63ª Edizione del Premio Internazionale Fedeltà del Cane a San Rocco di Camogli: tutte le storie.
Venerdì 16 agosto alle ore 16.00, l’affascinante località di San Rocco di Camogli ospiterà la 63a Edizione del Premio Internazionale Fedeltà del Cane.
Questo evento, ormai storico, rappresenta un tributo commovente alla profonda connessione tra Cane e Uomo, un legame che noi di Dogsportal.it abbiamo sempre celebrato con grande passione.
L’edizione di quest’anno si annuncia particolarmente emozionante, con storie straordinarie di cani che, spinti unicamente dall’amore, hanno compiuto atti di eroismo e coraggio. Tra i protagonisti ci saranno anche quattrozampe che, nei rispettivi ruoli, offrono un contributo inestimabile alla collettività, supportando persone in difficoltà e offrendo conforto in momenti di crisi.
Una delle novità di quest’anno è l’attenzione riservata ai cani professionisti della Pet Therapy, con particolare focus su un progetto innovativo unico in Italia. Questi cani dimostreranno ancora una volta quanto sia vitale la loro presenza, soprattutto in contesti delicati e complessi.
Tra le tante storie premiate, spicca quella di un cane dell’esercito italiano che ha compiuto un lavoro eccezionale, superando persino le aspettative del suo addestramento, collegato a un tragico evento di recente attualità.
Il Premio riconoscerà il valore della fedeltà dei cani e la bontà degli esseri umani, attraverso testimonianze che incarnano i valori fondanti della manifestazione: promuovere e alimentare la cultura della responsabilità e del rispetto per la vita.
Durante l’evento, verranno anche presentati i vincitori del concorso “Un cane per amico”. L’ingresso è libero e aperto a tutti coloro che desiderano celebrare questa straordinaria manifestazione.
La curatrice e presentatrice dell’evento sarà Sonia Gentoso, mentre l’ospite d’onore sarà Morten Thorsby, calciatore norvegese del Genoa, noto per il suo impegno animalista e ambientalista.
L’Associazione Valorizzazione Turistica di San Rocco di Camogli Aps, organizzatrice del Premio, ringrazia il Comune di Camogli e i numerosi sponsor e partner che hanno reso possibile questa edizione.
Godiamo insieme di queste meravigliose storie…

BOWIE, pastore belga malinois, HAPPY, australian shepherd e KAPPA, border collie, rispettivamente di 7, 5 e 8 anni, appartengono al Nucleo Cinofilo Regionale Liguria – Vigili del Fuoco; Bowie ha salvato la vita di un novantenne caduto in un dirupo e ha trovato, insieme ad un’altra unità cinofila, un ragazzo vivo sotto le macerie di una palazzina crollata; Kappa è stata determinante nel ritrovamento di un’anziana malata di Alzheimer e Happy ha compiuto il suo primo ritrovamento
Il Nucleo Cinofilo Regionale Liguria dei Vigili del Fuoco si compone attualmente di dieci Unità Cinofile; una squadra che ha dato prova della costante e aggiornata preparazione, sempre e tanto più nelle operazioni di soccorso a seguito delle tragedie che hanno segnato l’Italia, dal terremoto di Amatrice al crollo della Torre Piloti di Genova fino alla tragedia del Ponte Morandi.

Kappa, border collie con grande esperienza, è intervenuta sia nella valanga di Rigopiano che nella catastrofe del Ponte Morandi. Tra i tanti e vari interventi compiuti, il lavoro di Kappa è stato determinante nel ritrovamento, in buone condizioni di salute di una donna anziana malata di Alzheimer, che durante una passeggiata con la figlia si era persa sul monte Faudo ad Imperia, a fine maggio.
Bowie, invece, conta nel suo percorso di cane soccorritore due interventi molto importanti: il ritrovamento di un anziano caduto in un dirupo sulle alture di Lavagna e, nell’agosto dello scorso anno, la segnalazione di un ragazzo in vita sotto le macerie della palazzina esplosa a Soldano in provincia di Imperia. Per il novantunenne, che aveva passato tre notti all’addiaccio, si erano mobilitati squadre dei Vigili del Fuoco, specialisti coi droni, Soccorso Alpino, ma a fiutare una traccia e a seguirla con determinazione, salvandogli così la vita è stato Bowie. Nel sito della palazzina esplosa per una probabile fuga di gas, un ragazzo francese, rimasto sepolto sotto le macerie, è stato recuperato vivo grazie al lavoro di Bowie e di un suo “collega a 4 zampe”.
