Settembre, tempo di ripartenze: come scegliere un educatore cinofilo
Consigli utili per orientarsi in un momento chiave della vita col proprio cane
Siamo a settembre, e settembre – lo sappiamo bene – è un po’ come gennaio.
Per molti è il momento di ripartire, di iniziare nuove attività, di confermare i buoni propositi che ci eravamo prefissati. E per tanti, questo significa anche iniziare la scuola. Una scuola, però, pensata per i cani.
Molte persone, magari perché hanno adottato un cucciolo recentemente, o perché hanno deciso di fare finalmente qualcosa insieme al proprio cane, si trovano ora nel momento in cui serve scegliere: un percorso cinofilo, un educatore, un addestratore, un istruttore.
Quando parliamo di famiglie multispecie, con un cucciolo, un giovane cane o un adolescente a quattro zampe, è naturale riferirsi in prima battuta a un educatore cinofilo.
Anche se è importante ricordare che l’addestratore cinofilo ENCI, ad esempio, ha funzioni che comprendono anche quelle dell’educatore cinofilo. Spesso, infatti, le due figure si mescolano nella realtà, ben al di là delle discussioni da social.
Detto questo: hai bisogno di un educatore cinofilo. Ma come lo cerchi, questo educatore?
Ne abbiamo già parlato in un articolo precedente:
👉 Come scegliere il professionista cinofilo giusto: una riflessione sui problemi attuali

Scegliere il professionista giusto: una difficoltà concreta
Lì abbiamo condiviso alcune riflessioni importanti.
Questo articolo è per te, per me, per chi vive ogni giorno accanto a un cane, ma anche per chi – come molti lettori di Dogsportal.it – lavora professionalmente in questo settore, aiutando le persone a migliorare la relazione con i propri animali.
In Italia ci sono milioni di persone che convivono con i cani, e lo fanno in modo straordinario.
Ma, all’interno di questo gruppo enorme, ci sono anche:
- persone che vivono difficoltà senza rendersene conto
- persone con problemi dichiarati, che cercano soluzioni
Ed è proprio qui che si crea un cortocircuito: come si fa a scegliere il professionista giusto in cinofilia?
Passaparola, portali e confusione
Esiste il passaparola, certo. Ma quanto possiamo davvero fidarci? È efficace? È affidabile?
La realtà è che, tra leggi, tavoli tecnici e normative (quando ci sono e vengono applicate), il dubbio resta sempre: oggi, come si fa davvero a scegliere un educatore o un istruttore cinofilo?
I portali aggregatori, quelli dove si trovano educatori come se fossero idraulici, non mi convincono per niente. È una mia opinione personale, potrei anche cambiare idea un giorno, ma al momento sono contrario alla loro efficacia.
Il punto è che mancano chiarezza, standard condivisi e strumenti davvero utili per orientarsi.
E questo rende difficile, per tante persone, capire a chi rivolgersi.
Il problema del giudizio (e l’atteggiamento del professionista)
C’è poi un’altra questione importante.
Spesso, dal punto di vista dei professionisti, si nota una tendenza al giudizio. E questo crea un altro tipo di cortocircuito.
Il professionista cinofilo, esattamente come un medico, uno psicologo o un personal trainer, non dovrebbe mai giudicare chi ha bisogno di aiuto.
Eppure, soprattutto nei canali social, capita che alcuni professionisti giudichino non solo i clienti, ma anche i colleghi. Il risultato? Le persone si allontanano, non si sentono accolte, e smettono di cercare aiuto.
Migliorare la cultura cinofila: si parte da noi
Le leggi non bastano. La cultura cinofila in Italia si migliora con l’atteggiamento.
Serve rispetto, comprensione, ascolto. E questo vale sia per i professionisti, che devono imparare a comunicare senza giudicare, sia per chi vive con i cani, che ha il diritto di scegliere con fiducia, senza sentirsi inadeguato.
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Qualche strumento in più (con le dovute cautele)
Se è vero che in Italia chiunque può decidere, da un giorno all’altro, di definirsi educatore cinofilo, è altrettanto vero che esistono realtà, enti, scuole e federazioni che ogni giorno – nel bene e nel male – formano professionisti e lavorano con le persone e i cani.
