Tutte le notizie sul cane

Cani che mordono in Italia: che dati abbiamo?

Ogni volta che un cane attacca una persona, la notizia fa il giro dei media e scatena il dibattito: di che razza era? Perché è successo? Sono episodi isolati o stiamo assistendo a un aumento delle aggressioni canine e dei Cani che mordono in Italia? Il caso di Manziana, dove tre Rottweiler hanno ucciso un uomo che faceva jogging e quelli gravissimi dell’ultimo anno e delle ultime ore, sono solo gli ultimi di una serie di eventi tragici che pongono interrogativi su numeri, cause e possibili soluzioni.

Ma il fenomeno è davvero in crescita? Oppure è la copertura mediatica a rendere questi episodi più visibili? Per rispondere, abbiamo analizzato studi scientifici e dati epidemiologici, cercando di capire cosa c’è dietro questi eventi drammatici.

In Italia, la questione dei Cani che mordono in Italia è diventata sempre più pressante, richiedendo un’analisi approfondita dei fattori che contribuiscono a tali incidenti.


Gli attacchi dei cani stanno aumentando? Cosa dicono gli studi

Il tema delle aggressioni canine e dei Cani che mordono in Italia è al centro di diversi studi scientifici. Una ricerca dell’Università di Liverpool evidenzia che, negli ultimi vent’anni, i casi di morsi di cane sono aumentati, soprattutto tra gli adulti. Seppur rari, gli attacchi gravi sono in crescita: nel Regno Unito, ad esempio, si è passati da una media di tre morti all’anno a dieci nel solo 2022.

Anche in Italia, uno studio epidemiologico sulle aggressioni letali tra il 1984 e il 2009 ha evidenziato che il fenomeno, pur rimanendo numericamente contenuto, esiste ed è complesso. In 25 anni sono stati registrati 29 attacchi mortali, con un totale di 32 vittime. La maggior parte di questi episodi è avvenuta in ambito familiare e ha coinvolto cani di proprietà, non randagi.

Inoltre, emerge un dato interessante: le razze più coinvolte non sono necessariamente quelle considerate “pericolose”, ma quelle più diffuse, come pastore tedesco e meticci. Questo suggerisce che il rischio di aggressione dipende più da fattori gestionali e ambientali che dalla razza del cane.


Perché i cani attaccano? I fattori di rischio

Le cause delle aggressioni canine sono molteplici e non possono essere ridotte alla genetica. Diversi studi indicano che i morsi di cane aumentano in condizioni specifiche:

  • Fattori ambientali: Secondo l’Università di Harvard, i cani mordono di più nelle giornate calde e inquinate.
  • Contesto sociale ed economico: L’indagine dell’Università di Liverpool ha rilevato una maggiore incidenza di aggressioni nelle comunità economicamente svantaggiate, dove la gestione degli animali può essere più problematica.
  • Caratteristiche delle vittime: Gli attacchi letali colpiscono soprattutto bambini e anziani, categorie più fragili e incapaci di difendersi
  • Gestione ed educazione del cane: L’indagine epidemiologica italiana sottolinea che la maggior parte degli attacchi avviene all’interno delle mura domestiche, segno che una scorretta socializzazione e gestione del cane può aumentare il rischio di episodi violenti.

Un altro aspetto importante riguarda il numero di cani coinvolti: nel 40% dei casi l’aggressione è stata compiuta da un singolo cane, ma nel 37% era presente un gruppo di due o più cani, situazione che può amplificare il rischio di attacchi gravi.


Razze pericolose? Il grande equivoco

Ogni volta che si verifica un’aggressione, la prima domanda che ci si pone riguarda la razza del cane. Ma è davvero un fattore determinante? Gli esperti rispondono di no.

Uno studio pubblicato su The Conversation dai ricercatori Carri Westgarth e John Tulloch evidenzia che non ci sono prove scientifiche coerenti sul fatto che alcune razze siano intrinsecamente più aggressive di altre. Più semplicemente, le razze coinvolte negli attacchi riflettono la loro diffusione sul territorio. Tuttavia, nei casi mortali, è evidente che i cani di taglia grande e potente abbiano maggiori probabilità di causare ferite letali rispetto a razze più piccole.