Per Happy, infine, dopo numerosi interventi in Liguria e fuori Regione, il primo ritrovamento è stato quello di un signore che non aveva fatto ritorno a casa da qualche giorno e che è stato intercettato proprio sul monte di Portofino, più precisamente sul sentiero verso Punta Chiappa. Per Denis, Happy è il primo cane da ricerca; entrambi sono partiti da zero, crescendo insieme e Denis, grazie a Happy, si è appassionato a questo lavoro.

«Il lavoro premia sempre! – dice Rocco Tufarelli, responsabile operativo del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria dei VVF – Ringrazio soprattutto i nostri cagnoloni che giocando ci danno un aiuto insostituibile. Noi e i cani siamo una squadra. Senza di noi loro non vanno da nessuna parte, senza di loro non ci andiamo noi».
Giorgio Aicardi con BOWIE e Mirko Gianuzzi con KAPPA, Comando di Savona; Denis Bianchi con HAPPY, Comando di Imperia
CHARLOTTE, incrocio tra jack russel terrier e golden retriever di 4 anni, ha sventato un furto nell’appartamento sopra il ristorante del suo padrone, custodendo la sua casa e proteggendo l’incolumità della sua famiglia

Charlotte, una cagnolina dolce, quanto attenta, è nota nella sua Bellagio, perla del lago di Como, come “il cane dello Chef”. Il suo padrone, descrivendo il profondo affetto che lo lega a Charlotte, racconta di tutto il tempo vissuto insieme, delle esperienze condivise, dalla cura mattutina dell’orto, alla ricerca di funghi e tartufi. «Anche quando organizzo la ricerca dei tartufi con i clienti del mio ristorante – dice Luigi – è sempre lei ad indicare la strada, è bravissima». Ma oltre che per questa sua grande passione, Charlotte si è distinta per aver saputo custodire il proprio territorio.
Quella sera era stata lasciata aperta una finestra nell’appartamento sopra il ristorante dove vive Flora, la mamma di Luigi. Charlotte era in casa come d’abitudine, e non appena sentito qualcuno avvicinarsi alla finestra, lei, che intuisce sempre se una persona è o meno in buona fede e comunque riconosce chi sta arrivando, ha capito che qualcosa non andava. Presumibilmente i malviventi erano due, di cui uno è entrato e l’altro è rimasto fuori, ma con certezza si può affermare che Charlotte sia scattata immediatamente in azione abbaiando e conseguentemente avrebbe reagito mordendo la persona che aveva cercato di farle del male. Luigi, allarmato dall’abbaiare di Charlotte, è salito nell’appartamento, dove ha trovato un po’ di disordine e qualche goccia di sangue sul pavimento. Nel frattempo i ladri, a mani vuote, si erano dileguati, prima del sopraggiungere delle forze dell’ordine e non dovevano neppure essere degli sprovveduti per il modo in cui sono riusciti ad evitare le telecamere. Convinti di poter agire indisturbati, dato l’orario e il ristorante in piena funzione, i malviventi sono stati sorpresi da Charlotte. Grazie a lei tutto si è risolto per il meglio, preservando la proprietà e l’incolumità della sua famiglia. La giornata tipo di Luigi e Charlotte li vede sempre insieme; Charlotte lo segue pure quando Luigi deve andare col camion in regioni italiane molto lontane. E’ un grande affetto per tutta la famiglia, motivo per cui gode di infinite coccole. «Charlotte – conclude Luigi – è una compagna spontanea e fedele, che condivide con me belle passioni e che adora nuotare nel lago, per cui spesso si sporca ed è un pò complicato farla ritornare bianca, ma lei, candida e pulita lo è sempre… da qui il soprannome di “zanna bianca”».
