L’avvocato Giada Bernardi: «Choko non era una cosa. Chi lo ha ucciso ha scelto di non fermarsi»
Mestre, trovato e denunciato l’uomo che ha travolto Choko. L’avvocato Giada Bernardi: «Non è un incidente»
Il cucciolo di bassotto, tre mesi, è stato investito da un monopattino mentre passeggiava al guinzaglio con la sua proprietaria. Grazie alle telecamere comunali la polizia locale ha identificato il conducente, un trentenne, denunciato per uccisione di animale e omissione di soccorso. Il sindaco Venturini: «Il Comune valuta la parte civile».
Ha un nome l’uomo che lunedì 2 novembre a Mestre ha travolto con un monopattino elettrico Choko, un cucciolo di bassotto di appena tre mesi, allontanandosi senza prestare soccorso né all’animale né alla sua giovane proprietaria. Come riporta VeneziaToday, la polizia locale lo ha rintracciato e denunciato: si tratta di un trentenne, che quel pomeriggio trasportava sul mezzo un’altra persona. Su quest’ultima al momento non ci sono conseguenze.
Il conducente è stato individuato grazie alle immagini delle telecamere comunali. Secondo VeneziaToday, è stato denunciato ai sensi dell’articolo 544-bis del codice penale, che punisce chi per crudeltà o senza necessità causa la morte di un animale, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 5 mila a 30 mila euro. Tra le ipotesi di reato segnalate all’autorità giudiziaria c’è anche l’omissione di soccorso. Sono in corso verifiche sulla guida del mezzo elettrico, ma su questo per ora c’è stretto riserbo.
La famiglia è assistita dall’avvocato Giada Bernardi, che rappresenta Choko e la sua “mamma umana” e che abbiamo intervistato.
«Non è un incidente»
«Quanto accaduto a Mestre il 2 novembre non è un incidente», racconta alla redazione di Dogsportal.it l’avvocato Bernardi. «Un monopattino elettrico con a bordo due persone, lanciato ad alta velocità su un camminamento pedonale all’interno di un parco, ha travolto in pieno Choko, un cucciolo di bassotto di appena tre mesi che camminava al guinzaglio accanto alla sua proprietaria. Ed ha fatto cadere a terra la ragazza. I due hanno proseguito imperterriti la corsa, hanno rallentato, si sono voltati a guardare ciò che avevano fatto e se ne sono andati, senza prestare alcun soccorso né alla donna né all’animale. Choko è morto pochi minuti dopo in clinica a causa ed in conseguenza delle lesioni riportate nell’impatto».
«Una condotta consapevole e deliberata»
«Chi guidava aveva piena visibilità del percorso e ha scelto di non fermarsi, né prima né dopo. Per noi questa non è disattenzione: è una condotta consapevole, deliberata, connotata da totale disprezzo per la vita altrui, umana e animale. E da un dolo tanto evidente quanto incontestabile».
I reati ipotizzati
«Nei fatti denunciati ravvisiamo anzitutto il delitto di uccisione di animali previsto dall’art. 544-bis del codice penale, con tutte le aggravanti, in primis quella dei futili motivi. A questo si aggiungono i reati commessi contro la mia assistita, investita e abbandonata a terra, compresa l’omissione di soccorso, e le violazioni del Codice della Strada, che obbliga a fermarsi e a soccorrere anche gli animali feriti».
«Denuncia nei confronti degli autori è stata già presentata e seguiremo il procedimento in ogni sua fase e ci costituiremo parte civile».
«Un reato è un reato»
«Sono agghiacciata da alcuni commenti letti sui social che arrivano quasi a giustificare il gesto con la diversa cultura dei suoi autori. Un reato è un reato. Un orrore come questo non trova ragione né giustificazione alcuna. E non è una questione di razza, religione o nazionalità, ma di totale mancanza di empatia, di rispetto e di civiltà».
«Choko non era una cosa»
«Choko non era “una cosa”: era un membro della famiglia, e la legge oggi lo riconosce espressamente. Chiediamo giustizia per lui e per la sua padroncina, devastata dal dolore».
Il sindaco: «Il Comune valuta la parte civile»
Anche il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha condannato l’episodio. Ecco le sue parole riportate da VeneziaToday: «Suscita profonda indignazione non solo per la perdita del piccolo Choko, ma anche per il comportamento di chi lo ha investito e si è allontanato senza prestare aiuto». Il sindaco ha spiegato di aver chiesto agli uffici comunali di verificare se ci siano i presupposti giuridici perché anche il Comune si costituisca parte civile. Ha annunciato inoltre più controlli sull’uso dei monopattini, che a suo dire «non possono tramutarsi da veicoli di mobilità sostenibile a mezzi che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone e degli animali».
La proprietaria di Choko ha ringraziato la polizia locale e la città per la solidarietà ricevuta. Alla testata veneziana ha detto di non volere vendetta: «Mi sarebbe bastata una loro parola di conforto e vicinanza».
Fonte degli aggiornamenti sulle indagini e delle dichiarazioni del sindaco: VeneziaToday
Hai già letto la Rassegna Zampa di oggi? Le notizie cinofile più importanti selezionate per te.
Leggi l'edizione del 05/11: Rassegna Zampa 5 novembre: cane salvato a Brindisi, nuovi canili e le altre notizie





