Al cane Pug di Hogarth non piace tanto lo stile pittorico del suo padrone..

Chissà? Se i cani dell’arte potessero raccontare la propria storia e anche quella del pittore, sarebbero sicuramente in grado di farlo con un occhio innamorato, ma probabilmente anche in modo sfacciatamente severo…

In forma di dialogo

Tratto dal libro “La mia storia nell’arte. Ritratti di cani memorabili”

di Massimo Pulini

“È una teoria tutta sballata, cerebrale e viziata come tutte le teorie che si piccano di ridurre a uno schema grafico quel che è infinitamente complesso, finendo per ottenere uno stupido gomitolo di filo da quel che era un magnifico tappeto. Bella roba! Proprio come la tua tavolozza, dalla quale hai raschiato il colore per sostituirlo con delle parole. E magari sei anche soddisfatto che la tua linea del Bello, assomigli al verme che ho cagato l’altro giorno.”

“Sei il solito sarcastico, ma questa volta esageri, dovresti saperlo che amo l’ironia sopra ogni altra cosa e anche quando risulto serio lo faccio unicamente per prendermi beffa di tutti, a partire da me.”

“Qui se c’è qualcuno che viene coglionato sono io e so bene che mi hai messo in bella mostra come elemento di contrasto alla tua stessa teoria. La mia vecchiaia fa ridere, mi hai dipinto come un nano di corte che mette di buonumore senza fare nulla, avresti avuto anche il coraggio di vestirmi come un bambino, se solo non mi fossi rifiutato. Da quando poi mi è caduto il canino sinistro inferiore la lingua non la trattengo più e il gioco è fatto, sembro rimbambito più di te, ma scordati che oggi ti porti a fare una passeggiata.”

“Mio piccolo Pugg, non mi permetterei mai di darti una simile offesa, lo sai che nutro per te una stima incondizionata. A chi chiedo consiglio per licenziare le mie opere se non a te? Sei sempre il primo a cui domando un giudizio estetico e stimo la tua logica, cruda e sincera, sopra ogni altra cosa. Ti ho dipinto qui accanto a me, davanti ai libri di Milton, di Swift e di Shakespeare perché da te imparo quanto da loro.”

2CWBH4F The Painter and his Pug ‘ by william Hogarth, 1745. The portrait deliberately projects a guide to the way Hogarth wanted others to think of him. The artist’s painting in informal dress rests on a pile of books labelled (in the finished engraving) Shakespeare, Milton and Swift. William Shakespeare and John Milton were generally acknowledged to be the greatest modern English authors and Jonathan Swift was a vigorous modern satirist. The palette and graver represent Hogarth’s twin roles as painter and engraver and the ‘Line of Beauty’ alludes to his favourite art theory. The only living object in

“Si, rincara pure la dose, se va bene quando morirò ti farai un manicotto di pelliccia con la mia carcassa, come il turbante d’orso che ti ha regalato lo Zar in persona e che porti orgoglioso nella tua testa pelata, ma anche in forma di manicotto continuerò a dire quello che penso dei tuoi quadri. Ti bisbiglierò nel sonno i miei pareri. Ti ho sempre avvisato che faresti meglio a dedicarti alle incisioni, quelle ti vengono meglio, sei troppo ingessato per la pittura. Anche quando ti impegni al tuo massimo, rimani un pittore illustrativo, non più che scolastico, altro che rifarti agli italiani di due secoli fa, ne devi trangugiare di porridge per avvicinarti a loro! Parli tanto di Tiziano, ma quello sì che aveva talento da vendere, era raffinato e viscerale, perentorio ed estremo, anche quando sputava faceva un’opera d’arte.” 

“Pensa pure quel che vuoi e poi non è detto che tu muoia prima di me. Magari mi troveranno stecchito dopo settimane dalla mia morte e ti toccherà mangiare una mia gamba per sopravvivere. Ma tu non farli entrare in casa, abbaia e ringhia fin che puoi, tanto quel che è stato è stato.”

“Non fare il melodrammatico che ti riesce male, a te vengono bene solo le farse popolari. Hai messo anche le poesie di Milton e le tragedie di Shakespeare come zeppe al tuo autoritratto, ma l’unico libro a cui i tuoi sforzi si avvicinano è il Gulliver di Swift, che è parodia e favola, acume politico e leggerezza del racconto. Ma a differenza di Jonathan ti manca il volo, il sogno illuminante. Ci hai provato una volta a volare, c’ero anche io a vederti quando sei cascato dalla terrazza, ma il risultato migliore che hai ottenuto è stata una craniata che è ancora ben visibile nella tua fronte. Caro mio William facciamoci compagnia e stiamo vicini, in questo freddo autunno londinese e speriamo che nessuno prenda sul serio la tua teoria.”

“Ho fatto bene a darti il nome di Trump, sei proprio l’asso di briscola che ci voleva al mio mazzo di carte. Che tu lo creda o meno io passerò alla storia come teorico e come pittore, le incisioni le faccio per vivere e quelle scenette di paese, mi servono per pagare l’affitto. Io sono un teorico della pittura e la storia me ne darà merito.”

“Passerò alla Storia!! Povero illuso, bene che vada passerai alla geografia. Avanti, andiamo a fare questa passeggiata che sta per fare buio.” 

Dogsportal Redazione

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