Razze canine

Novità in casa barbone: riconosciuta la varietà “altri colori”

Avevamo un barbone in casa e non lo sapevamo! Già, perché nella vicenda del riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Cinologica Internazionale della varietà di barbone “altri colori”, ovvero quella a due o tre colori, c’entra anche un cane italiano, legato alla varietà del barbone altri colori…

Ma andiamo per ordine: questo cane, dal pelo ricciuto, discende dagli antichi cani italiani da acqua e palude e la sua presenza è confermata da testimonianze iconografie che già nel 1700 lo descrivono come cane da riporto nelle grandi aree paludose che allora ricoprivano il nostro territorio, con maggiore diffusione nelle regioni centro settentrionali.

Un po’ come il lagotto romagnolo, circoscritto alle zone del ravennate e delle valli di Comacchio.

La bonifica delle zone stagnanti e paludose ha fatto sì che questi cani a manto ricciuto e pezzato trovassero altre collocazioni. E se il lagotto romagnolo è stato indirizzato alla cerca del tartufo, altri, simili per carattere gioviale e innegabile simpatia, hanno trovato impiego come cani da compagnia, mantenendo inalterati socievolezza e spirito collaborativo. In quei tempi, quando erano in voga gli spettacoli circensi, questi ultimi soggetti trovarono grande spazio in questo ambito e diventarono compagni di gioco e di lavoro di saltimbanchi e acrobati, viaggiando per l’Europa e diffondendosi grazie alla simpatia che suscitavano tra il pubblico. È probabile che proprio attraverso questa via si diffusero in modo particolare in Francia dove, per distinguerli dai cani da lavoro e collocarli sempre più tra i cani di lusso e da compagnia, furono selezionati nei colori solidi, dando vita alla razza francese “caniche”.

Anche i Francesi, comunque, non si sono dimenticati dell’originaria funzione, dal momento che il termine “caniche” deriverebbe da “canard”, ovvero anatra, uno dei selvatici d’elezione nella caccia agli acquatici.

Questa varietà di barbone altri colori è sempre più apprezzata tra gli appassionati di cinofilia.

Di tutti i colori!

In base al numero di colori e alla grandezza delle macchie sono state identificate diverse varietà:

Particolor: cani con sfondo bianco e pezzature colorate; il bianco deve costituire almeno il 50% del mantello.

Phantom: base di colore solido con focature già presenti alla nascita e posizionate esattamente come le classiche focature di un cane nero-focato.

Tuxedo: sciarpa bianca intorno al collo o un bavaglio che deve collegarsi alla pancia doverosamente bianca e scendere lungo le zampe anteriori e posteriori, mentre il resto del mantello è di colore solido.

Sabbia e Brindle: mantelli strettamente legati, molto spesso infatti un cucciolo che nasce brindle (tigrato) diverrà un sable (sabbia) con sfumature nere. Sono colori diluiti con una spiccata tendenza a schiarire negli anni.

Mismark: colore solido con piccole macchie bianche sotto il mento, sul petto, sulla punta delle zampe e a volte sulla punta della coda. Questa colorazione non è stata riconosciuta.

Lo dice il DNA!

È bene precisare che il barbone di tutte queste varietà non è il risultato di un incrocio con altre razze: test del DNA hanno infatti dimostrato che è un barbone a tutti gli effetti, sia dal punto di vista del carattere che quello, non meno importante, della salute.

La particolarità sta nel corredo cromosomico con la presenza di un gene recessivo che non permette né alla pelle né al pelo di prendere pigmento.

Il gene particolor non è comparso all’improvviso, è sempre stato presente nel barbone ma gli allevatori dell’epoca che avevano trasformato un cane da riporto da acqua in un cane da compagnia, privilegiando non solo taglie più piccole ma anche un mantello uniforme, allo scopo di aumentarne l’eleganza. Non dimentichiamo, del resto, che la genetica ha le sue regole indipendentemente dalle preferenze degli allevatori e che i barboni bicolori, in realtà, sono sempre esistiti, solo che un tempo non venivano considerati in riproduzione e nemmeno come pet.

Barbone? Sì, ma italiano!

I barboni bicolori erano allevati da tempo negli States e anche in alcuni Paesi europei, Italia compresa, ma i club di razza si sono mossi in modo diverso.

