IN-HABIT: Lucca diventa una smart city a misura di relazione umano – animale
Francesco Di Iacovo, professore ordinario del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa e coordinatore del progetto europeo, ci racconta gli obiettivi raggiunti e le prospettive future nella diffusione di buone pratiche sulla vita degli animali in città.
«Non riesco a vedere senza occhiali, ma se indosso quelli giusti posso scorgervi tutti. È la stessa cosa per gli animali in città: sono lì, ma non indossiamo le giuste lenti per guardarli. In futuro, vorrei che indossaste nuovi occhiali».

Queste sono le parole che il professor Francesco Di Iacovo ha pronunciato durante un evento pubblico sul progetto IN-HABIT. INclusive Health And wellBeing In small and medium size ciTies (IN-HABIT) è un progetto europeo Horizon 2020 che ha lo scopo di identificare soluzioni innovative per promuovere la salute e il benessere inclusivi nelle città di piccole e medie dimensioni.
In Italia la città pilota è stata Lucca che, dal 2020 al 2025, è stata tra le prime in Europa a dotarsi di una politica integrata essere umano-animale — con una particolare attenzione verso i cani —, capace di generare valore sociale, culturale ed economico.
Quali obiettivi sono stati raggiunti e quali sono le prospettive future nella diffusione di buone pratiche sulla vita degli animali in città in Italia?
Lo abbiamo chiesto a Francesco Di Iacovo, professore ordinario di Strumenti e metodi per lo sviluppo delle relazioni uomo-animale nelle società moderne del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa e coordinatore del progetto IN-HABIT.
Un progetto per una smart city che migliori la vita di umani e animali
IN-HABIT è un progetto finanziato dall’Unione Europea per rendere le città coinvolte più inclusive e in grado di creare benessere per le persone, soprattutto le più fragili.
I punti di partenza sono stati la riqualificazione di spazi pubblici e la cooperazione tra settore pubblico e privato.
A Lucca il partenariato ha compreso il Comune, il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa e Lucca Crea, una partecipata del Comune di Lucca. «Oltre a quello con le città — spiega Di Iacovo — c’era un partenariato trasversale che riguardava soggetti che si occupavano di piattaforme tecnologiche o di aspetti specifici, come quelli della partecipazione e dell’inclusione».
IN-HABIT, rispetto agli altri progetti sviluppati all’interno dello stesso bando in altre città d’Europa, ha voluto affermare un nuovo concetto: sviluppare una città con una politica integrata umani – animali. Il professore racconta: «Abbiamo immaginato, prendendo spunto dalla letteratura scientifica già esistente, che si potessero valutare le interazioni tra persone e animali per migliorare la qualità della vita di tutti».
Spazi per la relazione essere umano-animale, attività educative e un supporto per chi è più fragile
Gli interventi strutturali hanno previsto la realizzazione delle Animabili e di due aree relazionali.
Le Animabili sono percorsi, sviluppati lungo un tracciato di 15 chilometri, che attraversano la città e gli spazi pubblici, pensati per favorire la relazione tra gli esseri umani, i propri cani e la natura che circonda questi luoghi.
Le aree relazionali, costruite lungo i percorsi, sono complementari agli sgambatoi già presenti sul territorio comunale e si configurano come spazi più complessi e attrezzati per favorire il gioco con il proprio cane. «Le abbiamo corredate di panchine, dove si può stare in tranquillità, abbiamo creato alcuni eventi, ad esempio quello con una gelateria mobile, in maniera che tutti potessero sentirsi a proprio agio, e abbiamo chiesto a degli educatori cinofili di mettersi a disposizione dei proprietari dei cani per rispondere alle esigenze di gestione. Sono dei luoghi piuttosto attivi e attivabili — aggiunge Di Iacovo — Intorno a una delle aree relazionali c’è un gruppo WhatsApp composto da circa settanta partecipanti che hanno fatto amicizia e si vedono in altri contesti per far giocare i propri cani e per incontrarsi. Sono molto diversi tra loro, provengono da quartieri diversi, talvolta anche da città differenti, in quanto qualcuno da fuori Lucca viene qui perché non ha aree così grandi e attrezzate nel paese in cui abita.