Quello che segue non è un elenco esaustivo, né in ordine di importanza. Sono semplicemente alcuni esempi di strumenti che si possono utilizzare per orientarsi, sapendo bene che ne esistono molti altri e che ognuno va valutato in base al proprio contesto, ai propri bisogni e alla propria sensibilità.
- ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana): offre un albo pubblico degli addestratori cinofili ENCI. Non garantisce la qualità dell’intervento, ma attesta almeno un percorso formativo riconosciuto.
- Associazioni professionali, come APNEC, che raccolgono educatori e istruttori con percorsi formativi alle spalle e spesso propongono anche aggiornamenti costanti.
- Federazioni sportive, come CSEN Cinofilia o FISC, attive nella formazione e nella promozione di attività cinotecniche e sportive.
- Scuole di formazione cinofila, come S.I.U.A. (Scuola di Interazione Uomo Animale) o Think Dog, e molte altre realtà simili, ciascuna con il proprio approccio e le proprie proposte.
Ognuno di questi riferimenti può essere utile per cercare il professionista più adatto alla propria famiglia e al proprio cane, a patto di mantenere senso critico e di valutare l’effettiva compatibilità umana e professionale con chi si sceglie.
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Una raccomandazione chiara e non negoziabile: non ci può mai essere violenza quando si parla di educazione.
Né fisica, né verbale, né mascherata da “metodo”. Se un professionista la giustifica o la minimizza, non è quello giusto. Mai.
Non abbiate paura di chiedere (e di pretendere il minimo)
Diciamolo in maniera schietta: non abbiate paura di chiedere un curriculum, di cercare informazioni online, di mettere i puntini sulle “i”.
Il web può essere utile, non fidatevi solo di quello che si vede sui social. Se non avete altri riferimenti, provate almeno a capire chi è la persona che vi trovate davanti, chi è quella figura a cui state per affidarvi… e a cui, giustamente, state per pagare un compenso.
E a proposito di pagare: una ricevuta o una fattura sono spesso una garanzia di serietà.
Non sono un indice delle capacità tecniche o relazionali con i cani, è chiaro, ma sono un segnale chiaro di professionalità. Chi lavora in modo trasparente, lo fa anche dal punto di vista fiscale e contrattuale.
E fate attenzione: ricevuta e fattura sono fondamentali soprattutto quando affidate il cane a un dog sitter o a una pensione per cani.
Ma questo è un altro discorso, ne parleremo in modo approfondito in un altro articolo. Quel che conta sapere già da ora, è che in caso di incidente, smarrimento o qualsiasi altra situazione critica, una ricevuta è l’unico documento che attesta che avete davvero affidato il vostro cane a quella persona.
Lo ripetiamo, perché su Dogsportal.it l’abbiamo già detto più volte: all’educatore cinofilo il cane non si lascia.
Il cane non si aggiusta. Non si “sistema”. Il cane impara a vivere insieme a noi. E il percorso si fa insieme, sempre.
Consigli pratici per chi parte da zero
- Esperienza diretta, prima di tutto: all’inizio serve una valutazione reale del cane e della famiglia. Meglio evitare consulenze solo online.
- Verifica della formazione e delle affiliazioni: cercate nei registri ENCI, APNEC, CSEN Cinofilia, FISC, SIUA e simili. Non è una certezza assoluta, ma è un punto di partenza.
- Fidatevi del vostro istinto: se non vi sentite a vostro agio, se qualcosa non vi convince, ditelo. Il cane è vostro.
- Evitare le scorciatoie: le app e i portali comparatori non sempre sono strumenti affidabili per un percorso educativo. Come selezionano i professionisti?
- Chiedete più di un parere: veterinari, associazioni, canili, allevatori seri possono essere d’aiuto per iniziare la ricerca. Poi tocca a voi valutare.
In conclusione
In bocca al lupo per il vostro percorso. Scegliete con attenzione, prendetevi il tempo che serve. In Italia ci sono tantissimi professionisti validi, ma serve attenzione, riflessione, e soprattutto la consapevolezza che il cane è parte della famiglia.
E come tale, merita tutto il rispetto, la cura e la competenza che possiamo offrirgli.
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