Il Club du Caniche de France, diventato Club du Caniche, Chien Pluricolore à Poil Frisé et Chiens d’Eau, ha “creato” una razza del tutto nuova, Chien Pluricolore à Poil Frisé con un proprio standard, in attesa di riconoscimento ufficiale.

Diversamente si sono mossi gli allevatori Italiani che invece hanno chiesto aiuto al Club Cani Compagnia affinché il riconoscimento avvenisse all’interno della razza barbone, non quindi come una nuova razza ma come nuova varietà di una razza già riconosciuta, partendo però da un cane italiano con una storia e un passato di tutto rispetto.

Il Club Cani Compagnia è stato quindi incaricato dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana di seguire il riconoscimento a livello nazionale di questi cani che, ricordiamo, per tipo e morfologia sono al 100% barboni.

Sulla base dell’origine delle varie razze di cani a manto ricciuto (e spesso multicolore), nel nostro Paese la storia identifica senza alcun dubbio le valli romagnole come culla di cani con queste caratteristiche. Un unico ceppo originario a cui è stato dato il nome di barbone italiano, di cui è stata stilata una bozza di standard. Con questa denominazione possono essere indicati tutti questi soggetti, che finalmente dopo tanti anni, escono dal limbo per acquisire una propria identità.

Il passo successivo in direzione del riconoscimento è stata la compilazione di un elenco di tutti i soggetti che hanno partecipato ai censimenti fino ad arrivare a una data storica: il 17 dicembre 2022 l’ENCI incarica il CCC di organizzare il primo raduno ufficiale del barbone italiano, che permette ai soggetti ritenuti tipici di essere ammessi alla lista dei capostipiti.

Successivamente questi cani sono stati presentati nei ring d’onore in occasione di altre manifestazioni cinotecniche, mentre è continuato il lavoro di misurazione e prelievo del campione biologico. Con la collaborazione del Club Cani da Compagnia, l’ENCI ha predisposto un Registro, al fine di censire i barboni italiani, entrati come capostipiti e in possesso dell’attestato di appartenenza ricevuto in occasione dei raduni appositamente organizzati dall’associazione specializzata.

Il lavoro portato avanti dagli allevatori di casa nostra, dal CCC e dall’Enci ha contribuito al riconoscimento, da parte della Federazione Cinologica Internazionale e a partire dall’1 agosto 2024, della nuova varietà “altri colori”.

🤍

Dogsportal.it è libero grazie a te

Stai leggendo un contenuto gratuito e senza pubblicità invasiva. Produrre informazione cinofila di qualità ha un costo: ci aiuti a restare indipendenti con una piccola donazione?

A partire da quella data, quindi, tutti i soggetti inseriti nel Registro del Barbone Italiano saranno passati d’ufficio sotto la razza barbone come la sesta varietà di mantello “altri colori” e saranno giudicati e selezionati secondo lo standard numero 172, quello del barbone.

Nuovo barbone, nuovo standard

Nello standard in vigore dall’1/8/2024, oltre ai mantelli monocolore (nero, bianco, marrone, grigio e fulvo) sono stati inseriti i barboni con più colori: 

– Cani particolor, due colori

Predominanza del colore bianco, mentre gli altri sono distribuiti irregolarmente:

Bianco e nero, blu/grigio e bianco, fulvo e bianco, marrone e bianco (alcune macchie possono comparire sulle parti bianche delle gambe o del corpo, ma non sono ricercate).

Predominanza di un colore chiaro con parti bianche sulle zampe, sul petto e talvolta una

maschera sul muso e/o sulla punta della coda (cani con mantello tuxedo).

Dorso color marrone, dorso di colore nero.

Cani con mantello fulvo: (predominanza di un colore, con macchie fulve ben definite di colore

fulvo chiaro): marrone con macchie fulve, nero con macchie fulve. Segni fulvi obbligatori: sopra ciascun occhio, sulle guance e all’interno delle orecchie, sul lato del muso, all’estremità di ciascun arto e all’interno, sul petto, attorno allo scroto nei maschi e attorno alla vulva nelle femmine.

Le macchie fulve non devono essere color carbone o troppo chiare. Qualsiasi macchia

bianca è altamente indesiderabile.

