Voglio lavorare con i cani: come scegliere il percorso giusto tra sigle e settori
CONI, ENCI o Legge 4/2013: guida pratica alle sigle della cinofilia italiana
Chi si avvicina alla cinofilia, prima o poi, si trova davanti a una distesa di sigle: CONI, ENCI, FIDASC, CSEN, APNEC, AIECI, OPES, ASI, AICS e tante altre. A prima vista sembrano tutte simili. Parlano di cani, formazione, tecnici, corsi, tesseramenti, qualifiche. E così nasce la confusione. Proviamo allora a costruirci una bussola per orientarci in questo mare di sigle.
Perché questa bussola serve davvero
Per orientarsi, può essere utile immaginare la cinofilia come un sistema articolato in tre ambiti distinti. Il sistema cinofilo italiano ha tre ambiti di riferimento: quello sportivo, quello allevatoriale e quello delle libere professioni. Da lontano sembrano convergere verso lo stesso punto. In realtà sono tre mondi distinti, anche se confinanti: hanno regole diverse, autorità diverse e perfino percorsi di riconoscimento diversi.
Anche i riferimenti istituzionali cambiano: sull’ambito sportivo campeggia il CONI, su quello allevatoriale l’ENCI, mentre il terzo è governato dalla cornice della libera professione. Il primo ambito conduce alla dimensione sportiva riconosciuta dal CONI. Il secondo porta nel mondo del libro genealogico, della selezione e delle razze. Il terzo è quello in cui si collocano le professioni non organizzate in ordini o albi, disciplinate dalla legge 4/2013. Mescolare questi piani è il motivo per cui tanti corsi, titoli e “federazioni” sembrano uguali quando invece non lo sono affatto. Vediamoli nel dettaglio.
L’ambito sportivo
In questo ambito il riferimento istituzionale è il CONI. Sul suo sito ufficiale sono elencati gli organismi riconosciuti dell’ordinamento sportivo: Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA) ed Enti di Promozione Sportiva (EPS). Oggi, chi vuole capire se una sigla è davvero riconosciuta a livello sportivo non deve affidarsi a brochure, loghi o titoli altisonanti: deve verificare se compare elencato nel sito del CONI.

Qui conviene fare una distinzione semplice ma importantissima. Una FSN è, in sostanza, il soggetto che governa uno sport, o un insieme molto omogeneo di discipline: organizza il sistema tecnico e agonistico, definisce percorsi, qualifiche, campionati e rappresentative e, in generale, governa quella disciplina nel proprio ordinamento. Gli EPS, invece, hanno una funzione diversa: sono enti multidisciplinari. Promuovono e organizzano attività sportive con finalità anche ricreative e formative, dividendosi spesso al loro interno in settori tecnici disciplina per disciplina.
LEGGI ANCHE: Sport cinofili cosa sono, quali sono, a cosa servono e dove iniziare.
Una Federazione governa uno sport e per ogni sport può esserci una ed una sola FSN riconosciuta. Un EPS promuove tanti sport, dividendosi al proprio interno in aree, comparti o settori. Nel mondo cinofilo, la FSN di riferimento è FIDASC, che compare nell’elenco ufficiale delle federazioni del CONI e presenta un ventaglio ampio di discipline di cinofilia sportiva, tra cui agility, hoopers, mantrailing, nosework, obedience, rally obedience, retriever sport, ricerca tartufo, treibball e molte altre.
Sul versante EPS, invece, il nome che pesa di più è senza dubbio CSEN: l’analisi EPS 2024 di Sport e Salute lo colloca al primo posto per ASD/SSD affiliate, e il suo settore Cinofilia dichiara oltre 16 discipline, più di 75.000 iscrizioni a competizioni generate in un anno, 25.000 atleti attivi e oltre 2.300 gare. Anche OPES, AICS, ASI e gli altri EPS riconosciuti appartengono a questo stesso ambito sportivo perché hanno al proprio interno un settore dedicato alla cinofilia e compaiono infatti nel sito del CONI.
