Daspo cinofilo: altri Comuni seguono l’esempio di Nichelino
Collegno, Moncalieri e Chieri hanno presentato in sede di consiglio comunale mozioni per applicare il provvedimento che tutela i cani dai maltrattamenti e promuove l’educazione cinofila per chi adotta.
IN PIEMONTE SI ALLARGA IL FRONTE DEL DASPO CINOFILO. L’IDEA CHE IN BLACK LIST CI DEBBANO ANDARE I PROPRIETARI E NON I CANI.
Dopo l’approvazione della proposta di Daspo cinofilo da parte del Comune di Nichelino (Nichelino approva il Daspo cinofilo: una svolta nella lotta ai maltrattamenti animali – Dogsportal.it | Blog cinofilo), altri comuni della prima cintura dell’area metropolitana di Torino ne hanno seguito l’esempio. Collegno, Moncalieri e Chieri hanno visto approvate le proprie mozioni che chiedono l’istituzione di una blacklist in cui iscrivere chi è stato condannato o denunciato per reati di maltrattamento verso gli animali e percorsi obbligatori di educazione e formazione cinofila pre-adozione.
Il benessere degli animali come obiettivo comune
Le notizie di cronaca allarmanti e il percorso intrapreso dal Comune di Nichelino hanno spinto i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Andrea Stuppia e Sergio Papa, a presentare una mozione sul Daspo cinofilo, votata all’unanimità durante il consiglio comunale di Collegno dello scorso 26 febbraio. Stuppia commenta: «Sono dell’idea che, se c’è una bella iniziativa, bisogna condividerla più possibile con altri comuni, soprattutto se riguarda gli animali, membri delle nostre famiglie. Siamo stati felici che in consiglio comunale tutti siano stati a favore della mozione, anche perché il Comune di Collegno è già impegnato in azioni per la tutela e il benessere degli animali. Questo è stato un bel segnale». Anche Barbara Fassone, consigliera comunale M5S di Moncalieri, ha visto la sua mozione per il Daspo cinofilo approvata da tutti i colleghi il 27 febbraio scorso, al di là dello schieramento politico: «Ho deciso di portare avanti questa iniziativa perché mi sembrava qualcosa di positivo e per evitare le reiterazioni dei reati sugli animali».
Le difficoltà da superare
Il Daspo cinofilo è stato, quindi, percepito come uno strumento utile per proteggere i cani, per evitare gli abbandoni con una formazione che possa supportare chi desidera prendersi cura di loro e anche per sostenere il lavoro dei canili e l’impegno di volontarie e volontari, poiché la prospettiva è quella di diminuire il flusso in entrata di animali in queste strutture grazie alla promozione di adozioni consapevoli. I consiglieri coinvolti sanno che sarà un cammino impegnativo, ma sono fermamente convinti che sia necessario agire per poter cambiare la situazione attuale, un presente di storie di crudeltà inaudita e numeri elevati di abbandoni. Tra le difficoltà c’è la comunicazione tra le diverse istituzioni che si occuperanno della compilazione e condivisione delle blacklist dei proprietari, «È importante portare a un livello superiore, un livello regionale, questa iniziativa affinché ci sia una lista condivisa» sottolinea Fassone.
Verso una legge regionale?
Sebbene avere una lista di maltrattatori nei diversi comuni sia un inizio per evitare di affidare nelle mani sbagliate un cane in cerca di una casa e di una famiglia, ad esempio questa condizione lascerebbe comunque ampio spazio di manovra a malintenzionati che, segnalati presso gli enti di un determinato paese, potrebbero rivolgersi al canile di un’area limitrofa per impadronirsi di un nuovo animale. Una blacklist regionale arginerebbe questo tipo di problema.
A tal proposito, il documento presentato dai consiglieri Stuppia e Papa chiede anche l’intercessione del sindaco e della giunta di Collegno con il Garante per i Diritti Animali della Regione Piemonte, per promuovere a livello regionale l’introduzione del Daspo cinofilo. Sergio Papa spiega: «Se il provvedimento arriva a livello regionale e, possibilmente, a livello nazionale, è ovvio che sarà meglio rifinito dal punto di vista normativo. In questo modo si scongiurerebbemaggiormente e con uno spettro più ampio la possibilità che ad adottare sia una persona che ha già commesso crimini contro gli animali. Questa è la nostra speranza. Il nostro è un segnale dal basso che ci auguriamo possa smuovere le coscienze e cercare di diventare più capillare possibile».
La speranza è che, a partire da Nichelino, Collegno, Moncalieri e Chieri, questa proposta possa essere presentata da altri comuni e che queste iniziative possano espandersi al di fuori dei confini cittadini e divenire leggi regionali in futuro adottate nell’intera penisola. Papa conclude l’intervista ricordando: «Come abbiamo smesso di fumare al cinema, piano piano riusciremo a raggiungere questo obiettivo. L’importante è andare sempre avanti».
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