Rebecca Fanucchi: tra cani, scienza e comunicazione: una nuova voce di Dogsportal
Etobeba su IG, nuova collaboratrice di Dogsportal, ci parla dei suoi studi, della sua professione e della comunicazione cinofila sui social media.
Vi presentiamo Rebecca Fanucchi. L’etologa e educatrice cinofila ci accompagnerà nel mondo dei cani, i nostri compagni di vita
Competente, coinvolgente, vulcanica. Rebecca Fanucchi, su Instagram Etobeba, è una giovane professionista salita da poco a bordo di Dogsportal con i suoi contenuti video.
Classe ’98, una laurea triennale in “Tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila” e una magistrale appena conquistata in “Biologia dell’ambiente e del comportamento”. Educatrice cinofila dal 2023, già a 7 anni sogna di studiare il comportamento animale.
Incrocia il celebre libro del fondatore dell’etologia Konrad Lorenz, L’anello di Re Salomone, e scopre subito la sua vocazione dicendo a sé stessa: «Voglio essere come lui!».
Cosa significa essere un’educatrice cinofila?

Rebecca studia, tanto. Si immerge in ogni esperienza con devozione e umiltà verso la conoscenza e la consapevolezza che non si può essere “specialisti da salotto”, bisogna vivere la realtà, essere a contatto diretto con gli animali, sporcarsi le mani. Confessa: «Io sono un po’ un topo da biblioteca, amo studiare, amo informarmi, amo approfondire, poi però ho bisogno anche della parte di campo e, quindi, di stare veramente a contatto con il modello animale di riferimento, che è il cane». In parallelo alla formazione accademica, fatta di libri e tirocini — tra cui quello presso il Laboratorio di Etologia del cane di Padova —, consegue il diploma di educatrice cinofila nel centro DOG’S di Livorno.
«La mia principale professione è proprio questa, io vivo di educazione cinofila, di vita di campo.— racconta Etobeba — Sono un’educatrice sistemico-relazionale, quindi per me il core della mia pedagogia è proprio quello di abbracciare l’intero sistema familiare, riconoscere il diritto del cane di far parte integrante della famiglia: il cane è uno di noi. È un lavoro che mi permette — e questo è meraviglioso — di accedere all’intimità delle famiglie e di lavorare su quelle che sono le dinamiche, su quella che è la costruzione di un vocabolario comune. L’obiettivo finale è quello di fare il meglio con ciò che abbiamo e mettere al centro il benessere del cane e dell’intero sistema familiare. Questo è l’aspetto che più mi spinge a utilizzare questo tipo di approccio.
C’è anche una parte antropologica, perché il cane condivide la vita con l’essere umano da millenni e oggi, finalmente, lo vediamo non più come cane utile, cane utilizzato esclusivamente per il lavoro oppure come animale domestico: desidero che sia ben chiaro che non è un animale domestico, non è un animale da compagnia, è un compagno di vita e, per questo motivo, faccio molto leva sulla responsabilizzazione dei proprietari. “Prendo un cane”, non è come prendere qualcosa: vuol dire sposare uno stile di vita di un certo tipo, di qui fino ai prossimi 14 anni».
Il progetto social di Etobeba
Come inizia il progetto di divulgazione sui social media? Il nome Etobeba ha origine dalla fusione della parola “etologa” con il soprannome di Rebecca, Beba. Fanucchi prosegue con la sua storia: «Avevo iniziato a registrare dei piccoli video di divulgazione su tutto il mondo animale e quindi raccontavo, ad esempio, come mai la rondine migra o il perché lo specchio anale dell’ungulato X è più grande rispetto a quello dell’ungulato Y. In seguito, sono passata ai cani. L’ utilizzo dei social media mi appassiona fin da piccola: a 10 anni, insieme alla mia migliore amica, con la macchina fotografica giravamo video in cui fingevamo di essere delle presentatrici, delle zoologhe, delle naturaliste. E poi io nasco come attrice di teatro». Rebecca Fanucchi calca il palcoscenico da quando aveva 6 anni e partecipa a fiction televisive, tra cui L’amica geniale. Come è possibile immaginare, a un certo punto deve scegliere tra i due percorsi e l’etologia diventa la sua strada. «Per me il teatro e lo spettacolo rimangono una parte della mia essenza che un po’riesco ancora a esprimere con la divulgazione: scrivo i canovacci, li studio e lavoro su tutto quello che ha a che fare con la prossemica e con i toni di voce».



Probabilmente, proprio il lavoro di attrice insegna a Rebecca Fanucchi non solo i modi di comunicare più efficacemente, ma anche la responsabilità del messaggio che porta a un pubblico che può essere molto ampio. Comprende bene i pericoli della polarizzazione, soprattutto in un ambito così delicato come è quello della cura della relazione e del benessere di animali e umani. Non c’è spazio per pettinare l’ego e alimentare il tifo da stadio: lo scopo dei suoi contenuti è arrivare al maggior numero di persone possibile, anche a chi certe soluzioni, inizialmente,possono non piacere. «Utilizzo, innanzitutto, un vocabolario accessibile: quando scrivo il canovaccio e magari parlo di qualcosa di più scientifico, mi sforzo di renderlo comprensibile.
Per quanto riguarda i temi, è importante, secondo me, scegliere quelli che possano andare a coinvolgere più persone, senza entrare a gamba tesa.
Sono attenta alla scelta dell’argomento e provo a parlare di tutto quello che per me è buono, corretto, etologico rispetto a ciò che non lo è. In questo modo riesco a mettere una pulce nell’orecchio di qualcuno che la pensa un po’ diversamente da me, promuovendo comportamenti che abbraccino di più il cane, la sua essenza, il suo etogramma e il suo modo di comunicare».
Presto vedrete sul profilo Instagram di Dogsportal altri contenuti realizzati da Etobeba, che conclude la nostra chiacchierata con una riflessione: «Per me è importante riconoscere il cane non come animale domestico, ma come compagno di vita. Esigo che nel 2025 le persone abbiano almeno letto un libro, almeno aperto internet e cercato “Cosa vuol dire etologia del cane?”. È necessario chiedersi quale essere vivente si è scelto di avere al proprio fianco ogni giorno.Capire che è normale che il cane abbai, che si rotoli sulle carcasse, che comunichi con la pipì, è normale che vada ad annusare e a leccare le urine degli altri cani. Voglio che le persone siano consce di vivere con una specie diversa da noi e che ha un modo di comunicare diverso dal nostro. Lasciate che i cani facciano i cani.
Però lasciateglielo fare voi, con la consapevolezza di cosa vuol dire fare il cane per il cane, la conoscenza e l’approfondimento. Per me è la base, da qui si parte».
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