Educazione cinofila

Scegliere il cane giusto: una decisione che può cambiarci la vita

Una scelta impulsiva può trasformarsi in anni di difficoltà ed a pagarne le conseguenze, non siamo soltanto noi, ma soprattutto il cane. Scegliere un cane è una delle decisioni più importanti che possiamo prendere, eppure è probabilmente anche una delle più sottovalutate. Spesso lo facciamo d’impulso, perché abbiamo sempre desiderato un cane, perché tutti ne hanno uno, perché una determinata razza è diventata di moda o semplicemente perché ci siamo innamorati del suo aspetto. Ma quante volte ci fermiamo davvero a riflettere sulle conseguenze di questa scelta?

Un cane richiede tempo, tanto tempo, denaro, attenzioni e responsabilità, ma soprattutto, potrebbe accompagnarci per i prossimi 10-15 anni, ciò significa che la decisione che prendiamo oggi potrebbe condizionare una parte considerevole della nostra vita. Scegliere il cane giusto può significare vivere 15 anni di straordinaria convivenza. Scegliere quello sbagliato può trasformare gli stessi anni in un inferno, per noi e per lui. E non è un’esagerazione.

Un cane compatibile con il nostro stile di vita, può diventare un compagno straordinario, inserirsi serenamente nella nostra famiglia e accompagnarci nelle attività quotidiane. Un cane incompatibile con le nostre esigenze può invece generare frustrazione, difficoltà gestionali, conflitti e problemi comportamentali che coinvolgono non soltanto il proprietario, ma anche la famiglia e le persone che gli stanno intorno. E non sempre questi problemi possono essere risolti attraverso un percorso educativo, perché a volte il problema è alla radice: quel cane, in quel determinato contesto, non avrebbe mai dovuto trovarsi.

Non scegliamo il cane che vorremmo essere, ma quello adatto a ciò che siamo!!

Uno degli errori che incontro frequentemente nel mio lavoro, è quello di scegliere un cane immaginando che sarà lui a cambiare le nostre abitudini: «Prendo un cane sportivo, così sarò costretto a uscire di più», «Con un cane così comincerò a fare lunghe passeggiate», «Finalmente passerò meno tempo sul divano e più tempo all’aria aperta». Le intenzioni sono ottime, ma le intenzioni non bastano.

Per esperienza professionale, posso dire che raramente le persone modificano radicalmente e stabilmente il proprio stile di vita per adattarlo alle esigenze del cane. Se siamo persone sedentarie, con poco tempo a disposizione e poca voglia di svolgere attività all’aperto, difficilmente l’arrivo di un cane particolarmente dinamico e impegnativo ci trasformerà improvvisamente in sportivi. Molto più probabilmente, dopo l’entusiasmo iniziale, torneremo alle nostre vecchie abitudini.

E il cane? Il cane continuerà ad avere le proprie esigenze, indipendentemente dalla nostra voglia di soddisfarle. Il risultato? Potrebbe essere un animale frustrato, un proprietario insoddisfatto e una convivenza sempre più difficile.

Naturalmente un cane può rappresentare uno stimolo positivo per cambiare abitudini, ma non possiamo basare una scelta così importante esclusivamente sulla speranza che questo cambiamento avvenga. Non dobbiamo scegliere un cane pensando alla persona che vorremmo diventare: dobbiamo sceglierlo valutando onestamente la persona che siamo.

Il carattere prima dell’estetica

L’aspetto fisico è spesso il primo criterio con cui scegliamo un cane, ci piace una determinata razza, la troviamo bellissima e decidiamo che sarà proprio quella a entrare nella nostra famiglia, peccato che la bellezza non garantisce la compatibilità. Dobbiamo valutare le caratteristiche comportamentali, le esigenze di attività fisica e mentale, le predisposizioni della razza, il temperamento del singolo individuo e la compatibilità con il nostro ambiente.

Quanto tempo abbiamo realmente a disposizione? Dove viviamo? Abbiamo bambini piccoli? Quali attività desideriamo condividere con il cane? Quanto siamo disposti a modificare le nostre abitudini? Sono domande che dovrebbero precedere qualsiasi scelta.

Le razze sono state selezionate nel corso del tempo anche per svolgere determinate funzioni, questo significa che possono presentare predisposizioni comportamentali ed esigenze molto differenti, la razza può quindi fornirci indicazioni importanti, pur senza garantire che ogni individuo presenti esattamente le medesime caratteristiche. Ed è proprio per questo che dobbiamo imparare a conoscere non soltanto le razze, ma anche i singoli cani.

Non basta dire: «Voglio un Border Collie», «Voglio un Malinois» oppure «Voglio un Labrador». La domanda dovrebbe essere un’altra: «Questo cane è davvero compatibile con la mia vita?»

Il canile

L’adozione è un’altra possibilità, ma anche in questo caso la scelta deve essere ragionata, l’adozione richiede consapevolezza. Adottare un cane non significa necessariamente portare a casa un animale problematico, esistono cani adulti perfettamente equilibrati, capaci di inserirsi serenamente in una famiglia, senza richiedere particolari interventi educativi. Altri invece possono presentare difficoltà più o meno importanti, legate alla loro storia individuale, alle esperienze vissute, alla mancata socializzazione o alle caratteristiche comportamentali.

Il punto è che non sempre conosciamo tutto di un cane che decidiamo di adottare, anzi spesso vengono presi a scatola chiusa. Immaginiamo una famiglia con bambini piccoli, poco tempo a disposizione e la necessità di lasciare il cane da solo durante alcune ore della giornata. Adottare un cane adulto senza sapere come si comporti con i bambini, se riesca a tollerare la solitudine o come reagisca agli stimoli dell’ambiente potrebbe comportare rischi e difficoltà significative.

Ma non significa che quel cane non debba essere adottato, forse non dovrebbe essere adottato da noi. Significa che dobbiamo capire se quella famiglia rappresenti davvero il contesto adatto a lui.

Per fortuna, molti rifugi e associazioni conoscono bene i cani che ospitano e possono fornire informazioni preziose e quando possibile, incontri preliminari, valutazioni individuali e periodi di conoscenza possono aiutare a ridurre le incognite. Ma bisogna essere consapevoli che una parte delle caratteristiche del cane potrebbe emergere soltanto dopo l’inserimento nella nuova casa.

Adottare non significa semplicemente salvare un cane. Significa assumersi la responsabilità di garantirgli una vita adeguata alle sue esigenze, se vogliano aiutarti quel cane, non possiamo portarlo in un posto dove paradossalmente starebbe peggio!

Le staffette

Poi c’è il cane che arriva con una staffetta: sappiamo davvero cosa stiamo accogliendo? Un discorso particolare riguarda infatti i cani che vengono trasferiti da una regione all’altra, attraverso le cosiddette staffette. Quando l’adozione avviene a distanza e senza un’adeguata conoscenza preventiva, il rischio di trovarsi impreparati può aumentare.

Potremmo accogliere un cane già adulto, con una storia difficile o semplicemente poco abituato al contesto in cui andrà a vivere. Un animale cresciuto in un ambiente rurale potrebbe trovarsi improvvisamente in un appartamento nel centro di una grande città, come accade sempre più spesso. Potrebbe avere paura delle persone, degli altri cani, del traffico, dei rumori o delle situazioni che caratterizzano la vita urbana. Potrebbe non essere abituato a rimanere da solo. Potrebbe richiedere un lungo percorso di adattamento e, in alcuni casi, l’intervento di professionisti qualificati.

Siamo davvero preparati ad affrontare tutto ciò? Per esperienza diretta, vi dico che spesso i futuri adottanti non ne hanno la minima idea. Oppure potrebbe adattarsi perfettamente e diventare un compagno straordinario.

Il problema non è la provenienza del cane, ma la possibilità di valutarne preventivamente la compatibilità con il contesto di destinazione. Chi decide di adottare deve mettere in conto entrambe le possibilità, non possiamo pensare di compiere un gesto generoso senza considerare ciò che quel gesto potrebbe richiederci negli anni successivi.

Se scegliamo di accogliere un cane con caratteristiche o difficoltà che non conosciamo completamente, dobbiamo essere pronti ad affrontare anche situazioni impegnative, dedicandogli tempo, risorse economiche e, quando necessario, intraprendendo un percorso con professionisti competenti. E se sappiamo già di non poter sostenere tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscerlo prima dell’adozione.

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Non è una questione di generosità. È una questione di responsabilità, perchè come scrivevo più su, non tutti i problemi possono essere risolti con l’educazione.

Un altro aspetto che ritengo fondamentale riguarda le aspettative dei proprietari. Spesso si pensa che qualsiasi problema possa essere risolto rivolgendosi a un educatore o a un addestratore.

Certamente, un professionista competente, se si ha la fortuna di trovarlo nei primi tentativi, può aiutare a migliorare moltissime situazioni, fornendo strumenti gestionali, lavorando sulle difficoltà comportamentali e aiutando il proprietario a comprendere meglio il proprio cane. Ma l’educazione non può cancellare le caratteristiche individuali di un animale, modificarne completamente le predisposizioni o trasformare qualsiasi ambiente in un contesto adatto a lui.

Un cane con esigenze particolarmente elevate non smette di averle semplicemente perché il proprietario non è in grado di soddisfarle. Un cane che manifesta profonde difficoltà di adattamento a un determinato ambiente potrebbe non raggiungere mai il livello di serenità che avremmo immaginato. Possiamo lavorare, migliorare, gestire, trovare compromessi, ma non sempre possiamo ottenere ciò che desideriamo.

E allora dovremmo porci una domanda scomoda: perché arrivare a questo punto, quando una valutazione prima dell’acquisto o dell’adozione avrebbe potuto evitare molte di queste situazioni?

La consulenza pre adozione

La consulenza prima dell’arrivo del cane è un investimento troppo spesso ignorato. Quando le persone incontrano difficoltà con il proprio cane, spesso decidono di rivolgersi a un professionista. Ma perché aspettare che si manifestino i problemi? Perché non chiedere una consulenza prima di scegliere?

Un educatore o un addestratore con una solida esperienza, una conoscenza approfondita delle razze e delle diverse tipologie di cani può aiutare una persona o una famiglia a individuare le caratteristiche più compatibili con il proprio stile di vita. Può valutare le aspettative, le possibilità economiche, il tempo disponibile, l’ambiente domestico e le attività che si desiderano condividere. Può aiutare a comprendere quali difficoltà potrebbero presentarsi e quali compromessi sarebbero necessari. Può anche accompagnare nella valutazione di un cane da adottare, collaborando, quando possibile, con il rifugio o l’associazione che lo ospita.

Naturalmente nessun professionista può garantire che una convivenza sarà priva di problemi. Ma una consulenza preventiva può ridurre il rischio di compiere una scelta profondamente incompatibile con le proprie possibilità.

Paradossalmente, siamo disposti a investire cifre importanti per acquistare un cane, per gli accessori e per tutto ciò che riteniamo necessario al suo arrivo, ma spesso non consideriamo l’opportunità di spendere qualcosa per capire se stiamo scegliendo l’animale giusto. Eppure, potrebbe essere proprio quella la spesa più utile.

Scegliere responsabilmente

Credo che su questo tema la cinofilia abbia ancora moltissimo lavoro da fare. Dedichiamo grande attenzione all’educazione, all’addestramento e alla risoluzione dei problemi comportamentali. Ma quanto investiamo realmente nella prevenzione? Quanto parliamo dell’importanza di scegliere il cane giusto prima ancora di portarlo a casa? A mio avviso, troppo poco.

Dovremmo lavorare maggiormente per diffondere una cultura della scelta consapevole, sia quando si decide di acquistare un cane di razza, sia quando si sceglie di adottarne uno. Dovremmo aiutare le persone a comprendere che non esiste un cane adatto a tutti e che non tutte le famiglie sono adatte a qualsiasi cane. Dovremmo smettere di considerare la scelta soltanto una questione di gusti personali, di estetica o di buone intenzioni.

Perché le conseguenze di una scelta sbagliata non ricadono esclusivamente sul proprietario, ma ricadono sul cane, che potrebbe trascorrere anni in un ambiente incapace di soddisfare le sue esigenze. Ricadono sulla famiglia, costretta ad affrontare difficoltà che non aveva previsto. E possono ricadere anche sulla società, quando una gestione problematica produce situazioni di disagio o di rischio.

La vera prevenzione dei problemi comportamentali dovrebbe cominciare prima ancora che il cane entri nelle nostre case!!

In conclusione: scegliere bene è il primo atto di responsabilità

Prima di prendere un cane, fermiamoci a riflettere. Non scegliamolo perché è di moda. Non scegliamolo soltanto perché è bello. Non scegliamolo pensando che cambierà magicamente le nostre abitudini. Non adottiamolo esclusivamente sull’onda dell’emozione, senza aver valutato se siamo davvero in grado di offrirgli ciò di cui ha bisogno.

Cerchiamo informazioni, confrontiamoci con persone competenti, valutiamo le caratteristiche della razza e del singolo individuo, ma soprattutto, siamo sinceri con noi stessi. Perché non stiamo scegliendo un oggetto che, se non dovesse soddisfarci, potremo semplicemente sostituire, stiamo scegliendo un essere vivente che dipenderà da noi per molti anni. E, nello stesso momento, stiamo decidendo anche come trascorreremo una parte importante della nostra vita.

Il cane giusto non è necessariamente quello che ci piace di più, è quello con cui possiamo costruire una convivenza serena, rispettando le sue esigenze e le nostre possibilità.

La scelta del cane non dovrebbe essere il primo problema da risolvere. Dovrebbe essere il primo problema da evitare!

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Mirko Barrera

Addestratore & Formatore Cinofilo

“Cosa faccio? Dove vado? Domande interessanti, a cui da sempre ogni essere umano cerca di rispondere. Per quanto mi riguarda, posso dire di essere un cinofilo a tempo pieno. Sono un addestratore, pratico diverse discipline cinofile, sono docente in diversi corsi di formazione per addestratori, collaboro con negozi di articoli per animali e con Dogsportal.it giro l’Italia per formazione nei pet store.”

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Mirko Barrera

"Cosa faccio? Dove vado? Domande interessanti, a cui da sempre ogni essere umano cerca di rispondere. Per quanto mi riguarda,posso dire di essere un cinofilo a tempo pieno. Sono un addestratore,pratico diverse discipline cinofile,sono docente in diversi corsi di formazione per addestratori,ed ho un negozio di articoli per animali che mi ha ispirato a scrivere questa rubrica!"

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