Luigi Gandola, Bellagio, Como
EOWYN, incrocio tra pastore australiano e setter irlandese di 7 anni, continuando a muoversi all’interno del furgone, ha fatto dondolare la tenda soprastante, dove i padroni si erano sistemati per la notte, riuscendo così ad avvertirli dell’incendio che da lì a poco distruggerà ogni cosa e quindi a salvare loro la vita

Eowyn, un cane docile, affettuoso e molto attivo, ha tutte le caratteristiche del cane da pastore. La sua convivenza con un lagotto e un gatto, infatti, e le passeggiate con l’amico preferito, un cane giocherellone esuberante, che ripetutamente Eowyn cerca di frenare, la portano sempre a tenere unito il suo gregge, redarguendo chi si allontana dal percorso o dal gruppo di umani e a controllare molto attentamente, anche dalla finestra di casa, chi si avvicina al suo territorio. I giri in macchina, guardando fuori dal finestrino, sembrano essere il massimo per Eowyn e se poi questo coincide con la partenza per una nuova avventura, ancora meglio.
Ed è proprio in una di queste vacanze con il loro furgone semicamperizzato, in cui Michela, Filippo ed Eowyn hanno condiviso ogni attimo di felicità, ogni cosa di quel grande patrimonio naturaledella Bretagna, che Eowyn ha dato il meglio di sé. Trovato in giornata un campeggio a Point du Raz, nel paesino di Goulien, dopo aver cenato, Michela e Filippo, a tarda sera, si sistemano nella maggiolina posizionata sopra il tetto del furgone, lasciando Eowyn nell’abitacolo, per cercare di abituarla a non dormire più con loro nella tenda. Una volta spenta la luce, in procinto di addormentarsi, Michela e Filippo sentono il furgone dondolare a destra e sinistra e allora iniziano ad interrogarsi se fosse l’uno o l’altra a muoversi, ma con risposte negative o se fosse il vento, ma anche questo risulta improbabile in assenza di rumore. Rimangono in attesa e ancora si rendono conto che questo dondolio non smette. A quel punto, affacciatisi dalla maggiolina e vedendo del fumo provenire dall’abitacolo, oltre che sentendo odore di bruciato, scendono immediatamente dalla tenda e scoprono l’incendio che si era già propagato per buona parte del sedile del guidatore. Dopo aver messo in salvo e in sicurezza Eowyn che, muovendosi da una parte all’altra dei sedili posteriori del furgone, aveva segnalato il problema, Michela e Filippo tentano inutilmente di recuperare almeno parte di quello che avevano portato con loro. Purtroppo il fuoco si è propagato molto velocemente e in quell’incendio hanno perso ogni cosa, ma grazie ad Eowyn, Michela e Filippo sono vivi ed illesi. «Eowyn – dice Michela – è un’autentica “chiacchierona”, abbaia sempre e “mugugna” come un vero genovese. Eowyn è la miglior compagna di viaggio, anche se in macchina si addormenta sempre, ed è la miglior compagna di vita perché ci ha insegnato un amore puro».
Michela Eggenhoffner e Filippo D’Epifanio, Genova
GIULIO, pastore tedesco di 4 anni, ha salvato la sua padrona che, appisolata sul materassino, era stata sospinta al largo dalla corrente; intuito il pericolo, Giulio si è tuffato in acqua e l’ha riportarla a riva sana e salva

Se l’amore è presenza, è prendersi cura dell’altro in qualsiasi momento, non è forse il gesto compiuto da Giulio nei confronti di Aurelia la più vera espressione di questo sentimento? Aurelia e Giulio, dalla loro Racale, raggiungono la spiaggia di Pescaluse, attrezzata ad ospitare anche i cani, per trascorrere la domenica pomeriggio al mare. Dopo un paio d’ore, Aurelia, appisolata sul suo materassino, viene sospinta al largo dalla corrente. Lei, che rimane sempre molto vicina alla riva, non fidandosi del mare, da quando all’età di otto anni aveva rischiato di annegare, si ritrova al largo, in preda ad un imminente attacco di panico, ancora più temibile in mare. Giulio intuisce che Aurelia è seriamente in difficoltà e di scatto, senza nemmeno essere chiamato, si tuffa in acqua, la raggiunge e la riporta a riva sana e salva, aggrappata al suo guinzaglio. Senza esserlo, Giulio si è comportato come un provetto cane bagnino, mosso unicamente dalla sua prontezza e dal suo amore per Aurelia. Tra l’altro, da quel giorno, sembra voler salvare il mondo intero; fossero anche bambini che giocano in acqua o persone che fanno il bagno in uno specchio di mare appena agitato, lui, prendendo in bocca il suo guinzaglio, si tuffa in acqua, pronto a intervenire.