L’ambito sportivo è forse quello in cui è più facile perdere la rotta tra le sigle una volta entrati. La ragione è semplice: il mondo della cinofilia ha costruito questo spazio in tempi relativamente recenti, molto più di quanto sia accaduto in discipline sportive che hanno alle spalle una lunga storia e istituzioni ormai sedimentate. Per questo alcuni confini appaiono meno netti, certi ruoli finiscono per sovrapporsi e non sempre, a colpo d’occhio, è immediato capire chi governa davvero cosa.
Ed è proprio qui che serve la massima chiarezza. Sigle come FISC, CIS o FICSS possono avere nomi “federali” o comunque molto autorevoli, ma non vanno confuse con FSN, DSA o EPS riconosciuti dal CONI. Nelle pagine ufficiali del CONI dedicate agli organismi riconosciuti, questi acronimi non compaiono. Poi bisogna distinguere caso per caso: FISC sul proprio sito si definisce APS, ovvero Associazione di Promozione Sociale; FICSS si presenta come ente di secondo livello quindi che collabora con un EPS; CIS si presenta come organizzazione sportiva cinofila che offre affiliazione, tesseramento e, per le ASD, iscrizione al Registro tramite il proprio circuito.
L’ambito allevatoriale e degli addestatori cinofili
Il secondo ambito è completamente diverso. Qui il riferimento centrale è ENCI, che si definisce associazione di allevatori a carattere tecnico-economico e ha il compito di tutelare le razze canine riconosciute come pure, tenere i libri genealogici e i registri anagrafici, regolare la selezione e organizzare manifestazioni cinotecniche.

In questo ambito le parole chiave non sono “attività sportiva”, “settore”, “tesserino tecnico”, ma pedigree, affisso, registro allevatori, delegazioni e verifiche zootecniche. Come per qualsiasi attività zootecnica, il riferimento istituzionale è il MASAF, ovvero il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che vigila sul libro genealogico.
Questo significa che l’ambito allevatoriale non coincide con quello sportivo, anche se a volte i due mondi si sfiorano. ENCI può organizzare prove e anche manifestazioni sportive, ma lo fa dentro una logica che resta genealogica e zootecnica. Il pedigree, per esempio, non è un “diploma di bravura”: è il certificato di iscrizione al libro genealogico. L’affisso non è una qualifica tecnica: è la denominazione dell’allevamento. E le delegazioni territoriali non sono comitati sportivi: sono articolazioni operative del sistema genealogico e documentale. In breve, chi opera in questo ambito deve ragionare in termini di selezione, tracciabilità e razza, non di ordinamento sportivo.
Più precisamente, in questo ambito il soggetto centrale è un’associazione di allevatori che lavora per governare, curare e sostenere la selezione zootecnica del cane di razza.
L’ambito delle professioni
Il terzo ambito è quello delle libere professioni. Qui il quadro di riferimento non è né il CONI né il libro genealogico, ma la legge 4/2013. Questa legge disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi, cioè quelle attività professionali che non hanno un albo pubblico come avvocati, medici o veterinari. Non crea un nuovo albo né abilita in senso stretto la professione, ma stabilisce una cornice di riferimento. Il MIMIT, ovvero il Ministero dell’Impresa ed il Made In Italy che raccoglie queste associazioni in un elenco, chiarisce che il proprio elenco ha finalità informativa e che l’attestato associativo non è comunque requisito necessario per esercitare l’attività professionale.
Le realtà di questo ambito costruiscono, ognuna al proprio interno, un sistema di autoregolamentazione, con associazioni che possono attestare qualità e qualificazione dei servizi dei propri iscritti, senza rendere obbligatoria l’iscrizione a una di esse per esercitare. Ecco perché, in questo ambito, conta molto anche il rapporto con le norme UNI e con la certificazione di terza parte: è un livello ulteriore rispetto al semplice attestato associativo.
