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Bart, il pastore belga malinois che ha salvato due bambini sotto le macerie del terremoto in Venezuela

C’è una storia, in mezzo alla devastazione lasciata dai due terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, che merita di essere raccontata con la lentezza che merita. Si chiama Bart, è un pastore belga malinois, e appartiene all’Agrupación Perros de Guerra della Marina argentina. Domenica pomeriggio, mentre il contingente militare argentino si stava spostando verso un altro settore di intervento, è arrivata una richiesta urgente da parte del personale della Protezione Civile venezuelana. In una struttura collassata nello stato di La Guaira, una delle zone più colpite dal sisma, erano stati individuati possibili segnali di vita.

Bart, guidato dal suo conduttore, l’agente civile Cristian Giroti, si è introdotto in un tunnel apertosi tra le macerie. Ha marcato una presenza positiva, il segnale che ogni squadra di ricerca e soccorso aspetta e teme insieme, perché significa che sotto quei detriti c’è qualcuno, ma non si sa ancora in quali condizioni. In questo caso il segnale ha permesso ai soccorritori di orientare correttamente gli scavi e di estrarre vivi due bambini.

Il Ministero della Difesa argentino ha definito l’intervento del binomio “fondamentale” per l’esito del salvataggio, sottolineando che l’operazione è stata riconosciuta anche dalle autorità venezuelane presenti sul posto, che hanno voluto ringraziare formalmente Bart per il lavoro svolto. Anche il presidente argentino Javier Milei ha voluto commentare l’episodio, definendo il cane “orgoglio nazionale”.

Dietro la parola “fiuto” che spesso usiamo con una certa leggerezza per descrivere le capacità olfattive dei cani, c’è in realtà una capacità che nessuna tecnologia è ancora riuscita a replicare con la stessa efficacia in condizioni estreme come quelle di un crollo. I cani da ricerca e soccorso lavorano dove il rumore, la polvere e l’instabilità delle strutture rendono difficile, se non impossibile, l’intervento umano diretto. Individuano tracce di persone vive tra strati di cemento, ferro e polvere, in un ambiente che per un cane addestrato resta comunque fonte di stress e fatica fisica e psicologica, un aspetto che chi si occupa di benessere animale sta iniziando a studiare con maggiore attenzione, proprio perché riconoscere il costo di questo lavoro non è in contraddizione con il valore che ha, anzi lo completa.

La vicenda di Bart si inserisce in un contesto drammatico. Il bilancio dei terremoti in Venezuela, secondo le fonti argentine, supera già le 1.450 vittime e i 3.150 feriti, con migliaia di famiglie sfollate, soprattutto nello stato di La Guaira. Le scosse di assestamento continuano a mettere alla prova le squadre di ricerca, che lavorano in condizioni di rischio costante mentre proseguono le operazioni.

Storie come questa ci ricordano perché continuiamo a raccontare, articolo dopo articolo, il valore dei cani nella vita delle persone e nelle emergenze delle comunità. Bart non ha semplicemente fatto il suo lavoro, ha reso possibile che due famiglie potessero ritrovare i propri bambini vivi. È un episodio che si aggiunge a una lunga tradizione di cani da ricerca e soccorso che, in silenzio e senza clamore, intervengono nei momenti più drammatici che una comunità possa vivere, ed è anche per questo che episodi come questo meritano di essere raccontati con la stessa attenzione che dedichiamo a ogni altra storia che riguarda il legame tra noi e i nostri cani.

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