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Dieci anni di IAA: dall’accordo Stato-Regioni del 2015 alla realtà di oggi

La rubrica italiana dedicata alle pet therapy news e alle notizie sugli interventi assistiti con gli animali

Un decennio di cambiamento per gli Interventi Assistiti con gli animali

Il 25 marzo 2015, la Conferenza Stato-Regioni approvava ufficialmente l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle Linee guida nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Un passaggio storico per il nostro Paese, che segnava la fine di un’epoca dominata da termini generici come pet therapy e ippoterapia, spesso utilizzati in modo impreciso e senza basi metodologiche comuni.

A distanza di dieci anni, su Dogsportal.it vogliamo riflettere su cosa ha significato questo documento per il settore, per gli animali coinvolti e per le persone che, a vario titolo, partecipano agli IAA. Un’occasione per fare il punto su un percorso ancora in divenire.

Un metodo, non un’etichetta

L’Accordo del 2015 ha avuto il merito di dare finalmente una cornice normativa e scientifica agli Interventi Assistiti con gli Animali. Ha stabilito ruoli, competenze, requisiti minimi, percorsi formativi, criteri di progettazione e soprattutto ha posto al centro la multidisciplinarità e il benessere dell’animale.

Non più interventi estemporanei o lasciati all’improvvisazione, ma progetti strutturati, supervisionati da equipe composte da figure professionali sanitarie, educative e tecniche, tra cui il medico veterinario esperto in IAA, il coadiutore dell’animale e gli specialisti delle relazioni d’aiuto.

Il documento del 2015 ha anche posto fine all’utilizzo di denominazioni obsolete, superate o ambigue, sottolineando la necessità di utilizzare una terminologia condivisa e basata su evidenze.

Un decennio di formazione, adeguamento e divulgazione

Nel corso di questi dieci anni si è lavorato intensamente per adeguare le pratiche preesistenti ai nuovi standard: dalla formazione degli operatori, alla creazione di enti accreditati, alla diffusione della cultura degli IAA in ambito scolastico, sanitario e sociale.

Eppure, a dieci anni di distanza, non mancano le sfide. Nonostante i progressi, è ancora necessario vigilare sull’effettiva applicazione delle Linee guida, sulla qualità dei progetti, sulla reale tutela del benessere animale e sull’adesione ai principi cardine dell’accordo.

Gli IAA non sono “attività con il cane” né semplici momenti ludici: sono interventi terapeutici, educativi o ludico-ricreativi, che devono rispondere a criteri di efficacia, sicurezza e professionalità.

Il benessere dell’animale: un valore imprescindibile

Uno degli aspetti più innovativi dell’Accordo del 2015 è stato l’inserimento del benessere dell’animale come elemento centrale. Gli animali coinvolti negli IAA non sono strumenti, ma partner relazionali, e come tali devono essere rispettati, tutelati, valutati e accompagnati nel loro percorso.

Questo significa monitorare costantemente le condizioni fisiche e psicologiche dell’animale, garantire pause, riposo e un ambiente adeguato, ma anche saper riconoscere i segnali di stress, fatica o disagio.

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Dieci anni dopo: cosa resta da fare?

L’accordo del 2015 è ancora oggi uno strumento attualissimo, ma non basta averlo: occorre applicarlo, verificarne l’impatto, aggiornarlo se necessario, e continuare a formare operatori consapevoli.

Serve anche una maggiore cultura diffusa: molti ancora oggi confondono gli IAA con “giochi con gli animali”, e non tutti i progetti sul territorio rispettano i criteri stabiliti.

La sfida dei prossimi dieci anni sarà proprio questa: consolidare ciò che è stato costruito, correggere le distorsioni, valorizzare le buone pratiche e proteggere, sempre, il benessere dell’animale e la qualità della relazione.

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