Notizie sul caneLe interviste di Dogsportal.itNotizie e approfondimenti sul lupo

Lupi che predano cani. Ne parliamo con Adriano Argenio, medico veterinario faunista

Le interazioni tra questi canidi sono in aumento. Cosa fare se il proprio cane viene attaccato da un lupo? Come evitarlo? Approfondiamo le risposte a queste e ad altre domande con l’esperto.

Articoli di giornale e post sui social media stanno iniziando a raccontare sempre più spesso di potenziali segnalazioni di cani attaccati da lupi. Il ritorno del lupo in Italia continua a mettere a dura prova le strategie di coesistenza con questi grandi carnivori e la perdita di un compagno a quattro zampe per una possibile predazione rende ancora più difficile trovare un punto d’incontro tra le parti coinvolte. Abbiamo chiesto ad Adriano Argenio, medico veterinario faunista, di aiutarci a comprendere questo fenomeno.

Negli ultimi tempi si sta parlando molto delle predazioni dei lupi a danno dei cani. È un fenomeno recente?

Fino a qualche anno fa il problema ha riguardato soprattutto gli allevatori e la perdita di pecore, vitelli e, a volte, qualche asino. Adesso che, invece, è da un po’ che in alcune zone ci sono predazioni a danno di cani, anche buona parte dell’opinione pubblica si sente coinvolta. Le percentuali sono, per fortuna, ancora minime rispetto al numero di lupi, però è qualcosa che può accadere.

I dati più recenti che abbiamo a disposizione sono quelli raccolti nel documento“Identification of hotspots and variables associated with lethal wolf-dog interactions”(https://static1.squarespace.com/static/651c352a13572d16043cc048/t/68c13a4fd343e8496df4c3e0/1757493839419/T4_1+Wolf+attacks+on+dogs_final+report+2024.pdf ) (in italiano “Identificazione degli hotspot e delle variabili associate alle interazioni letali lupo-cane”realizzato nell’ambito del progetto LIFE Wild Wolf (https://www.lifewildwolf.com/ ) e pubblicato nel 2025. In che modo possiamo leggere queste informazioni?

Posso traslare il discorso che si è sempre fatto finora per le predazioni a danni del bestiame. Non è un problema di numeri, nel senso che potrebbero essere anche pochissime, però chi viene toccato da un’esperienza di predazione a danno di un suo animale, soprattutto se è un animale d’affezione, comunque subisce un trauma. Di conseguenza interessa relativamente se sono duecento o soltanto due i cani predati dai lupi. È giusto monitorare il fenomeno e raccogliere dati, come avviene nel progetto LIFE Wild Wolf. Allo stesso tempo, bisogna riconoscere che la predazione di cani da parte del lupo è un evento possibile ed è corretto informare l’opinione pubblica del fatto che questi episodi possono verificarsi. Ormai il lupo si è diffuso in ambienti molto diversi — ad esempio, in provincia di Grosseto ci sono branchi di lupi che frequentano le spiagge — e ha riconquistato quelli che erano i suoi territori originari. Quindi, tutti coloro i quali hanno un cane devono sapere che c’è la possibilità di un incontro con questo animale. Poi accadrà poche volte, però è giusto che le persone lo sappiano.

Quali tipi di interazioni ci possono essere tra lupi e cani?

Quello tra lupo e cane è un rapporto strano. Appartengono alla stessa specie, anche se uno è la forma domestica, l’altro la forma selvatica, e le interazioni possono essere varie. Ci può esserel’ibridazione, per cui non solo non si attaccano, non entrano in competizione tra loro, ma si accoppiano e generano prole feconda. Questo di solito avviene con lupi che non hanno un proprio territorio, cioè lupi in dispersione. Spesso è la lupa, quindi la femmina di lupo, ad accoppiarsi con il cane, ma esistono anche casi accertati in cui è stato il maschio a farlo. In un episodio documentato, il lupo si è accoppiato addirittura con una cagna da guardiania: l’evento è stato confermato sia dall’osservazione diretta dell’allevatore sia dalle analisi genetiche, che hanno dimostrato che l’unico cucciolo sopravvissuto era effettivamente un ibrido. In alcuni casi, invece, quello tra lupi e cani è un rapporto di indifferenza: il lupo sta nel suo territorio, i cani frequentano territori limitrofi e non succede nulla. Invece altre volte, poche, succede ciò di cui stiamo parlando: il cane viene predato. Questo di solito avviene quando il cane entra nel territorio di un branco e allora viene predato e la sua carcassa viene consumata.