– Tricolore: nero, bianco e marcato di fulvo. Macchie fulve presenti almeno sulle sopracciglia

e intorno allo scroto nei maschi e sulla vulva nelle femmine.

– Altri cani pluricolori: tigrato e bianco, tigrato.

Stesso standard ma qualche differenza

“Essendo una varietà – precisa Pietro Paolo Condò, presidente del CCC – lo standard è identico, anche se va detto che il barbone particolor a oggi presenta in genere l’occhio un po’ più tondo, una diversa arcata zigomatica, una ossatura più sviluppata.

Per quanto riguarda l’altezza la bozza di standard del barbone italiano prevedeva per la taglia toy un’altezza minima di 26 cm con tolleranza di 1cm in meno, lo standard del barbone prevede un’altezza minima di 24 con tolleranza di cm in meno, ma penso si debba puntare alle taglie maggiori, un barbone di appena 23 cm è a mio parere contro natura.

Sono ammessi in certi casi, su richiesta dell’allevatore e indagine genetica sulla trasmissione del bianco da parte di certi soggetti monocolore, al fine di affinare la morfologia e portare la nuova varietà sempre più verso il barbone come lo vuole la FCI, gli incroci tra barboni monocolori e bicolori e l’opera di recupero procede con l’iscrizione ai Registro Supplementare Riconosciuti e l’assegnazione del Certificato di Tipicità.

Un’altra cosa che mi preme sottolineare riguarda la toelettatura, non dovrebbe essere incoraggiata se eccessiva così come va stigmatizzato ogni prodotto o intervento atto a modificare la consistenza del mantello.

Nonostante un passato importante, la storia “ufficiale” del barbone Italiano ha avuto una vita relativamente breve perché, sempre dal punto di vista ufficiale, ormai non esiste più essendo diventato una varietà di barbone, anche se nessuno potrà eliminare le sue origini. È con grande orgoglio, però, che posso dire che se si è arrivati al riconoscimento del barbone a più colori è stato anche grazie al lavoro e alla passione degli allevatori e all’impegno di Enci e Club Cani Compagnia, che ci ha permesso in qualche maniera di convincere i cugini d’oltralpe e la Federation Cinologique International”.

(Nelle immagini soggetti dell’allevamento “I Piccoli Clown di Claudia Resaz)

Sostieni Dogsportal.it con una donazione

Dogsportal.it è un progetto editoriale totalmente indipendente.

Non ospitiamo pubblicità invasive, pay per click o pop-up. La nostra linea editoriale non è condizionata da sponsor o enti esterni. Se trovi utili i nostri articoli, puoi contribuire con una donazione libera. Anche un piccolo gesto fa la differenza per continuare a garantire contenuti seri e accessibili per tutti.

Grazie per essere parte della community di Dogsportal.it 🙏

Nota importante: Il contenuto dei nostri articoli è scritto da professionisti cinofili, veterinari e divulgatori scientifici. Ogni giorno pubblichiamo articoli gratuiti grazie al supporto di sponsor e brand cinofili di qualità. Tuttavia, pur essendo vagliato da esperti del settore, il contenuto non deve mai essere considerato un sostituto di un educatore cinofilo o di un veterinario.

Lorena Quarta

Da sempre appassionata di cani, ha un’esperienza ultra trentennale nel mondo del giornalismo cinofilo in cui si è occupata di ogni settore, dal mondo dell’allevamento a quello dell’agonismo, dagli aspetti caratteriali e comportamentali del cane al suo impiego sportivo e in campo sociale. Ha collaborato con le più importanti riviste del settore e pubblicato cinque libri di argomento cinofilo: "Fido e Dintorni", "Il dizionario della cinofilia", "Il rottweiler", "Il Pinscher" e "La terza vita di Jasmine", la storia della sua cagnolina anziana adottata in un canile, scritto per sostenere la sezione ENPA in cui è dal 2011 volontaria e dove si occupa dell’ufficio stampa e del Progetto Famiglia a Distanza.

Lorena Quarta ha 22 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Lorena Quarta

Partecipa e incontra gli esperti!

Dogsportal Instagram

Annusaci su Instagram! 🐾

Storie, dirette e dietro le quinte. Non perderti il meglio di Dogsportal.

Segui su Instagram
🎓
Scopri i webinar Dogsportal® Academy