Private Label Pet Food: nel 2026 la marca del distributore punta alla qualità assoluta. Previsioni al 2035
Siamo entrati nell’anno della consacrazione per le Private Label. Secondo l’analisi di Future Market Insights, la corsa dai 2,5 miliardi del 2025 ai 12 miliardi del 2035 è già iniziata. Ecco come cambia la spesa per i nostri cani.
Il 2026 si apre confermando una tendenza che sta ridisegnando gli scaffali dei pet shop e della grande distribuzione in tutto il mondo. Quella che fino a pochi anni fa chiamavamo “sottomarca” o scelta economica, oggi è diventata il motore dell’innovazione. Partendo da un valore di mercato che nel 2025 ha toccato i 2,5 miliardi di dollari, il settore del Private Label (la marca del distributore) ha ingranato la marcia verso l’obiettivo dei 12,2 miliardi nel 2035. Una crescita strutturale del 17% annuo che risponde a una domanda precisa dei consumatori di oggi: qualità “premium” senza il sovrapprezzo del brand famoso.
Cosa sta succedendo nel carrello (e nella ciotola)
Se guardiamo alle nostre abitudini di acquisto di quest’anno, notiamo che il pregiudizio è caduto. Acquistare il sacco di crocchette con il logo della catena di negozi non è più un compromesso al ribasso. Le insegne della distribuzione, forti dei risultati del 2025, stanno investendo massicciamente in due direzioni: controllo della filiera e tecnologia. Oggi, chi sceglie la marca del distributore trova sempre più spesso formulazioni Grain Free, monoproteiche o funzionali che non hanno nulla da invidiare ai grandi nomi dell’industria. Le catene sono diventate “editori” del pet food: dettano le ricette ai produttori e tagliano i costi superflui (marketing e pubblicità globale) per tenere il prezzo competitivo sullo scaffale.
Il trend del momento: Snack e Integratori
Se l’alimento completo (la pappa base) copre ancora il 58% del mercato, il vero boom che stiamo osservando in questo 2026 riguarda i prodotti complementari. Il 28% del mercato è ormai conquistato dagli snack, mentre il 14% riguarda supplementi e integratori. È qui che la marca del distributore sta giocando la partita più interessante: offrendo masticativi naturali, oli per il pelo e supporti articolari a marchio proprio, rendendo accessibile a tutti quel livello di cura “veterinaria” che prima era un lusso per pochi.
La mappa della produzione
Ma da dove arriva questo cibo? La geografia produttiva si sta evolvendo rapidamente. Mentre Europa (con la Germania in testa) e Nord America restano i garanti della qualità per le linee Premium e Super-Premium grazie a stabilimenti ad alta tecnologia, nuovi poli stanno emergendo. L’Asia-Pacifico e l’America Latina stanno diventando hub strategici per la produzione, permettendo di mantenere i costi contenuti nonostante l’inflazione globale.
Una scelta intelligente
In questo scenario in evoluzione, il consiglio per i proprietari è di guardare oltre il logo. Nel 2026, la “Private Label” è una scelta matura. Leggere l’etichetta resta l’unica regola valida: molto spesso scoprirete che quel prodotto a marchio del negozio esce dalle stesse linee produttive dei marchi più blasonati, offrendo al vostro cane la stessa nutrizione, ma con un occhio di riguardo al portafoglio.
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