Rassegna stampa 28 ottobre: cani e verde a Milano, fondi per la guardiania e altre notizie sui cani
Spazi pubblici, cani da guardiania, gestione dei canili e ricerca scientifica. La Rassegna Zampa di oggi parte da Milano, dove la proposta di modifica al regolamento del verde riguarda anche chi frequenta i parchi con il cane. Dal Veneto arrivano nuovi fondi per sostenere gli allevatori, mentre Sulmona prepara il ritorno degli animali nel canile municipale. Sul fronte scientifico, due ricerche affrontano il rapporto fra peso e invecchiamento cognitivo e il lavoro dei cani impiegati nella conservazione della fauna.
Milano, nuove restrizioni proposte per i prati fioriti
Le modifiche al regolamento del verde di Milano prevedono che gli animali non possano accedere alle aree a sfalcio ridotto e ai prati fioriti, con l’obiettivo di tutelarne crescita e sviluppo. Come precisa il Comune nel comunicato del 27 ottobre, il testo approvato dalla Giunta dovrà passare in Consiglio comunale nelle prossime settimane. Le nuove disposizioni non sono quindi ancora definitive.
Nell’edizione di oggi, il Giornale riferisce che la proposta contempla sanzioni da 40 a 240 euro anche per l’accesso dei cani a queste superfici. Il passaggio consiliare chiarirà il contenuto del provvedimento. Per chi vive con un cane, la discussione riguarda anche la riconoscibilità delle zone interessate e la disponibilità di spazi accessibili: aspetti concreti sui quali valutare l’applicazione delle future regole.
Veneto, nuove risorse per i cani da guardiania
La Regione Veneto ha annunciato altri 23.820 euro per sostenere gli allevatori di ovicaprini che impiegano cani da guardiania. Le risorse si aggiungono ai 55.000 euro già messi a bando a luglio. Nel comunicato del 26 ottobre, l’amministrazione richiama le spese continuative che accompagnano questo lavoro, dall’alimentazione alle cure veterinarie, fino alla preparazione e alla gestione dei cani.
La notizia, ripresa da 24zampe del Sole 24 Ore, mette al centro i costi della prevenzione delle predazioni. Nello stesso annuncio figurano corsi gratuiti, elaborati in accordo con ISPRA, per operatori del monitoraggio del lupo e coadiutori nella gestione della specie. È un’iniziativa distinta dal contributo per la guardiania, destinato al sostegno degli allevatori che utilizzano questi cani.
Il rapporto fra cani e lupi comprende situazioni diverse, che richiedono competenze specifiche anche nell’interpretazione degli episodi segnalati. Su Dogsportal abbiamo affrontato il tema nell’intervista al medico veterinario faunista Adriano Argenio, dedicata alle interazioni fra i due animali e agli accertamenti necessari quando si sospetta una predazione.
Sulmona prepara il rientro dei cani nel canile comunale
La consegna delle chiavi alla LIDA segna un passaggio verso la riapertura del canile municipale di Sulmona. Secondo ReteAbruzzo, che il 27 ottobre riporta l’annuncio dell’amministrazione, sono stati completati i lavori e gli adempimenti necessari a rendere nuovamente utilizzabile la struttura. L’associazione accompagnerà il ritorno degli animali attualmente ospitati a Ortona.
I trasferimenti sono annunciati per i prossimi giorni ed è prevista anche un’area per lo sgambamento. Alla riapertura seguirà la fase da osservare nel tempo, quella della gestione quotidiana, dell’accoglienza e delle opportunità di adozione sul territorio. Restituire alla città una struttura utilizzabile è un passaggio importante, il cui valore si misurerà nelle condizioni di vita dei cani ospitati.
Ontario, il confronto sul futuro dei cani impiegati nella ricerca
In Canada l’associazione Animal Justice chiede percorsi di adozione per i cani sopravvissuti ai programmi di ricerca. EloraFergusToday, in un articolo del 23 ottobre, racconta la mobilitazione riguardante la struttura Transpharmation nell’area di Fergus. L’azienda risponde di svolgere ricerca veterinaria, rispettare le disposizioni applicabili e prevedere già l’adozione dei cani.