L’indagine italiana conferma che la razza non è una discriminante valida: ciò che conta è la capacità lesiva dell’animale, che dipende da fattori fisici (peso, potenza del morso) e gestionali (educazione, socializzazione, condizioni di vita).

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Non a caso, il Codacons ha recentemente chiesto il ripristino della lista delle “razze pericolose”, eliminata nel 2009, ma molti esperti ritengono che questa misura sia poco efficace. Il rischio è che si demonizzino determinate razze senza affrontare il vero problema: la gestione responsabile del cane.


Allarme mediatico o emergenza reale?

Se i dati confermano un incremento delle aggressioni, è altrettanto vero che la percezione del fenomeno è amplificata dai media. Ogni episodio di aggressione canina ha un impatto emotivo fortissimo sull’opinione pubblica, creando un senso di emergenza che non sempre corrisponde alla realtà numerica.

Lo studio epidemiologico italiano evidenzia come il fenomeno non abbia una prevalenza tale da giustificare uno stato di emergenza sanitaria. Tuttavia, ogni caso di aggressione mortale diventa una notizia di primo piano, alimentando la paura collettiva e spingendo a richieste di misure drastiche, come il ripristino delle liste di razze pericolose o il patentino obbligatorio per alcuni proprietari.

Purtroppo però non abbiamo dati affidabili, completi e aggregati. Dati che dovrebbe avere il Ministero della Salute in collegamento con tutte le asl veterinarie del territorio.


Come prevenire le aggressioni? Le soluzioni possibili

Se vogliamo ridurre il rischio di aggressioni, la soluzione non è demonizzare alcune razze, ma adottare misure concrete per garantire una corretta gestione dei cani. Gli esperti suggeriscono:

  • Patentino obbligatorio per i proprietari di cani di grossa taglia: già adottato in alcuni Paesi, garantisce una maggiore consapevolezza nella gestione degli animali.
  • Maggiore educazione cinofila: insegnare a comprendere il linguaggio del cane e i segnali di disagio riduce il rischio di aggressioni.
  • Controlli sulla socializzazione e sul benessere del cane: un cane tenuto in isolamento o in condizioni di stress cronico ha maggiori probabilità di sviluppare comportamenti aggressivi.
  • Normative più chiare e non emergenziali: gli esperti sottolineano come le ordinanze emergenziali adottate in passato in Italia siano state poco efficaci nel prevenire gli attacchi.

Conclusione: più consapevolezza, meno paura

I dati confermano che le aggressioni canine sono un fenomeno reale e in crescita, ma non possono essere ridotte a una questione di razza o di “mode”. La sicurezza non si ottiene con liste di razze proibite, ma con una maggiore consapevolezza da parte dei proprietari e con politiche di prevenzione basate su dati scientifici.

Per i lettori di Dogsportal.it, il messaggio più importante è che ogni cane, indipendentemente dalla razza, deve essere gestito con responsabilità. Solo così si possono prevenire episodi tragici e garantire una convivenza sicura tra uomini e cani.


Fonti

  1. Indagine epidemiologica sulle aggressioni letali in Italia (1984-2009) – Ciceroni & Gostinicchi】.
  2. Studio Università di Harvard sui fattori ambientali e aggressività】.
  3. Studio Università di Liverpool sull’aumento degli attacchi in UK】.
  4. Articolo The Conversation di Carri Westgarth e John Tulloch sull’aumento delle aggressioni】.
  5. Comunicati Codacons sulle razze pericolose】.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Dogsportal Redazione

Il team editoriale di Dogsportal.it, coordinato dall'editore e fondatore Rocco Voto, garantisce informazione cinofila verificata grazie al supporto di giornaliste specializzate come Lorena Quarta e Alessia Colaianni e di esperti come Mirko Barrera, Andrea Comini, giornalista e cinofilo e firme storiche come Davide Cardìa. Dogsportal è un hub di cultura che negli anni ha coinvolto i migliori professionisti italiani del settore, producendo oltre 2.000 articoli e centinaia di dirette tematiche per divulgare il benessere del cane con competenza e passione

Dogsportal Redazione ha 2418 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Dogsportal Redazione

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy