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Vivere con i cani: un viaggio illustrato tra razze, personalità e falsi miti

Intervista a Elena Garoni e Valentina Gottardi: “Scegliamo il cane per l’aspetto, ma dovremmo guardare le motivazioni. Anche un Chihuahua ha bisogno di correre nel bosco”.

Elena Garoni, medico veterinario, e Valentina Gottardi, illustratrice, ci accompagnano alla scoperta di un libro dedicato alla comprensione delle caratteristiche delle diverse razze, tra bisogni, motivazioni e senza scordarsi che ogni cane è un individuo con la sua personalità e la sua storia da conoscere e rispettare.

Quando accogliamo nella nostra casa un cane per la prima volta gli prepariamo una cuccia, selezioniamo per lui il cibo e i giochi migliori, gli assicuriamo cure veterinarie e attenzioni. C’è, però, un passo in più da compiere affinché il nostro vivere insieme si trasformi in una relazione. Guardare veramente il nostro nuovo compagno, capire le necessità e le motivazioni dettate dalla sua specie e razza (o incrocio di razze, nel caso dei meticci), scovare i tratti della sua personalità che lo rendono unico e che ne delineano desideri e paure, piaceri e avversioni.

Vivere con i cani. Guida alla personalità di 40 razze (Nomos edizioni, 2025) è un allegro vademecum che racconta alcune delle caratteristiche più importanti di 40 cani. Abbiamo chiesto alle autrici Elena Garoni, medico veterinario esperta in Medicina Comportamentale e Istruttrice cinofila, e Valentina Gottardi, illustratrice, di parlarci del loro libro.

Qual è l’idea dietro questo libro? Qual è il pubblico a cui è destinato?

Elena Garoni: Il titolo è “Guida alla personalità di 40 razze” ma, appena si apre il libro, si scopre che non sono 40 razze, ma sono 36 razze, così come sono chiamate dalla cinofilia ufficiale, e poi ci sono quattro cani un po’ più strani che sono i quattro meticci a cui noi siamo molto affezionati [il cane di quartiere, il cane libero dei villaggi europei, il cane nero dei canili e il cane piccolo degli appartamenti, n.d.R.]. Le persone, quando scelgono un cane — ne sono proprio convinte e nessuno riesce a distoglierle — di solito lo fanno basandosi più sulla morfologia, sulle dimensioni o, come sappiamo, anche partendo da tutte quelle suggestioni che giungono a noi dai media. È sempre più importante, però, per assicurare un minimo di benessere etologico, possedere la primaria conoscenza di quello che i cani desiderano fare e quello che desiderano un po’ meno, al di là del loro aspetto.

Vivere con i cani è stato proprio pensato come un bellissimo libro dove poter guardare dei bellissimi cani, ma anche con l’ambizioso obiettivo di conoscerli, di dare delle piccole indicazioni e, soprattutto, di fare in modo che il lettore possa porre delle domande a se stesso, riflettere sul suo stile di vita e chiedersi «Ma questo cane con me sarà felice? Cosa dovrò cambiare del mio stile di vita per andare incontro ai desideri dell’altro?».

Come avete lavorato per integrare testi e illustrazioni affinché dialogassero?

Valentina Gottardi: Siamo partite, appunto, dialogando. Ho letto i testi per capire il tono e ci siamo confrontate sul tipo di illustrazione, che non doveva essere iperrealistica, ma stilizzata, più digitale, da cui emergesse l’espressione riconoscibile della razza che andavamo a descrivere. Siamo partite con degli schizzi a mano, a matita, vecchio stile, che io proponevo a Elena e a Carlo Tosi di Nomos per decidere la posa. Poi da lì proseguivo con la colorazione e il resto del disegno. Per me il confronto con Elena, che è stata chiarissima nelle sue spiegazioni, è stato arricchente.

Le illustrazioni sono di Valentina Gottardi.

