 minuti registrato in strada non credo di aver modo di imparare molto.
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