Aurelia e Giulio trascorrono tutto il loro tempo insieme e in ogni dove, dall’acquisto dei vestiti, agli aperitivi, alle visite nei musei, agli eventi culturali. Ma la presenza di Giulio è stata ancor più importante a casa, dove Aurelia, lavorando in smart working, si è presa cura della sua anziana e adorata mamma, a cui Giulio è stato accanto sempre.
«Giulio non è solo un meraviglioso esemplare di pastore tedesco, al quale, per altro, devo la vita…– dice Aurelia – Giulio è l’anima buona con gli occhi dolci che mi sveglia ogni mattina, la carezza sicura, che lui fa a me sulla mia testa con la sua, quando percepisce o ode un mio accenno di pianto; è la corda invisibile che lega il mio stato d’animo al suo, rabbuiandosi quando mi percepisce triste e rallegrandosi quando “annusa” la mia serenità. Giulio è la natura di quanto nessuna intelligenza artificiale, ma neanche umana, è in grado di fare: è colui che si prende cura di me “H24” senza mai chiedere nulla in cambio, ma soprattutto Giulio, il mio cane, che si comporta esattamente come qualsiasi cane al mondo verso un umano che gli riversi amore, è il solo in grado di comprendere ogni singolo mio momento, come se fosse un instancabile lettore del codice a barre del mio vivere o più semplicemente il mio Angelo custode senza ali, su quattro zampe e di coda munito».
Aurelia Trianni, Racale, Lecce
JÄGER, flat coated retriever di 4 anni, in forza al Nucleo Cinofilo BIOS ANA di Pordenone, ha ritrovato il corpo senza vita della povera Giulia, scomparsa da una settimana. E la straordinarietà sta nel fatto che Jäger è stato addestrato a ricercare persone vive

Un cane di nome Jäger ci avvicina ad una storia che merita massima delicatezza e rispetto. Dopo sette giorni di continue ricerche è stato proprio Jäger, lo scorso 18 novembre, a far sì che il corpo di Giulia Cecchettin, la ragazza ventiduenne di Vigonovo, venisse ritrovato e riportato alla sua famiglia. Quell’area tra i boschi nei pressi del lago di Barcis in provincia di Pordenone era stata sorvolata per due giorni dall’elicottero dei Vigili del Fuoco, ma nessuno avrebbe potuto vedere il corpo di Giulia, nascosto da una grande roccia.
«Il cane è stato fenomenale – racconta con profonda sensibilità e commozione il suo padrone e conduttore Andrea Miconi – perché ha trovato un corpo senza vita da diversi giorni, che quindi non emanava gli odori per cui era addestrato e il freddo rendeva le cose ancora più difficili. Jäger ha capito che c’era qualcosa di insolito, ha iniziato a scodinzolare ed è venuto a chiamarmi come per dirmi: “Vieni a vedere se quello che ho trovato era quello che cercavi”».
Il giovane Jäger, qui al suo primo ritrovamento, è operativo da oltre un anno e mezzo in forza al Nucleo Cinofilo BIOS ANA di Pordenone, gruppo nato all’interno della Sezione Associazione Nazionale Alpini di Pordenone, su iniziativa di alcuni volontari di Protezione Civile e appassionati cinofili, che hanno scelto di mettere la propria esperienza e passione a disposizione della collettività. L’inizio di un’avventura che, caso unico in Italia, porterà nel 2003 alla creazione del CRUCS (Coordinamento Regionale Unità Cinofile da Soccorso), che provvede a regolamentare e organizzare tutta l’attività operativa e istituzionale del volontariato “cinofilo da soccorso” del Friuli Venezia Giulia. Le nove associazioni appartenenti al CRUCS (BIOS ANA Sez. di Pordenone, Cinofila Pratense, Addestramento Cani da Catastrofe, Impronte del Nord Est, Amatori Cani di Utilità, Unità Cinofile da Soccorso Basso Friuli, Nas par Aiar, Associazione Forestale, Nucleo Amatori Cani da Soccorso) si addestrano almeno una volta a settimana, si sottopongono ogni sei mesi a test di verifica per garantire l’affidabilità dei binomi cane-conduttore e, in caso di esito positivo, possono essere chiamate ad operare sul territorio regionale, extraregionale ed extra nazionale per ricerca di persone disperse. Nel triennio 2021/2023 il CRUCS è stato allertato ventisei volte con un impiego nelle ricerche di un totale di duecentosei unità cinofile. All’interno del CRUCS, il Nucleo BIOS ha acquisito, nel corso degli anni, elevata esperienza e professionalità.