E la predazione di cani all’interno di proprietà?

Ricordo un filmato ripreso da telecamere di sorveglianza in cui un lupo entra in un agriturismo e cerca di predare — perché poi il proprietario se ne accorge e lo scaccia — un cane di piccola taglia. Questo può succedere perché, come si dice in Toscana, “La fame cava il lupo dal bosco”: possiamo parlare dei comportamenti “normali” di un lupo, ma poi questi vengono meno nel momento in cui abbiamo di fronte un animale che ha fame. Il lupo valuta sempre costi e benefici di quello che fa. Nel momento in cui è spinto dalla fame, si arrischia in situazioni che di solito eviterebbe perché c’è il proprietario o perché è vicino a case dove vivono delle persone. Un aspetto che è necessario evidenziare è che la predazione dipende dalla taglia del cane: è normale che riguardisempre cani di taglia medio-piccola. Come dicevamo, il lupo è un animale selvatico, valuta costi e benefici, difficilmente combatterebbe con un cane di grande taglia che potrebbe provocargli delle ferite mortali o che potrebbero infettarsi.

Ci può essere competizione tra lupi e cani, ad esempio con i cani da caccia?

In alcuni casi il cane può essere visto come un competitore alimentare da parte del lupo. In realtà le predazioni a danno dei cani da caccia accadono proprio perché questi ultimi, per la loro attitudine e per ciò che fanno, entrano all’interno dei territori del branco per inseguire cinghiali oppure una qualche altra preda ed entrano in zone in cui il lupo sente di stare tranquillo, poiché è il suo territorio.
Ho visto alcune foto di cani che si sosteneva essere stati predati dal lupo e, per la mia esperienza,posso dire che molto probabilmente in quel caso era un cinghiale che aveva attaccato il cane, il quale aveva subito ferite mortali o comunque molto gravi e il lupo è semplicemente subentrato dopo, se è subentrato. Però giudicare dalle foto è sempre sbagliato. Per questo, con le dovute precauzioni, si può affermare che a volte ciò che viene presentato come una predazione da lupo in realtà non lo è, ma è accaduto altro. Proprio in queste situazioni è fondamentale richiedere l’intervento di un medico veterinario specializzato, in grado di valutare correttamente i segni riconducibili a una predazione.

Come si dovrebbe procedere nel caso in cui si sospetti che la morte del proprio cane sia stata causata da un lupo?

Bisogna contattare il servizio veterinario dell’ASL competente per territorio che, se non dispone al suo interno di medici veterinari specializzati in predazioni, può coinvolgere altri esperti. Esistono infatti professionisti che, in collaborazione con biologi, naturalisti, guardiaparco e carabinieri forestali, sono in grado di valutare correttamente lo scenario della predazione. Il lupospesso lascia dei segni ben definiti sulla carcassa. Ad ogni modo, un semplice esame esterno può dare delle informazioni, ma non è mai esaustivo. Per avere un quadro completo, l’animale deve essere scuoiato e si possono eseguire dei tamponi, utili per eventuali analisi genetiche finalizzate a identificare il predatore coinvolto. Inoltre, non esistono esami in grado di stabilire con certezza assoluta se la predazione sia stata compiuta da un lupo o da un cane. La stessa analisi genetica può dimostrare che un determinato predatore è passato su quella carcassa, ma non necessariamente che sia stato l’animale a uccidere la preda: potrebbe essere subentrato successivamente. Per attribuire una predazione con una percentuale di attendibilità realistica servono tecnici specializzati, analisi e procedure adeguate. Va inoltre ricordato che il lupo è anche necrofago, come molti altri predatori, e quindi può nutrirsi di animali morti per altre cause. Esiste infatti la convinzione errata secondo la quale il lupo non mangi animali morti, ma in realtà, quando ha fame, può alimentarsi di qualsiasi cosa, compresi i rifiuti. Prima del caso dei cani era scoppiato quello dei gatti: il lupo si avvicinava alle colonie feline attratto dall’odore delle crocchette e delle scatolette lasciate in pasto ai felini, nutrendosi sia del cibo che degli animali stessi. Il lupo è considerato un animale culturale: apprende dall’esperienza e, se un comportamento — anche predatorio — gli garantisce un vantaggio elevato a fronte di uno sforzo minimo, tende a ripeterlo e a consolidarlo. È quanto accade con le colonie di gatti e, in modo analogo, con i cani da caccia: alcuni branchi, come quelli dell’Appennino tosco-emiliano, hanno sviluppato e tramandano l’abitudine di predare questo tipo di cani. Il cane da caccia, una volta liberato, tende ad allontanarsi dal proprietario e ad addentrarsi nella macchia da solo, rendendosi così una preda facile.
È importante ribadirlo: quando viene ritrovato un cane morto e il proprietario non ha assistito direttamente all’attacco, è fondamentale coinvolgere i veterinari, il servizio ASL e portare la carcassa all’istituto zooprofilattico competente per territorio. Qui operano professionisti esperti che, attraverso l’esame necroscopico, sono in grado di raccogliere informazioni molto più precise sulla causa della morte. Accertare dell’accaduto è nell’interesse dello stesso proprietario.

