Olbia, Zeus ucciso a fucilate: la famiglia denuncia anche le minacce
Il cane aveva tre anni. Secondo la denuncia rilanciata dalla LIDA, un uomo armato avrebbe sparato nel terreno di casa e minacciato il suo umano di riferimento. Disposta l’autopsia, l’associazione annuncia assistenza legale.
Zeus aveva tre anni ed era appena rientrato a casa con il suo umano di riferimento. La mattina dell’8 ottobre, in località Su Trambuccone, nell’agro di Olbia, è stato ucciso a colpi di fucile. La famiglia denuncia anche di aver subito minacce con la stessa arma. A raccogliere e rendere pubblica la vicenda è stata la LIDA di Olbia, che ha annunciato il proprio sostegno legale.
Secondo la ricostruzione dell’associazione, riportata da Gallura Oggi, un uomo armato si sarebbe introdotto nel terreno recintato vicino all’abitazione. Zeus avrebbe iniziato ad abbaiare; l’uomo avrebbe lanciato delle pietre e poi sparato contro di lui.
Nel racconto affidato a La Nuova Sardegna, l’umano di Zeus riferisce di aver visto esplodere due colpi e di aver assistito al tentativo di trascinare il corpo del cane verso un canalone. Quando ha urlato, aggiunge, l’uomo gli avrebbe puntato contro il fucile, minacciandolo. È la testimonianza della famiglia, sulla quale dovranno fare chiarezza le indagini.
Gli accertamenti e il sostegno della LIDA
La Nuova Sardegna riferisce che, dopo l’allarme, sono intervenuti i Carabinieri e che il corpo di Zeus è stato sequestrato dall’ASL Gallura per l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria.
La LIDA ha annunciato assistenza legale alla famiglia e l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento. L’associazione chiede inoltre la revoca del porto d’armi e la confisca delle armi. Si tratta delle richieste avanzate dall’associazione: le fonti consultate non danno conferma che questi provvedimenti siano stati adottati.
Gli altri casi raccontati da Dogsportal
Nei giorni scorsi abbiamo riportato la notizia della pinscher uccisa da colpi d’arma da fuoco durante una passeggiata. Anche negli anni precedenti il nostro archivio ha raccolto vicende di cani colpiti da armi da fuoco, con circostanze e sviluppi differenti.
Nel dicembre 2023 abbiamo seguito il caso di Argo e Fiamma, i due cani del Rifugio Lago Verde uccisi in Val Germanasca, raccontando anche l’identificazione di un cacciatore da parte dei Carabinieri. Nello stesso mese abbiamo scritto di Oreste, il cane lupo cecoslovacco ucciso a Palaia durante una passeggiata, che secondo la ricostruzione pubblicata allora era stato scambiato per un lupo.
Sono precedenti che richiamano il tema della sicurezza e della responsabilità nell’uso delle armi. Non permettono, da soli, di misurare un aumento degli episodi né di attribuire a tutte queste morti la stessa dinamica.
Nel caso di Zeus, la denuncia descrive una violenza che avrebbe coinvolto anche la persona con cui viveva. Se confermata, la sequenza delle pietre, degli spari e delle minacce renderebbe ancora più evidente la gravità dell’accaduto. L’accertamento delle responsabilità riguarda quindi la morte del cane e quanto la famiglia riferisce di aver subito dentro il proprio spazio di vita.
Per chi vive con un cane, quella perdita interrompe abitudini e relazioni quotidiane. Merita attenzione anche quando la notizia smette di circolare. Seguire questi casi significa tornare sugli esiti delle indagini e sugli eventuali provvedimenti, con la stessa cura riservata alla denuncia iniziale.
Fonti: La Nuova Sardegna, 11 ottobre 2026; Gallura Oggi, 10 ottobre 2026; archivio Dogsportal.it.
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