E’ da sottolineare che i cani sono addestrati a ricercare, in terreni di ogni tipo, qualsiasi segno olfattivo umano (con i minimi parametri vitali in essere) attraverso traccia e cono di odore, segnalando con l’abbaio l’individuazione del disperso. Jäger, invece, ha trovato il corpo di Giulia privo di vita da diversi giorni. Le sue straordinarie doti e capacità gli hanno permesso di andare oltre quello per cui era stato addestrato.
Grazie al gruppo BIOS ANA di Pordenone, all’interno del CRUCS – Coordinamento Regionale Unità Cinofile da Soccorso del Friuli Venezia Giulia – motore dell’organizzazione; grazie all’impegno di tutti per il bene della collettività.
Grazie JÄGER per aver portato a compimento un intervento tanto complesso; l’essere figlio di un grande cane soccorritore ti ha trasmesso l’abilità nel cercare quello che l’uomo non vede.
Andrea Miconi, conduttore di JÄGER e coordinatore del Nucleo Cinofilo BIOS ANA, Pordenone
Accompagneranno Andrea e Jäger: Antonio Scarongella, Denis Talmasson e Maria Marini con Kora, componenti del Nucleo Cinofilo BIOS ANA di Pordenone
KENDY, pastore tedesco femmina di 2 anni, nonostante la giovane età, in soli 12 mesi di servizio, ha permesso alla Squadra il raggiungimento di buoni risultati nel ritrovamento di sostanze stupefacenti.
Kendy, GF 4463, pastore tedesco femmina, di due anni, è Ausiliare cinofilo specializzato, in servizio da giugno 2023 presso la Squadra Cinofili della Compagnia Pronto Impiego di Genova. Kendy, impiegata in attività giornaliera per il contrasto allo spaccio e all’illecita detenzione di sostanze stupefacenti, è stata capace in breve tempo, di adattarsi ed ambientarsi al nuovo scenario operativo, peculiarità piuttosto rara da verificarsi nei cani antidroga di nuova assegnazione.

In appena 12 mesi di servizio, Kendy ha permesso alla Squadra di conseguire significativi risultati nel campo della lotta al narcotraffico con il ritrovamento complessivamente di kg.40 di hashish, kg. 1 di marijuana, 500 gr. di cocaina, 10 gr. di crack, 50 gr. di MDMA e 10 gr. di ketamina per violazione dell’art. 73 del DPR 309/90, e il relativo arresto di due responsabili oltre che la denuncia a piede libero di altri quattro responsabili.
Ritirerà il premio il conduttore di KENDY, il Finanziere Scelto Cinofilo Enrico Ciniglio; saranno accompagnati dal Finanziere Scelto Cinofilo Fiorenzo Ruggio, Compagnia Pronto Impiego, Guardia di Finanza, Genova
LEO e CHANEL, labrador, entrambi di 8 anni, in forza alla Polizia di Stato, svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza dei cittadini durante manifestazioni ed eventi. Per la prima volta, ad onore del loro lavoro e di quello di tutte le forze dell’ordine, sono stati invitati sul palcodel Festival di Sanremo 2024

Le unità cinofile ATF (acronimo di Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives) della Polizia di Stato, il cui nome deriva da un’agenzia governativa del Dipartimento della Giustizia Statunitense responsabile per la prevenzione del crimine legato all’Alcool, al Tabacco, alle armi da Fuoco e agli esplosivi, hanno da sempre svolto un lavoro invisibile ma altamente qualificato, teso a garantire, preventivamente, la sicurezza delle manifestazioni servendosi dell’eccellente fiuto dei cani labrador e della loro innata predisposizione alla ricerca ed al gioco.
