Cane libero in montagna azzanna una marmotta: quando la libertà diventa irresponsabilità
Riflettiamo insieme ai lettori di Dogsportal.it sull’episodio avvenuto sulle Orobie
Un cane libero, senza guinzaglio, che si lancia in una corsa sfrenata lungo un pendio di alta montagna e azzanna una marmotta, fino – molto probabilmente – ad ucciderla. È successo l’11 giugno sul sentiero che collega il passo di Valcervia al lago Moro, nel cuore delle Orobie. A raccontare l’accaduto è stato l’escursionista Matteo Vergani, testimone involontario della scena, troppo distante per poter intervenire ma abbastanza vicino per documentare l’accaduto con fotografie nitide, poi condivise nel gruppo Facebook Camminando sulle Orobie.
Quelle immagini raccontano molto più di un semplice incidente tra cane e fauna selvatica. Sono un simbolo di un problema ben più ampio, di cui su Dogsportal.it ci occupiamo da anni: la leggerezza con cui molti proprietari di cani si muovono in ambienti naturali, spesso ignorando – o peggio, sottovalutando – l’impatto che può avere un cane lasciato libero di vagare.

Il cane è anche un predatore, non dimentichiamolo
Il cane di casa, quello che dorme sul divano, che giochiamo a definire “buono” o “innocuo”, non smette mai di essere un animale. E come tale, conserva in sé l’istinto predatorio. La marmotta rincorsa e azzannata in montagna ce lo ricorda senza filtri. Il cane, quando si trova in un ambiente ricco di stimoli come il bosco o l’alta quota, può tornare ad ascoltare quegli impulsi. E per quanto possano sembrarci lontani dalla quotidianità urbana, sono naturali e potentemente attivi.
Questa consapevolezza è fondamentale. Il problema non è il cane, ma la mancanza di gestione da parte dell’essere umano che ne ha la responsabilità. Il vero diritto da difendere non è quello del cane alla libertà assoluta, ma quello della fauna selvatica a non essere disturbata, preddata o uccisa per superficialità altrui.
Guinzaglio sì o no? La risposta è nella responsabilità
Molti dibattiti sul tema finiscono spesso per semplificare la questione in due fazioni: chi è per il guinzaglio sempre e ovunque, e chi è per la libertà totale del cane in natura. Ma questa polarizzazione è fuorviante. Non si tratta di scegliere da che parte stare, ma di conoscere il proprio cane, l’ambiente che si frequenta e di agire con responsabilità.
Come abbiamo approfondito in questo articolo su Dogsportal.it → Cani liberi e fauna selvatica: possiamo davvero permettercelo?, è dovere di ogni proprietario valutare attentamente se e quando lasciare libero il proprio cane, sempre nel rispetto delle normative locali e soprattutto dell’ambiente naturale.
Educazione cinofila e consapevolezza ambientale devono camminare insieme
L’educazione cinofila moderna ha fatto enormi passi avanti, ma deve integrarsi sempre più con l’etica ambientale. A chi sostiene che il cane debba essere sempre libero per sentirsi “felice”, rispondiamo con una domanda: quanto vale la felicità del tuo cane, se costruita a discapito della vita di un altro essere vivente?
Nel nostro approfondimento → Il cane libero: davvero una scelta di libertà?, abbiamo provato a smontare alcuni dei miti più diffusi, anche quelli sostenuti da sedicenti professionisti che parlano di “diritto alla libertà” del cane senza mai considerare i contesti ecologici e il rischio di danni reali.
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Una questione culturale, prima che normativa
Infine, ricordiamo che le normative (spesso ignorate) vietano in molte aree naturali e parchi il libero movimento dei cani proprio per tutelare la fauna selvatica. Ma anche laddove non vi sia un divieto esplicito, la responsabilità resta morale e civile.
Noi di Dogsportal.it invitiamo tutti i lettori, escursionisti e appassionati di montagna, a farsi portavoce di un approccio più consapevole e rispettoso: il cane libero non è sempre sinonimo di cane felice, e il guinzaglio non è una punizione, ma uno strumento di tutela reciproca.
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