In che modo possiamo diminuire il rischio di predazione di un cane da parte dei lupi?

Sicuramente la precauzione principale è tenere il cane al guinzaglio o a vista, se lo si vuole lasciare libero. Pensare di lasciare un cane che va ovunque, si infila nella macchia, viene perso di vista, è un comportamento pericoloso. Il secondo aspetto che contribuisce a ridurre i rischi è conoscere il territorio dove si vive: questo significa sapere che in quella zona c’è un branco di lupi perché è stato visto, studiato e monitorato, e comportarsi di conseguenza. Noi parliamo di lupi, ma i pericoli a cui va incontro il cane quando viene lasciato libero, senza controllo, sono innumerevoli. Per citarne alcuni, l’attacco di un cinghiale o il morso di una vipera.
Le eccezioni ci sono sempre, penso però che se una persona mantiene queste due accortezze, il rischio di predazione è ridotto al minimo. Altro aspetto importante è tenere i cani all’interno di strutture durante la notte.

Sono stati segnalati lupi che scavalcano recinti e si introducono in cortili. Come è possibile proteggersi?

Il lupo è un animale estremamente atletico e gli allevatori ne sono ormai consapevoli. È in grado di scavalcare recinti anche di 2-3 metri, arrampicandosi sulla rete come se fosse una scaletta. Per essere davvero efficace, il recinto deve essere interrato, per impedire gli scavi, e la parte superiore deve essere dotata di un antiscavalcamento, ossia un bordo piegato verso l’esterno con la giusta angolazione. Se il recinto non ha queste caratteristiche, lasciare un cane all’esterno diventa pericoloso: l’animale, non avendo vie di fuga, si trasforma in una preda facile. Al contrario, un recinto interrato e dotato di antiscavalcamento è efficace: in quel caso il lupo non riesce assolutamente a entrare.

C’è un messaggio che desidera rivolgere alle nostre lettrici e ai nostri lettori in merito ai temi trattati?

Sono un medico veterinario, mi occupo da 30 anni di animali selvatici. Inizialmente per me il lupo era un animale bellissimo, quasi mitologico. Quando poi sono andato sul campo e ho cominciato a occuparmi non solo di lupi, ma anche di pecore e vitelli, ho visto la disperazione degli allevatori. Mi sono reso conto, in alcuni casi, non soltanto del dolore del reddito intaccato, ma proprio di quello legato al vedere il proprio animale predato. Così ho capito che il lupo è bellissimo, come tutti i grandi carnivori, però la convivenza con questo animale è complessa e ha bisogno della collaborazione e della comprensione di tutti, cosa che talvolta manca. Quello che mi sentirei di dire è che pensare di risolvere il problema dei lupi attraverso gli abbattimenti è una strada destinata a non funzionare. Il lupo è un animale territoriale: eliminare gli esemplari di un’area — e per farlo bisognerebbe abbattere l’intero branco presente in quella zona — lascerebbe il territorio libero all’arrivo di altri lupi. Ciò che dico sempre agli allevatori è che il miglior metodo di prevenzione per un territorio consiste nell'”educare quel branco di lupi”: far capire a quegli animali che attaccare una pecora o un cane non conviene, che sul piano costi-benefici non ne vale la pena. Una volta che il branco lo ha capito e rivolge la sua attenzione alle prede selvatiche, avremo messo in atto il miglior sistema di prevenzione della predazione di animali domestici.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

Alessia Colaianni ha 69 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Alessia Colaianni