Quest’anno il Festival di Sanremo, per la prima volta nella sua storia, ha voluto onorare questi cani ed i loro conduttori per l’eccezionale insostituibile lavoro svolto. Perciò Amadeus ha fatto salire sul palco dell’Ariston ed ha presentato al pubblico sanremese e ai tanti milioni di spettatori sparsi per il mondo, le unità cinofile ATF della Polizia di Stato: Chanel condotta dall’Assistente Capo Coordinatore Mirko Pomicino e Leo condotto dal Vice Ispettore Gennaro Isoldi.
Un importante riconoscimento per un lavoro nascosto, che la grande sensibilità di Amadeus e dell’autore della trasmissione Sergio Rubino ha voluto celebrare.
Non si può che condividere la gratitudine espressa da Amadeus “per il lavoro che tutte le forze dell’ordine svolgono ogni giorno, in tutta Italia, per rendere più sicura la nostra vita”.
LEO e CHANEL, con i rispettivi conduttori, il Vice Ispettore Gennaro Isoldi e l’Assistente Capo Coordinatore Mirko Pomicino, riceveranno il premio accompagnati dall’Ispettore Laura Bisio, responsabile della Squadra Cinofili della Polizia di Stato di Genova
Parteciperà l’Ispettore Alessandro Pilotto che ha reso possibile la presentazione di Leo e Chanel a Sanremo
NOAH “il saggio” e CECILIA, golden retriever di rispettivamente 11 e 5 anni, sono i “cani professionisti” dell’Associazione ASLAN impegnati nel progetto “Ri-Animali”, unica esperienza di Pet Therapy attiva in un reparto di Rianimazione Ospedaliera. Sempre in ambito sanitario opera PATCH, di 5 anni, che insieme all’esperto Noah e a Cecilia, appartiene allo staff dei 18 cani di Aslan impiegati in vari progetti a beneficio di pazienti oncologici, anziani fragili e bambini disabili

“Ri-Animali“ è un innovativo progetto promosso e realizzato dall’Associazione ASLAN – Il Legame con gli Animali, in attuazione presso la Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, sotto la guida del Direttore Michele Grio.
Teso a “migliorare la qualità della vita e promuovere il benessere di tutti coloro che abitano quello spazio, per necessità di salute o per lavoro”, il progetto ha quale fulcro Noah e Cecilia. I due quattrozampe speciali, sotto la stretta sorveglianza del personale specializzato Aslan, che cura il progetto insieme all’AslTo3, affiancato da medici ed infermieri del reparto, appositamente formati e in collaborazione con il veterinario Mauro Moretta, sono scesi in campo il 18 gennaio scorso a beneficio di undici pazienti, dei loro familiari e del personale di reparto, comprendente ventiquattro anestesisti, altrettanti infermieri, oss e amministrativi.
L’ambito di intervento è quello previsto dalle Linee Guida Nazionali in IAA (Interventi assistiti con animali), riconosciute dal Ministero della Salute nel 2015: grazie alla mediazione del cane, si lavora sulle capacità di adattamento dei pazienti in degenza all’interno della Rianimazione, ma anche su familiari/caregiver e sui professionisti sanitari coinvolti. «I cani nel reparto – sottolinea Antonia Tarantini, presidente dell’associazione Aslan – sono una presenza fuori dall’ordinario per portare normalità ai pazienti e incidere in maniera efficace sul tono dell’umore e sulle risorse interiori».
La partenza del progetto, della durata di almeno un anno con un totale di 40 incontri a cadenza settimanale, ha visto un riscontro positivo quasi immediato, nel momento in cui Noah, veterano in queste attività, è riuscito a scuotere in profondità l’emotività di un paziente, che in poco tempo è passato dal rimanere immobile, con gli occhi chiusi, quasi fosse non cosciente, ad un accenno di sorriso, riempiendo quella stanza bianca di un arcobaleno di colori.