Elena Garoni: È stato un bel lavoro di squadra, l’ho molto apprezzato perché non volevamo in nessun caso — e Valentina è riuscita molto bene in questo — realizzare delle illustrazioni standard, da enciclopedia delle razze, con i cani nella stessa posa, visti di lato, con la testa alta e la coda bella dritta. Sono quasi tutte pose più giocose, libere, rilassate. Questa è stata una sfida bellissima, una collaborazione che normalmente, con il mio lavoro, per me è impensabile. È stato davvero un nuovo regalo che i cani mi hanno donato: avere la possibilità, parlando di loro, di capire anche cosa ci sia dietro un’illustrazione che li raffigura e che sembra così immediata.

Riflettendo su questo viaggio in alcune razze di cane, secondo voi qual è quella che più soffre perché maggiormente fraintesa per quanto riguarda le sue motivazioni?

Elena Garoni: La domanda è molto difficile perché il concetto di adattabilità, chi si può adattare meglio a delle condizioni di vita medie, è interessantissimo e comprende tanti aspetti diversi, cioè la selezione di razza e poi tutto ciò che è anche la crescita e quindi la personalità del cane stesso. Quando mi hai posto la domanda, il primo che mi è venuto in mente è il Chihuahua.

Secondo me i più fraintesi sono i Chihuahua e tutti i cani molto piccoli, che sembra non abbiano bisogno di niente, neanche di appoggiare le zampette per terra, che non abbiano necessità di mettere il naso nelle cose schifose, né di perdersi liberi nei boschi o di prendersi anche qualche rischio, magari avvicinandosi a un cane molto molto più grande di loro. Il Chihuahua, in particolare, non lo immaginiamo più, come lo ha disegnato Valentina, che corre beato con le orecchie per aria, ma ce lo figuriamo in una borsettina o in braccio. Questo è molto triste: sta cambiando quasi la nostra immaginazione sui cani, che inizia a non avere nessun tipo di rapporto con la realtà e con il minimo di scienza che possediamo, quindi la parte etologica.

Le illustrazioni sono di Valentina Gottardi.

Valentina Gottardi: Sono d’accordo anch’io, basandomi sulla mia esperienza personale e non professionale. Ho adottato recentemente un cane per la prima volta e ho iniziato ad andare da un addestratore. Lì mi capita di vedere cani grandi che fanno attività e a cui sono rivolte attenzioni, al contrario di ciò che accade a quelli più piccoli, che vengono presi in braccio e sembra non abbiano bisogno di percorsi educativi o di socializzare con altri cani.

Le illustrazioni sono di Valentina Gottardi.

Qual è, invece, la razza un po’ più fortunata che se la cava meglio anche se incompresa?

Elena Garoni: Il gruppo che potrebbe in teoria adattarsi bene a tutto sono i pastori conduttori. Dal Pastore tedesco fino al Bergamasco, al Briard, al Beauceron e via di questo genere. I Collie, i pastori scozzesi, grandi e piccoli. Certo non devono essere troppo spinti, cioè non troppo specializzati, non troppo selezionati per essere super lavoratori. Però, in loro, i pastori conduttori hanno tutte le motivazioni potenzialmente presenti, un po’ proprio come i meticci, e quindi io credo che loro possano davvero, se ben rispettati e se scelti con grande attenzione, essere dei cani molto adattabili, perché gli piace fare un po’ tutto. E quando ti piace fare un po’ tutto, hai più fortuna, più probabilità di incontrare qualcuno a cui piacciono le stesse cose.

In Vivere con i cani spiegate, con uno stile leggero e con piacevolissime illustrazioni, dei concetti molto importanti per chi accoglie in famiglia un cane, ma anche per coloro che se ne occupano, ad esempio, tra le gabbie dei canili. Cosa significa conoscere la razza (o incroci di razze) e l’individualità di un cane?