Il dibattito accompagna una modifica dell’Animals for Research Act dell’Ontario. Dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore nuove restrizioni sulla ricerca medica invasiva su cani e gatti, con eccezioni e condizioni specifiche, anche per finalità veterinarie. Il quadro normativo non introduce dunque un divieto assoluto di ogni attività di ricerca. Resta centrale la questione della destinazione degli animali al termine dei programmi e della trasparenza sui percorsi di adozione.
Peso e invecchiamento cognitivo, i dati preliminari sui Golden retriever
Oggi La Zampa torna sul possibile rapporto fra obesità, minore attività fisica e declino cognitivo. La fonte istituzionale è un’intervista pubblicata il 15 ottobre dall’American Physiological Society, nella quale Alexandra Genualdi, dell’Oklahoma State University, descrive un’analisi dei dati del Golden Retriever Lifetime Study della Morris Animal Foundation.
I cani classificati come obesi risultavano meno attivi e mostravano maggiori segnali di declino cognitivo, soprattutto con l’avanzare dell’età. Sono risultati presentati a un congresso: la comunicazione consultata non rimanda a un articolo completo sottoposto a revisione tra pari. L’associazione osservata non dimostra che l’obesità sia la causa diretta dei cambiamenti cognitivi. Resta inoltre da chiarire se perdere peso possa migliorare sintomi già presenti, come riconosce la stessa ricercatrice.
Il tema si collega alla vita quotidiana delle famiglie che convivono con un cane anziano. Nel programma di ottobre di Dogsportal Academy, l’incontro con Damiano Merlini sul declino cognitivo è stato dedicato proprio all’orientamento, all’organizzazione della casa, alle routine e ai cambiamenti da discutere con il medico veterinario.
Cani da ricerca, quando la traccia scompare prima di essere trovata
Uno studio pubblicato il 13 ottobre su Wildlife Research, ripreso oggi da La Zampa, esamina il lavoro dei cani che cercano gli escrementi del drago senza orecchie delle praterie vittoriane, un piccolo rettile australiano minacciato. La ricerca di La Toya Jamieson e colleghi ha coinvolto due cani nelle prove di riconoscimento olfattivo; uno è stato poi valutato in 21 ricerche in area con procedura a singolo cieco.
Entrambi hanno ottenuto risultati molto elevati sui campioni provenienti da rettili in cattività, ma il riconoscimento non si è trasferito spontaneamente ai campioni di animali selvatici. Nelle ricerche in area la sensibilità del cane valutato è stata del 72,9%. Un esperimento parallelo ha mostrato che il 36% degli escrementi esposti persisteva meno di 24 ore, riducendo le possibilità di ritrovamento.
La ricerca richiama l’attenzione sulla scelta dei campioni, sulla preparazione e sulla disponibilità della traccia nell’ambiente. Gli autori suggeriscono di affiancare alla ricerca degli escrementi quella dei rettili vivi. Il numero ridotto di cani e il contesto specifico impongono prudenza nel generalizzare i risultati, descritti nell’abstract originale pubblicamente consultabile.
Il punto di vista di Dogsportal
Le notizie di oggi riportano l’attenzione sulle condizioni concrete nelle quali i cani vivono e lavorano. La guardiania comporta responsabilità e spese continuative; la riapertura di un canile deve tradursi in una gestione adeguata; il lavoro olfattivo richiede protocolli capaci di considerare anche ciò che accade alla traccia.
La stessa precisione serve nel raccontare questi temi. Una proposta di regolamento va seguita fino all’approvazione e un risultato scientifico preliminare va presentato con i suoi limiti. Sono distinzioni che aiutano chi legge a capire che cosa sta cambiando e che cosa rimane da verificare.
L’appuntamento è alla prossima Rassegna Zampa.
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