Addio a Kabosu, il cane dietro il famoso meme “Doge”
Kabosu e il fenomeno dei meme: perché i cani conquistano il web
Il 18 maggio 2024 è una data che rimarrà impressa nella memoria degli internauti di tutto il mondo: Kabosu, il cane Shiba Inu protagonista del celebre meme “Doge”, è morto all’età di 18 anni.
La notizia è stata annunciata dalla sua proprietaria, Atsuko Sato, sui social media, accompagnata da un’ondata di affetto e tributi da parte dei fan.
Ma perché i cani come Kabosu diventano così virali?
Per capire questo fenomeno, dobbiamo esplorare la storia dei meme e il ruolo che gli animali, in particolare i cani, hanno giocato nella loro diffusione.
La nascita di un fenomeno
Il termine “meme” è stato coniato da Richard Dawkins nel 1976 nel suo libro “Il gene egoista” per descrivere un’unità di cultura trasmissibile.
Con l’avvento di internet, i meme sono diventati immagini, video o testi che si diffondono rapidamente attraverso i social media.
Kabosu è diventato un meme nel 2010, quando una sua foto con un’espressione perplessa è stata condivisa su un blog giapponese.
L’immagine è diventata virale grazie al “linguaggio Doge“, un inglese volutamente sgrammaticato che esprime meraviglia e stupore.
Questo stile unico e l’espressività di Kabosu hanno fatto sì che il meme diventasse immediatamente riconoscibile e amato.
Perché i cani?
I cani sono stati a lungo considerati i migliori amici dell’uomo, e la loro presenza rassicurante e affettuosa li rende perfetti per diventare protagonisti di meme.
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La loro capacità di esprimere emozioni attraverso il linguaggio del corpo e le espressioni facciali li rende particolarmente fotogenici e adatti a catturare l’attenzione.
Il successo di Kabosu e di altri cani meme, come Cheems e Dogelore, può essere attribuito a diversi fattori:
- Relatability: Le espressioni e le situazioni in cui vengono fotografati sono spesso umoristiche e riconoscibili.
- Emozione: I cani evocano sentimenti di affetto e tenerezza, rendendo i meme più coinvolgenti.
- Comunità: La condivisione di meme di cani crea un senso di comunità tra gli utenti, che trovano gioia nel riconoscere e condividere esperienze comuni.
L’eredità di Kabosu
Kabosu non è solo un fenomeno virale, ma un simbolo della cultura digitale. La sua immagine ha ispirato innumerevoli variazioni e ha permesso agli utenti di esprimere emozioni complesse in modo semplice e immediato. La morte di Kabosu segna la fine di un’era, ma il suo impatto sulla cultura dei meme continuerà a vivere. L’invito però è quello di riconoscere sempre i limiti di un fenomeno e di non perdere mai di vista la relazione e il benessere del cane.
Una simpatica foto virale o un mese famoso non danneggia nessuno.
Ma certe abitudini alla lunga possono deviare la reale vita con i nostri animali, magari per cercare di appagare migliaia di follower sul web. Non è questo il caso però!
ADDIO KABOSU!
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