Queste situazioni attivano il dialogo sociale, la disponibilità al confronto e anche la co-gestione con l’amministrazione degli spazi che sono stati messi a disposizione».
All’interno di IN-HABIT sono state sviluppate numerose attività educative: centinaia di studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie hanno partecipato a percorsi di co–progettazione urbana ed è stato sperimentato CityPets, un gioco di carte sulla gestione responsabile degli animali in città.
Per quanto riguarda l’imprenditoria, sono stati avviati 35 progetti, dal turismo pet-friendly alla gestione innovativa dei servizi per animali, che hanno offerto nuove prospettive di lavoro, soprattutto per giovani e donne.
C’è, però, una sfaccettatura di IN-HABIT ancora più rilevante dal punto di vista sociale: gliinterventi assistiti con animali nelle residenze sanitarie, secondo le linee guida nazionali e con la collaborazione di associazioni e professionisti esperti in quest’ambito, e l’ideazione di un servizio di pet care per persone più vulnerabili.
Il professor Francesco Di Iacovo illustra: «Il servizio Pet Care è di supporto a persone fragili che hanno animali.
Considerando quanto è successo durante la pandemia di Covid-19, sappiamo che molto spesso si accede alle cure più tardi se non si sa come gestire i propri animali. Il servizio, anche in questo caso attivato attraverso co-progettazione con delle associazioni non profit del territorio, di fatto dà supporto su richiesta a chi ha difficoltàanche temporanee. Ad esempio, una gamba rotta e l’impossibilità di portare fuori il cane perché non si ha nessuno a cui rivolgersi. I cani e gli altri animali da compagnia sono una risorsa per chi è solo, però è chiaro che rischiano di diventare un freno nel momento in cui, per qualche motivo, non si è più in grado di gestirli. Pet Care riesce ad assicurare la presenza e l’interazione con il proprio animale, riducendo il carico d’ansia che può nascere in casi di difficoltà».
Il futuro di IN-HABIT: buone pratiche da conservare e diffondere
IN-HABIT — in quanto progetto di ricerca — ha previsto, nei suoi cinque anni di realizzazione, la raccolta ed elaborazione di dati per verificare i risultati raggiunti da ciascuna attività, alcuni dei quali già presentati in convegni nazionali, internazionali e in seminari di divulgazione.
Il progetto è stato completato lo scorso agosto. Cosa accadrà ora? Ci sono state già attività di diffusione delle buone pratiche attraverso incontri con le città di Roma, Pesaro, Massa Carrara e Pisa, con l’amministrazione della Regione Toscana e con parlamentari e senatori per capire come replicare questa esperienza in altri contesti. Ci sono contatti anche con altre associazioni, come Legambiente.
«L’amministrazione di Lucca ha già rifinanziato su fondi propri, per i prossimi due anni, il servizio di Pet Care ed è interessata a dare seguito alle attività assistite con animali che,peraltro, abbiamo già replicato in altre cinque RSA nella zona di Pisa. — rassicura Di Iacovo — Stiamo replicando le attività di educazione con le scuole e da alcuni anni stiamo presentando questi temi alla cittadinanza durante la Notte dei Ricercatori.
Per le città, abbiamo preparato dei manuali, così come dei policy brief, per avvicinare il mondo della politica e diffondere l’idea. Abbiamo predisposto dei questionari che vorremmo cercare di far circolare con la collaborazione dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ci piacerebbe sensibilizzare le città anche su scala europea».
Ci auguriamo che altri comuni, sull’esempio di Lucca, replicheranno il modello di “città hum-animal”.
Questo articolo fa parte della rubrica Dogsportal® Cultura Dog Friendly, dedicata ai progetti, alle città e alle strutture che promuovono una vera cultura dell’accoglienza cinofila.
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