“Zero cani in canile”: il modello Vieste contro il randagismo (e martedì 19 maggio ne parliamo in Academy)
Vieste fa sul serio. Il progetto “Zero cani in canile”, promosso dal Comune attraverso l’Assessorato al Benessere Animale, ha intensificato le attività di controllo sul territorio con una task force che opera settimanalmente per contrastare il randagismo e verificare il rispetto delle norme sulla detenzione degli animali.
Il gruppo di lavoro coinvolge il Nucleo Carabinieri Parco, il Nucleo Tutela Animale della Polizia Locale e i volontari della GEV. Le pattuglie congiunte operano sia nelle aree urbane che nelle zone rurali, con un obiettivo chiaro: responsabilizzare chi vive insieme a un cane, promuovere la microchippatura, prevenire le gravidanze indesiderate e garantire condizioni di detenzione dignitose.
Un contesto che preoccupa: i cani da caccia senza chip
I controlli sono stati intensificati anche a seguito di un ritrovamento che ha acceso più di un campanello d’allarme: alcuni cani da caccia al cinghiale, trovati con le code tagliate e privi di microchip, fanno ipotizzare attività di bracconaggio. Un segnale che va ben oltre il tema del randagismo e che chiama in causa responsabilità precise, anche sul piano penale.
Le regole in vigore a Vieste
L’ordinanza comunale e la normativa vigente prevedono obblighi precisi per tutti coloro che vivono con un animale nel territorio di Vieste. Chi trova un cane nella propria proprietà è tenuto a fare segnalazione scritta presso la Polizia Locale entro 72 ore dal ritrovamento; se decide di adottarlo, ha diritto a ricevere gratuitamente dalla ASL microchip, vaccino e sterilizzazione.
Tutti i cani e i gatti di proprietà devono essere microchippati entro 30 giorni dal possesso ed entro 60 giorni dalla nascita, indipendentemente dal luogo in cui vengono tenuti, che si tratti di un appartamento, di una campagna o di un gregge da custodire. La nascita dei cuccioli va dichiarata per iscritto alla Polizia Locale entro 20 giorni dal parto.
Tra i divieti in vigore: cedere animali non microchippati, tenerli alla catena, confinarli in balconi, garage o spazi ristretti senza possibilità di interazione sociale, vendere cani di razza senza microchip e pedigree, tagliare code e orecchie. La sterilizzazione, pur non essendo obbligatoria, è fortemente raccomandata per prevenire nascite indesiderate e abbandoni.
Dogsportal a Vieste, una storia che conosciamo bene
Per noi di Dogsportal, Vieste non è solo una notizia. È un territorio che abbiamo visitato più volte come redazione, e dove abbiamo avuto il privilegio di incontrare Francesca Toto, protagonista e portavoce del progetto Zero Cani in Canile (LNDC Vieste) e voce autorevole sul tema dei cani liberi del territorio. Un luogo e una realtà che raccontano cosa significa lavorare ogni giorno per il benessere animale lontano dai riflettori, con pochi mezzi e molta determinazione.
Martedì 19 maggio alle 21:00 su Dogsportal Academy: partecipa al talk
Proprio per questo siamo felici di annunciare che Francesca Toto sarà ospite di Dogsportal Academy martedì 19 maggio 2026 alle 21:00 per un talk gratuito dal titolo “Randagismo, cani liberi e cani del territorio: capire il fenomeno oltre gli stereotipi”. Un incontro pensato per andare oltre le semplificazioni e osservare questa realtà complessa con più consapevolezza, rispetto e competenza.
Si parlerà di cosa significa davvero randagismo al Sud, di cani liberi, di quartiere e del territorio (e delle differenze tra queste figure), di come comportarsi durante l’incontro con un cane libero, di quando intervenire e quando fermarsi, e del modello Vieste: i risultati raggiunti, i limiti incontrati, le responsabilità in campo.
L’evento è riservato agli iscritti a Dogsportal Academy.
Per iscriversi e per tutte le informazioni sull’evento: Dogsportal Academy
Il punto di vista di Dogsportal
Il progetto “Zero cani in canile” di Vieste è un esempio concreto di come un’amministrazione possa affrontare il tema del randagismo con strumenti strutturati e una visione di sistema, coinvolgendo forze dell’ordine, volontari e cittadinanza in un percorso comune. La scoperta dei cani da caccia con code tagliate e senza chip aggiunge però una dimensione più oscura, che riguarda non solo il benessere animale ma anche la legalità di certe pratiche venatorie. Monitorare, documentare e raccontare queste realtà è esattamente il compito che sentiamo nostro. Lo faremo anche il 19 maggio, insieme a chi questo lavoro lo fa sul campo ogni giorno.
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