L’intergruppo “Diritti degli animali” della Brambilla e gli impegni della politica per i nostri compagni di vita: intervista all’onorevole Eleonora Evi
Eleonora Evi (Milano, 1983) è attualmente una deputata del PD. Era stata eletta nel 2022 con Alleanza Verdi e Sinistra dopo essere stata dal 2014 al 2022 europarlamentare eletta con il Movimento 5 Stelle. L’onorevole Evi si definisce “ecologista e antispecista”. Ha fatto parte del famoso gruppo interparlamentare (cioè che raccoglie deputati di diversi partiti) fondato dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla, balzato agli onori della cronaca così come la Leidaa, (l’associazione teoricamente animalista della stessa Brambilla), per i servizi giornalistici che Giulia Innocenzi ha fatto per la trasmissione Report di Rai 3. L’intervista all’onorevole Eleonora Evi ci offre spunti importanti sui diritti degli animali e le sue posizioni in merito.
L’abbiamo interpellata sull’argomento e anche su altri temi rilevanti per i lettori di Dogsportal.it.
In questa intervista all’onorevole Eleonora Evi, affrontiamo anche altri temi rilevanti per i lettori di Dogsportal.it.
Ecco l’intervista, che avrà presto anche un seguito dedicato a ulteriori tematiche di grande interesse per noi cinofili, gattofili e amici degli animali in generale.
Dogsportal: Parliamo dell’intergruppo parlamentare “Brambilla”, quello teoricamente destinato a lavorare per tutelare gli animali, fondato dalla stessa deputata ex berlusconiana e presidente della Leidaa, dal quale si è dimessa subito dopo le rivelazioni di Report. Lei ha dichiarato che in due anni questo intergruppo non ha fatto praticamente nulla: è corretto?
Onorevole Evi: «Nella mia prima dichiarazione sono stata forse un po’ troppo drastica, dire “nulla” non è del tutto esatto. In realtà, in due anni si sono tenute cinque riunioni… spesso convocate all’ultimo momento, anche con soli due giorni di preavviso che per chi opera in ambito parlamentare sono pochissimi, avendo tanti impegni calendarizzati su tempi anche lunghi. Questo ha reso difficile la partecipazione, considerando gli impegni di tutti. Inoltre, alcune riunioni sono state fissate in concomitanza con conferenze stampa dell’onorevole Brambilla, organizzate attorno ai suoi impegni personali piuttosto che alle esigenze dell’intergruppo».
D: E in queste rare riunioni si è discusso di qualcosa di concreto?
Onorevole Evi: «Pochissimo. Ricordo solo un’audizione online sulla fauna selvatica che aveva un certo valore. L’ultima riunione a cui ho partecipato, a novembre, in vista della Legge di Bilancio, è durata appena cinque minuti. Ed eravamo in tre, con la Brambilla che è arrivata con mezz’ora di ritardo. L’unico obiettivo era trovare un accordo per presentare emendamenti comuni, cosa che in parte è avvenuta, ma la reale efficacia dell’intergruppo è sempre stata molto limitata».
D: Dunque sembra che questo intergruppo sia stato più un’operazione di facciata che un reale strumento di lavoro. Lo pensate anche voi dall’interno?
Onorevole Evi: «Questa percezione c’era e più volte è stata sollevata la questione. Molti si sono anche chiesti perché abbiamo aspettato due anni prima di prendere posizione. Bisogna capire che un intergruppo parlamentare non è una commissione e non ha obblighi precisi. Non ci sono regole su quante volte si debba riunire e nemmeno un meccanismo per sfiduciare chi lo guida».
D: Quindi un sistema molto comodo per chi vuole solo apparire?
Onorevole Evi: «Esatto. Al Parlamento europeo (la deputata è stata parlamentare UE – ndr), invece, questi gruppi sono regolamentati, con obblighi di trasparenza e programmazione. Qui si naviga a vista. Alla fine, quello che ha smosso tutto è stata l’inchiesta giornalistica della Innocenzi, che ha portato alla luce non solo l’inefficienza dell’intergruppo ma anche altre questioni legate alla gestione dell’onorevole Brambilla. Questo ha spinto me e altri colleghi dell’opposizione a uscire dall’intergruppo».
D: E i parlamentari della maggioranza sono rimasti?
Onorevole Evi: «Sì, alcuni con evidente imbarazzo ma nessuno ha lasciato. Abbiamo presentato una richiesta formale di dimissioni della Brambilla, ma senza basi giuridiche per imporle. Lei non ha risposto e la situazione è rimasta bloccata. Ora stiamo lavorando per creare un nuovo intergruppo, ma senza la partecipazione della maggioranza avrà un’efficacia limitata».

D: Un’ultima domanda sulla Brambilla. Secondo le suo silenzio di fronte allo scandalo Leidaa è strategico o non ha alternative?
Onorevole Evi: «Non posso saperlo con certezza ma credo che abbia costruito una rete molto articolata di interessi. Probabilmente sta cercando di far passare la tempesta, sperando che l’attenzione cali, cosa che in Italia accade spesso…».
D: Passiamo ad altro. C’è un problema che tocca tantissimi italiani che vivono con i loro compagni di vita animali: il costo elevato per mantenerli, curarli e accudirli. Il PD, che è il suo partito, cosa sta facendo su questo tema? Perché non mi risultano grandi battaglie…
Onorevole Evi]: «Storicamente, il partito non ha mai fatto di questi temi la sua priorità ma molte cose stanno cambiando. Da quando sono entrata nel PD mi sto impegnando affinché tutto il partito porti avanti queste battaglie in modo più deciso. Oltre a me ci sono colleghi sensibili, come Patrizia Prestipino, che già nella scorsa legislatura ha promosso l’equiparazione dei farmaci veterinari a quelli umani per abbassarne il costo».
D: D’accordo, ma sembrano battaglie personali, non del partito.
Onorevole Evi: «Esatto. Ora stiamo cercando di ampliare il fronte, coinvolgendo più parlamentari. Alcuni piccoli passi sono stati fatti: per esempio, nella Legge di Bilancio abbiamo presentato emendamenti per sostenere le spese veterinarie delle famiglie più vulnerabili. Inoltre, abbiamo ottenuto un ordine del giorno che impegna il governo a valutare un’etichettatura per gli animali allevati senza gabbie».
D: Un ordine del giorno, però, è solo un impegno vago.
Onorevole Evi: «Sì, ma è un primo passo per portare il tema al centro del dibattito politico. Stiamo anche lavorando su una posizione chiara riguardo la fauna selvatica, per contrastare le uccisioni di orsi e lupi. Voglio credere che questo cambiamento possa consolidarsi e diventare un impegno stabile del PD».
D: Vedremo se riuscirete a dare continuità a queste battaglie. È disponibile a risentirci per parlare anche di caccia, grandi carnivori e della proposta di legge della Regione Lombardia sui cosidetti “cani pericolosi?
Onorevole Evi: «Certamente».
Ringraziamo l’onorevole Eleonora Evi, gattofila come si vede dalla foto, per la sua non comune disponibilità e franchezza di linguaggio. E vi invitiamo a restare sintonizzati su Dogsportal.it per la prossima puntata di questo interessante viaggio “dentro il Palazzo” nell’ottica dei temi a noi cari.
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