Tutte le notizie sul cane

Uccide un cane sulle strisce pedonali e non si ferma

A Castel Focognano una donna stava attraversando regolarmente con il suo cane al guinzaglio. Il furgone li ha centrati e ha proseguito la marcia verso Arezzo. Il sindaco lancia un appello ai testimoni. È il secondo caso in provincia in quattro mesi


Mercoledì 22 luglio, a Rassina, frazione di Castel Focognano, in Casentino. Una donna attraversa sulle strisce pedonali con il suo cane al guinzaglio. Un furgone arriva a velocità sostenuta, diretto verso Arezzo, e travolge l’animale in pieno. Lei riesce a salvarsi ed è stata soccorsa. Per il cane non c’è stato niente da fare.

Il conducente non si è fermato. Non ha prestato soccorso, non ha chiamato nessuno, non ha lasciato un recapito. Ha proseguito la marcia e si è dissolto nel traffico di una statale qualunque, in una giornata qualunque di luglio.

La notizia è emersa solo sei giorni dopo, quando il sindaco di Castel Focognano Lorenzo Remo Ricci ha deciso di rendere pubblico l’episodio e di rivolgersi direttamente alla cittadinanza. Nella sua ricostruzione la dinamica è netta: la donna stava attraversando regolarmente sulle strisce, il cane era al guinzaglio, il furgone viaggiava a velocità sostenuta e dopo l’impatto non si è fermato. “Un episodio grave che va sanzionato”, ha commentato il primo cittadino, chiedendo a chiunque abbia visto qualcosa, o si trovasse nelle vicinanze in quel momento, di contattare la polizia locale con sede a Rassina oppure il Comune. Anche un dettaglio apparentemente insignificante, ha spiegato, può servire a ricostruire la traiettoria e a risalire al mezzo.

L’appello di un sindaco è, in casi come questo, l’unico strumento davvero disponibile. Una strada di paese non ha la densità di telecamere di un centro urbano, un furgone senza segni distintivi è un ago in un pagliaio, e sei giorni sono tanti quando bisogna recuperare registrazioni che spesso si sovrascrivono da sole.

Cosa dice la legge quando un veicolo travolge un cane

Il quadro normativo, in situazioni come questa, si muove su due binari distinti che vale la pena tenere separati.

Il primo è il Codice della strada. L’articolo 189 impone a chi provoca un incidente che coinvolge animali d’affezione di fermarsi e di attivarsi per prestare soccorso. Non è una gentilezza facoltativa, è un obbligo, e la sua violazione comporta sanzioni amministrative distinte a seconda che il conducente non si sia fermato o non abbia prestato assistenza. È la norma che trasforma la fuga in un illecito autonomo, indipendentemente da come sia avvenuto l’impatto.

Il secondo binario è quello penale, e qui la distinzione è più delicata. La legge 82 del 2025, entrata in vigore il 1° luglio dello scorso anno, ha innalzato in modo significativo le pene per l’uccisione di animali, portando la reclusione fino a tre anni e affiancandovi una multa consistente. Ma quella fattispecie richiede il dolo, cioè la volontà di uccidere. Un investimento dovuto a velocità eccessiva e disattenzione, per quanto grave nelle conseguenze, resta fuori da quel perimetro salvo che l’indagine accerti elementi diversi. Al momento, sul caso di Rassina, non risultano indicazioni che facciano pensare a un gesto deliberato: si parla di velocità sostenuta e di mancato arresto, che è già abbastanza.

Quattro mesi fa, a pochi chilometri di distanza

Chi segue Dogsportal ricorderà il lunedì di Pasquetta ad Arezzo, in via dell’Acropoli. Choco, meticcio di quattordici anni adottato da un canile quattro anni prima, camminava con Leonardo Magi. Un SUV arrivò a velocità sostenuta, Magi fece cenno di rallentare, il veicolo si fermò un istante e poi ripartì sterzando verso il cane. Choco morì tra le braccia del suo umano di riferimento mentre l’auto si allontanava senza fermarsi. Ne avevamo scritto qui: [LINK: https://www.dogsportal.it/arezzo-uccide-un-cane-volontariamente-e-fugge-un-pericolo-sociale-ancora-libero/]

Quella vicenda ha avuto uno sviluppo: il 21 aprile gli investigatori della Squadra mobile sono risaliti al veicolo e al suo proprietario, un uomo residente in zona. Dalla morte di Choco è nata anche una fondazione intitolata a lui, pensata per dare voce a chi si è visto uccidere un cane e non ha trovato ascolto.

I due episodi non sono sovrapponibili, ed è corretto dirlo. Nel caso di Choco si parlò fin da subito di un gesto volontario, di una ritorsione contro una persona che aveva chiesto di rallentare. A Rassina, allo stato, siamo davanti a un investimento in un attraversamento pedonale seguito da una fuga. Sono due cose diverse dal punto di vista giuridico e morale.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

Ma c’è un elemento che li unisce, ed è quello che ci interessa di più: in entrambi i casi qualcuno ha deciso di andarsene. Ha visto un corpo a terra e una persona sconvolta accanto, e ha scelto l’acceleratore.

Il punto di vista di Dogsportal

Il gesto di fuggire è la vera notizia, in questa storia. Perché la velocità eccessiva è un errore, e gli errori accadono. Ma fermarsi o non fermarsi non è un errore: è una decisione presa in pochi secondi, a mente lucida, con la scena ancora davanti agli occhi.

E la scena, in questo caso, non conteneva solo un cane. Conteneva una donna che attraversava sulle strisce pedonali. Il furgone ha travolto il cane, ma la traiettoria era la stessa. Se il guinzaglio fosse stato più corto, se lei avesse camminato mezzo passo più avanti, oggi staremmo scrivendo di un investimento mortale con omissione di soccorso su una persona. La differenza tra le due notizie sta in una manciata di centimetri.

È il motivo per cui questi episodi non riguardano solo chi vive insieme a un cane. Chi non si ferma dopo aver travolto un animale, con ogni probabilità, ha già stabilito con sé stesso che fermarsi è un rischio da evitare. La prossima volta il corpo a terra potrebbe essere di qualcun altro.

Sul piano pratico, resta il fatto che gli attraversamenti pedonali nei centri abitati minori sono spesso segnalati male, illuminati peggio e collocati su strade che i mezzi pesanti usano come scorciatoie. La sicurezza stradale di chi cammina con un cane non è una categoria separata dalla sicurezza stradale in generale: è la stessa cosa, vista da un metro più in basso.

L’appello del sindaco Ricci merita di circolare. Chi ha visto un furgone lanciato verso Arezzo mercoledì 22 luglio, nell’attraversamento di Rassina, può ancora fare la differenza. Le indagini sul caso Choco sono arrivate a una svolta proprio grazie a segnalazioni e telecamere private messe a disposizione.

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Dogsportal Redazione

Il team editoriale di Dogsportal.it, coordinato dall'editore e fondatore Rocco Voto, garantisce informazione cinofila verificata grazie al supporto di giornaliste specializzate come Lorena Quarta e Alessia Colaianni e di esperti come Mirko Barrera, Andrea Comini, giornalista e cinofilo e firme storiche come Davide Cardìa. Dogsportal è un hub di cultura che negli anni ha coinvolto i migliori professionisti italiani del settore, producendo oltre 2.000 articoli e centinaia di dirette tematiche per divulgare il benessere del cane con competenza e passione

Dogsportal Redazione ha 2419 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Dogsportal Redazione

Partecipa e incontra gli esperti!

🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy