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La comunicazione del gatto: cane e gatto a confronto

La comunicazione è un pilastro fondamentale nelle interazioni sociali, e ciò vale tanto per l’uomo quanto per le altre specie animali, ma con differenze a volte molto significative.

La comunicazione del cane è un tema molto dibattuto, a volte controverso e sul quale tanto è stato scritto e pubblicato: l’argomento è talmente importante che nessun corso serio per educatore cinofilo lo esclude dalla propria didattica…

Ma cosa sappiamo della comunicazione dei gatti? 

Rispetto al cane, ci sono differenze nel loro modo di comunicare e quindi di relazionarsi tra loro e con noi?

Differenze etologiche e sensoriali

Le divergenze nella comunicazione tra cani e gatti affondano le radici nelle loro differenze etologiche, sensoriali e sociali. Il cane, animale sociale obbligato e gregario, ha sviluppato un sistema comunicativo complesso per mantenere la coesione del branco, regolare i conflitti e definire i ruoli sociali. 

Viceversa, per un animale sociale facoltativo com’è il gatto, nel suo doppio status di predatore e preda, la comunicazione si è sviluppata con il principale scopo di definire e limitare il territorio, proteggersi dagli avversari, ritualizzare i conflitti, accudire la prole, segnalare la disponibilità sessuale e solo secondariamente per creare e coltivare relazioni.

Comunicazione canina: coesione e gerarchia

cane che annusa un gatto.

Nel cane, la comunicazione svolge un ruolo essenziale nella creazione e nel mantenimento della struttura sociale.

Attraverso segnali visivi, uditivi e olfattivi, i cani esprimono stati emotivi, intenzioni e status gerarchico.

Lo scodinzolio, ad esempio, può variare in intensità e direzione per comunicare emozioni diverse, dalla gioia a uno stato di eccitazione meno positivo. Le vocalizzazioni, come l’abbaio e l’ululato, sono utilizzate per comunicare a distanza, mentre i segnali olfattivi, attraverso marcature urinarie e fecali, delimitano il territorio e trasmettono informazioni individuali.

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Comunicazione felina: territorialità e indipendenza

Il gatto, con il suo stile di vita più indipendente, utilizza la comunicazione principalmente per definire e difendere il proprio territorio. Le marcature olfattive, attraverso graffiature e strofinamenti, sono fondamentali per segnalare la presenza e rivendicare il possesso di uno spazioanche senza un’interazione diretta con i suoi interlocutori. La comunicazione inter e intraspecifica passa anche attraverso prossemica, posture, mimica, vocalizzazioni e viene utilizzata per comunicare a distanza ravvicinata.

Interpretazione dei segnali: evitare incomprensioni

Alcuni segnali del cane e del gatto, apparentemente simili, possono esprimere intenzioni molto diverse. Per esempio, l’esposizione della pancia nel gatto può essere un segnale di preparazione al combattimento: le zampe anteriori sono pronte ad afferrare, quelle posteriori a scalciare, la bocca a mordere.  Nel cane, invece, esporre la pancia può essere un segnale di sottomissione, o una richiesta di pacificazione, o ancora una proposta di interazione piacevole con noi.  

Per chi si occupa di gatti, per i professionisti cinofili, ma anche per chiunque decida di condividere la propria vita con un gatto e con un cane, comprendere queste differenze è essenziale per prevenire conflitti, favorire la convivenza, riconoscere e interpretare i segnali: rispettare le peculiarità comunicative di cane e gatto non solo migliora il loro benessere, ma ottimizza la relazione con l’uomo, mediatore spesso inconsapevole di codici interspecifici.

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Manuela Pintore

La Dott.ssa Manuela Pintore si laurea in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano nel 2003 e inizia un percorso professionale che la porta a specializzarsi nella formazione degli adulti. Non abbandona però la sua passione per gli animali, diventa volontaria presso un rifugio che si occupa di cani e gatti e questa esperienza la porta a voler approfondire le sue conoscenze, prima con un corso per operatore di canile, poi con un percorso di specializzazione in educazione cinofila. Continua poi la sua formazione con un corso per diventare rieducatore comportamentale e uno per consulente della relazione felina. Matura una decennale esperienza nella consulenza cinofila e felina che fonde con la sua competenza professionale sviluppata in ambito formativo, proponendo percorsi di formazione rivolti a proprietari e professionisti del settore, sia in presenza che online. Ha svolto docenza nel corso “Conoscere e capire il cane e il gatto” presso l’Università per la Terza Età del comune di Pogliano Milanese e ha condotto la “Rubrica gatti” del programma tv “Prendimi con te news” in onda su diverse emittenti locali di tutto il territorio nazionale. Attualmente continua la sua attività di consulenza felina e di educazione cinofila, è docente presso diverse scuole di formazione per educatori cinofili, organizza webinar informativi e formativi per proprietari ed esperti, ha disegnato una linea di giochi di problem solving per gatti con la collaborazione di SmartDog.

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