Mestre, cucciolo di bassotto muore investito da un monopattino
La cucciola aveva tre mesi. Secondo le testimonianze riportate dalla stampa locale, i due a bordo si sarebbero allontanati senza fermarsi. Zaia rilancia il racconto di un secondo investimento, ancora da accertare.
Una cucciola di bassotto di tre mesi, Choko, è morta dopo essere stata investita da un monopattino elettrico a Mestre, nel pomeriggio di lunedì 2 novembre. Con lei c’era la giovane con cui viveva. Secondo le ricostruzioni pubblicate da VeneziaToday e dal Dolomiti, sul mezzo viaggiavano due persone, che si sarebbero allontanate senza prestare soccorso nonostante le richieste della ragazza.
L’episodio è avvenuto nella zona di via Aleardi. VeneziaToday, nel servizio pubblicato il 3 novembre, riferisce che la polizia locale sta lavorando per ricostruire l’accaduto e identificare le persone coinvolte. Il racconto disponibile arriva dalle testimonianze riprese dai giornali, mentre la dinamica precisa e le responsabilità restano da accertare.
Il racconto della fuga e del secondo investimento
La ricostruzione di VeneziaToday riporta anche il tentativo della ragazza di fermare i due e un presunto spintonamento ai suoi danni. Un’altra donna avrebbe provato a intervenire e sarebbe stata a sua volta spinta prima che il monopattino si allontanasse.
Un ulteriore dettaglio, particolarmente grave, compare nel post di Luca Zaia e nell’articolo del Dolomiti del 4 novembre. Secondo quanto riferito dalla giovane e rilanciato da Zaia, i due sarebbero tornati indietro e avrebbero investito nuovamente Choko mentre si trovava già a terra.
Questo passaggio richiede una verifica specifica. Non compare nel resoconto di VeneziaToday consultato e, nei materiali esaminati, non è accompagnato da una conferma della polizia locale. Va quindi riportato come parte del racconto attribuito alla ragazza, senza presentare come già dimostrata la volontarietà dell’investimento.
Gli accertamenti e l’intervento di Zaia
Secondo VeneziaToday, gli accertamenti riguardano le testimonianze e le immagini disponibili nella zona, comprese quelle di impianti pubblici e privati. La testata precisa che, stando alle prime informazioni, non risultavano video dell’investimento: la ricerca di riprese utili alla ricostruzione non equivale dunque alla disponibilità di un filmato che documenti la scena.
Sulla vicenda è intervenuto Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che sui social ha espresso vicinanza alla ragazza e chiesto l’identificazione dei responsabili e l’accertamento di tutte le responsabilità. «Quanto accaduto a Mestre è davvero inaccettabile», ha scritto.
La morte di Choko e il racconto dell’allontanamento senza soccorso rendono questa vicenda molto grave. Il presunto secondo investimento aggiunge un elemento che dovrà essere chiarito dagli accertamenti, insieme alla condotta delle due persone e agli spintonamenti riferiti. Per chi viveva con Choko resta la perdita della cucciola, avvenuta durante una passeggiata. Ricostruire con precisione quanto è successo è necessario anche per dare una risposta a quel dolore.