Elena Garoni: A noi piace stare con i cani perché sono una sorpresa. Magari sono i figli del tuo cane precedente o fanno parte della stessa cucciolata o di una linea di selezione, ma sono comunque degli individui unici. Sono cani con quelle caratteristiche di quella specie lì e non di altre; non sono neanche noi, noi non apparteniamo alla stessa specie del cane. Questo è un concetto banalissimo che, dal punto di vista applicativo, poi comincia a scricchiolare quando si comincia a pensare «Se a me piace mangiare questa cosa, piace anche a lui» oppure «Se a me piace fare una certa cosa, piace anche lui». È una sovrapposizione, una proiezione che noi operiamo. È essenziale conoscere il cane come specie nella sua diversità, sapere che le persone umane hanno deciso di scegliere chi far riprodurre e chi no e in tal modo costruire questa strana cosa che sono le razze, e comprendere che lì dentro c’è altro ancora.

Riassumendo potremmo dire che c’è una parentesi graffa che contiene la specie, una quadra che riguarda la razza e poi la parentesi tonda in cui c’è l’individuo. Come ha vissuto la gravidanza, quando era nella pancia della mamma? Quali sono state le primissime esperienze con la sua mamma? Ce l’ha avuta questa mamma? Com’era? E c’erano il papà, la zia, i figli, il fratellastro che li ha aiutati a vivere bene? Dove ha vissuto? Quali esperienze ha vissuto? E poi, quando finalmente è entrato in famiglia, lo ha fatto subito o ha subìto quei passaggi che sono una famiglia, lo stallo, il canile, un’altra famiglia, il canile e di nuovo lo stallo? Questa è la storia dell’individuo che, chiaramente, esercita un effetto su quello che il soggetto percepisce, sente, elabora, nel modo in cui si fa le sue idee sul mondo e quindi può anche essere — e questa è la sorpresa meravigliosa — che noi possiamo avere un cane con una faccia da Maremmano, una genetica da Maremmano che, per esempio, ama tantissimo le persone e fa da portinaio dicendo «Dentro, dentro tutti», cosa che di solito non è.

Consiglio di lettura: Cani e personalità: dal punto di vista etologico.

Quali messaggi sperate rimangano in chi leggerà Vivere con i cani?

Valentina Gottardi: Spero ci sia più consapevolezza nelle persone di che cosa comporti avere un cane, che cosa comporti che il tuo vicino abbia un cane e che ci deve essere rispetto reciproco. Per esempio, qui in Trentino, dove vivo, abbiamo il problema della protezione della fauna selvatica dai cani lasciati liberi: queste sono informazioni che le persone dovrebbero conoscere. Poi, purtroppo esistono anche dei paradossi, per cui ti si chiede di adottare un cane per aiutarlo ad avere un futuro migliore, però poi non ci sono strutture dove portarlo, dove liberarlo, e allora non sai come far vivere bene questo cane. Secondo me il libro può aiutare a essere più consapevoli anche di queste situazioni, di queste contraddizioni.

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Consiglio di lettura: Quali sono gli elementi per passeggiare con un cane libero in sicurezza?

Elena Garoni: Da parte mia spero che lasci in chi lo legge la curiosità di saperne di più. Non è pensabile riuscire a raccogliere in una pagina tutte le informazioni su ciascuna razza e quindi mi piacerebbe che questo libro fosse un inizio per poi andare a conoscere di più i cani, con la parola scritta e non solo. Ecco l’altra cosa che mi piacerebbe tanto, che le persone possano cominciare a osservare i cani, a fermarsi e a guardarli prima di mettergli le mani addosso, parlargli, dargli da mangiare. Primo: fermarsi lì, immobili, a guardare tutti i cani. Questo mi piacerebbe molto.

Tutte le illustrazioni sono di Valentina Gottardi.

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Alessia Colaianni

Dottoressa di ricerca in Geomorfologia e Dinamica ambientale, sono poi approdata sulle rive della comunicazione e divulgazione scientifica. Sono diventata giornalista e, un articolo dopo l’altro, mi sono ritrovata a raccontare le storie di animali umani e non umani e dell’ambiente in cui vivono. Sul mio cammino ho incontrato lo sguardo di molti cani e questo mi ha convinta a suonare ai cancelli di Dogsportal per poter curiosare nella loro storia e nel loro comportamento insieme a voi.

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