E allora, se grazie a Noah e a Cecilia quel sorriso si è riacceso, forse è proprio in ambienti critici come le Rianimazioni e negli ambiti sanitari in cui si lavora su equilibri di salute molto precari, che c’è ancora più bisogno dell’aiuto dei cani.
Come afferma il Direttore della Rianimazione Michele Grio, “i periodici e accuratissimi controlli cui verranno sottoposti i cani a garanzia della sicurezza dei pazienti del reparto, dimostreranno quanto i nostri amici a quattro zampe possano e debbano essere un ottimo alleato anche all’interno delle Rianimazioni”.
“Ri-Animali“, unica esperienza di Pet Therapy attiva in una Rianimazione ospedaliera, sta davvero cambiando la vita del reparto, la qualità di vita dei pazienti ma anche quella di medici, infermieri e operatori di cura coinvolti e si realizza anche grazie alla donazione di Laura Cedro, socia della Associazione Aslan, mancata nel 2022. L’associazione, fondata nel 2015 da Antonia Tarantini, pedagogista ed educatrice cinofila, in onore del suo cane Aslan, con il quale aveva intrapreso la strada della Pet Therapy, morto a soli nove mesi per un arresto cardiaco, promuove Interventi Assistiti con Animali a 360°, attraverso molti progetti realizzati a favore delle persone in difficoltà.
Sempre in ambito sanitario, il progetto “Un cane per la vita”, in collaborazione con la Fondazione Luce per la Vita Onlus, si realizza nell’Hospice Anemos all’interno dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano. Prima Noah e ora Patch svolgono il loro prezioso lavoro in un ambiente così delicato e sono una risorsa importante per i malati e le loro famiglie, per il personale sanitario e i volontari.Un intervento di valore inestimabile che si inserisce nella cornice delle cure palliative per il miglioramento della qualità nel fine vita.
Altri progetti dell’associazione Aslan, attuati grazie alla collaborazione della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, portano la Pet Therapy all’IRCC di Candiolo, a supporto dei pazienti oncologici, ma anche nelle scuole con il progetto “Insieme a te. Un cane per amico”, rivolto principalmente ai bambini disabili, e ancora nelle case di riposo e ai Caffè Alzheimer. Questo progetto, non ultimo per importanza, “4 Zampe per sorridere”, attivo dal 2015 con un grandissimo successo, coinvolge diverse case di riposo torinesi ed è volto al miglioramento della qualità della vita degli anziani ospiti. I risultati sono sorprendenti, i cani, grazie alla loro spontaneità, riescono a toccare le emozioni in modo così forte da spingere l’anziano ad uscire dall’apatia, a rimettersi in gioco, a sentirsi ancora utile e importante.
L’animale è un mediatore dalla straordinaria sensibilità che, non giudicando, permette di creare un ponte sorprendente nella relazione d’aiuto. L’Approccio ASLAN, su cui poggia la professionalità negli interventi, nasce dal profondo senso di responsabilità verso il mondo Animale. «Noi professionisti – afferma Antonia Tarantini – abbiamo il nobile compito di creare le migliori condizioni affinché il cane e la persona riescano ad esprimersi nella relazione. È così che si entra in profondità, attivando un processo trasformativo autentico dal punto di vista terapeutico o educativo».
Dott.ssa Antonia Tarantini, Presidente dell’Associazione Aslan – Il legame con gli animali, con NOAH; Germana Verre, coadiutrice di CECILIA e la dott.ssa Simona Martini, coadiutrice di PATCH, Alpignano, Torino
Dott. Michele Grio, Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli, Torino
Almo Nature, in virtù dell’unicità del progetto Ri-Animali, dell’importanza e della validità, sotto il profilo medico e umano, dei diversificati progetti di Pet Therapy di Aslan – Il Legame con gli Animali, ha voluto dare un ulteriore riconoscimento, un aiuto concreto con la donazione all’Associazione Aslan di 800 chili di crocchette Almo Nature HFC cane.
Almo Nature, 100% proprietà della Fondazione Capellino, come parte della sua mission di società benefit, supporta il progetto “Companion for Life” per il benessere di cani e gatti e inoltre, in base al modello economico della Reintegration Economy, destina tutti i profitti dell’azienda, dedotti costi e tasse, ai progetti per la salvaguardia della biodiversità di Fondazione Capellino.
