Alimentazione del cane

I cani inglesi saranno i primi a mangiare carne coltivata in Europa.

Il Regno Unito ha segnato un passo coraggioso diventando il primo Paese europeo a introdurre la carne coltivata come alimento per cani.

Questo cambiamento, annunciato da Meatly, rappresenta una svolta significativa non solo per l’industria alimentare, ma anche per l’ecosistema globale.

Meatly, una società britannica nel settore della carne coltivata, ha ricevuto il via libera per iniziare la produzione e la vendita di carne coltivata per cani. La loro tecnologia consente di coltivare cellule di pollo in laboratorio, trasformandole in alimenti per animali domestici.

Owen Ensor, CEO di Meatly, «Siamo i primi in Europa e i quarti nel mondo a ricevere il via libera per il commercio di carne coltivata»

Il mercato globale del cibo per animali è in costante crescita.

Le stime indicano un incremento del 5% quest’anno, superando i 151 miliardi di dollari di fatturato.

Con sempre più persone che scelgono di adottare animali domestici, i costi di mantenimento sono diventati una considerazione importante.

Secondo una ricerca del 2019 di Federconsumatori, mantenere un cane di taglia media o grande può costare tra 1.630 e 2.421 euro all’anno nel primo anno di vita e tra 1.427 e 2.160 euro negli anni successivi

Impatto ambientale dei cani

Oltre ai costi economici, i cani hanno un’impronta ecologica significativa.

Secondo Andrew Knight, professore di veterinaria alla Murdoch University, un cane di taglia media ha un’impronta ecologica comparabile a quella di una persona.

Nel 2020, negli USA, cani e gatti hanno consumato il 20% del bestiame allevato, una cifra che globalmente nel 2018 si attestava al 9%.

Soluzioni sostenibili

Il cibo per cani prodotto a partire da carne coltivata offre una soluzione a diversi problemi ambientali.

Questa tecnologia può ridurre significativamente l’impatto ecologico degli animali domestici. Ensor sottolinea che, «Invece di uccidere 50 miliardi di polli l’anno, potremo produrre una quantità infinita di carne a partire da un solo uovo».

Questo approccio non solo punta a diminuire il numero di animali allevati e macellati, ma riduce anche le emissioni di gas serra e l’uso delle risorse naturali.

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Il dibattito sulla carne coltivata in Europa

Italia e Francia

Il dibattito sulla carne coltivata è acceso in Europa. L’Italia ha recentemente approvato una legge che vieta la produzione, il consumo e la commercializzazione di carne coltivata. La Francia ha espresso posizioni simili, con il Primo Ministro che ha dichiarato che la carne sintetica non è in linea con la tradizione culinaria francese.

Spagna

La Spagna, al contrario, ha abbracciato questa innovazione. A San Sebastián è in costruzione la più grande fabbrica di carne coltivata d’Europa, riflettendo un approccio più aperto e progressista rispetto ad altri Paesi europei.

Regno Unito post-Brexit

L’approvazione del commercio di carne coltivata nel Regno Unito è stata facilitata dalla Brexit, che ha permesso al Paese di adottare normative più flessibili rispetto all’Unione Europea. Linus Pardoe del Good Food Institute ha commentato che «l’Europa si sta tagliando fuori dall’innovazione».

L’introduzione della carne coltivata per cani nel Regno Unito rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile e tecnologicamente avanzato. Questa iniziativa non solo risponde alle esigenze del mercato, ma affronta anche importanti questioni ambientali, posizionando il Regno Unito come leader nell’innovazione alimentare.

L’impatto di questa tecnologia potrebbe ridefinire il nostro rapporto con l’alimentazione degli animali domestici e rappresentare un modello da seguire per altri Paesi.

Staremo a vedere!

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