Dogsportal.it è libero grazie a te
Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?
In questo ambito si collocano associazioni professionali come APNEC, AIECI e APNOCS, che nei loro siti si presentano come soggetti regolamentati ai sensi della legge 4/2013, con funzioni di tutela dell’utenza, deontologia, attestazione di qualità e aggiornamento professionale. In questo stesso spazio va letta anche la dimensione professionale di FICSS Professional, che si presenta come associazione professionale iscritta nell’elenco ministeriale.
Insomma, questo è l’ambito abitato dai liberi professionisti che si organizzano tra loro creando associazioni. Ognuna di queste associazioni ha il compito di valorizzare i propri iscritti e offrire al pubblico uno standard qualitativo di riferimento a cui gli iscritti stessi devono attenersi.
Come scegliere in quale ambito collocarsi?
La prima cosa da chiedersi, avvicinandosi al sistema cinofilo italiano, è: in quale ambito voglio operare? Una volta dentro, che cosa vorrò fare? In quale contesto vorrò lavorare o crescere? Sono qui per fare gare e attività sportiva? Per allevare o promuovere i cani di razza con pedigree? Per lavorare come professionista sul mercato?
Ognuno di questi ambiti ha regole, strumenti, servizi, agevolazioni specifici per il contesto di cui ciascuno si occupa e, per questo, è importante scegliere in base alle proprie propensioni dove collocarsi, in quale di questi mondi ci si vuole spendere in cinofilia. Finché non si risponde a queste domande, si resta in balia delle etichette e ci si ritrova in un ambito a caso senza aver capito dove si sta andando.
Ma neppure questo basta. Una volta dentro è necessario capire con chi si sta parlando, quali sono i punti di riferimento da cercare e soprattutto quali obiettivi si vogliono raggiungere. Entrare in un circuito grande, inoltre, può avere un vantaggio molto pratico: più eventi, più confronto, più possibilità di spendere le proprie energie dentro una rete ampia. Non è una garanzia automatica di qualità, ma è un fattore reale di spendibilità e di opportunità.
Per non parlare della formazione. Qualora siate interessati a frequentare corsi, dopo aver scelto in quale ambito collocarvi e a quale entità di quell’ambito rivolgervi, sarà necessario conoscere e indagare anche l’associazione o la scuola che concretamente organizza il corso, il curriculum dei docenti, l’esperienza sul campo, la storia della struttura e ascoltare le opinioni di chi quel percorso lo ha già fatto.
Una morale finale
La morale, allora, è semplice e forse anche liberatoria: nella cinofilia italiana non esiste una sola scala di valore, ma tre ambiti distinti. Addestratore, educatore, tecnico, istruttore o allenatore possono perfino sfiorarsi nel linguaggio comune fino ad arrivare a sovrapporsi, ma cambiano senso a seconda dell’ambito in cui ci si è collocati.
Se il lettore impara a chiedersi sempre “sport, allevamento o libera professione?”, metà della nebbia si dissolve. E quando la nebbia si dissolve, le sigle smettono di impressionare e cominciano finalmente a informare.
Ringraziamo un attento lettore di Dogsportal che ci ha mandato questo contributo per aiutare altri lettori a orientarsi in questo mondo.
Va detto però che in Italia esistono poi altre diverse scuole cinofile private e che ad oggi per esercitare la professione di educatore cinofilo\dog trainer o qualsiasi altro ruolo paragonabile basta una partita iva e non vi è obbligo di formazione. Sembra un paradosso ma è così. Tuttavia per fortuna sempre più persone credono nella formazione continua e nella scelta di percorsi strutturati e lontani da metodi violenti.
Per aggiunte e precisazioni: info@dogsportal.it
Sostieni Dogsportal.it con una donazione
Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.
Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni.
Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.
Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏