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Un ringraziamento ad Almo Nature e Fondazione Capellino per questo gesto di grande solidarietà.
POLLY, golden retriever di 6 anni, opera la Pet Therapy a beneficio di pazienti oncologici terminali e di quelli affetti da Alzheimer
“Con Polly la Pet Therapy arriva in ASL4”. Grazie alla collaborazione di Aima Tigullio (Associazione Italiana Malati Alzheimer), da inizio anno 2023, i pazienti della RSA e dell’Hospicedi Chiavari ricevono, due volte a settimana, una visita speciale. Polly, chiamata dal personale di reparto “la collega pelosa”, ha il compito importantissimo di portare un po’ di sollievo alla sofferenza dei pazienti neoplastici terminali e di creare punti di contatto, di apertura con i pazienti affetti da Alzheimer o da altre forme di encefalopatie cognitive.
I benefici della Pet Therapy con Polly sono stati immediati, per i pazienti e per tutto il personale medico, e hanno dimostrato di essere determinanti proprio in quei reparti, dove anche un attimo di spensieratezza può riportare un po’ di quella serenità che nella vita di quei pazienti è ormai solo un ricordo. Ogni incontro è misurato sul singolo paziente, con l’intento di stimolarlo ad esempio nell’assunzione dei pasti, o nello svolgimento dell’attività riabilitativa, ma anche semplicemente di migliorare l’umore, favorendo il recupero e, ad esclusione dei casi irreversibili, riuscendo a diminuire i tempi di ricovero. Un primo anno di prova che è diventato un vero e proprio piano assistenziale, a conferma dell’importanza, sottolineata dallo stesso coordinatore infermieristico Cure Palliative Asl4, Emanuela Molinari, del valore aggiunto di queste terapie complementari alle terapie convenzionali. Riscontri altrettanto significativi sono evidenziati dalla dottoressa Babette Dijk, responsabile del Centro disturbi cognitivi e demenze, sui pazienti con demenze legate all’Alzheimer, o provocate da altri problemi, che nel solo territorio della Asl4 risultano essere circa tremila a detta di AIMA, l’associazione che porta avanti progetti per le famiglie e progetti di sostegno all’attività sanitaria, tra cui appunto la Pet Therapy all’Asl4.
Inoltre, alla RSA e all’Hospice dell’Asl4, viene data al paziente anche la possibilità di ricevere la visita del proprio animale domestico, anche in compresenza di Polly. «Polly mi è stata donata, e così la dono un po’ anche agli altri – dice Irene – Perché alleviare anche solo per pochi minuti la sofferenza di un’altra persona è il dono più bello che si possa fare».
Irene Solari, Chiavari, Genova
TEX, pastore tedesco maschio di 8 anni, in servizio al Gruppo Cinofilo del Centro Militare Veterinario, specializzato in ricerca di esplosivi, è stato impiegato sempre al servizio dell’Esercito Italiano in numerosissime attività addestrative, più volte in operazioni militari in Italia e all’estero, dove ha contribuito ad innalzare i livelli di sicurezza dei contingenti militari italiani che operano a sostegno della pace

Il Centro Militare Veterinario di Grosseto (CeMiVet), ente dipendente dal Comando Logistico dell’Esercito, è una struttura d’eccellenza che vanta oltre 160 anni nell’allevamento, addestramento e impiego di animali militari. Responsabile delle misure volte a garantire la tutela della salute degli animali nei vari contesti di impiego, il CeMiVet comprende componenti allevatoriali e addestrative del cavallo, infermeria veterinaria e componenti specialistiche come il Gruppo Cinofilo, che forma i binomi cane–conduttore impiegati in contesti operativi sul territorio nazionale e all’estero. Da qui soldati veri e soldati a quattro zampe partono insieme per la loro missione di difesa dei militari stessi, ma anche di civili e bambini dai rischi connessi a ordigni esplosivi, salvando delle vite umane. Per l’addestramento vengono usate unicamente tecniche gentili e tra il cane e il suo conduttore nasce una fiducia che dura per tutta la vita.
Tex Vom Sattelberg, matricola militare CN0409, pastore tedesco maschio nato il 24 agosto del 2016, insieme al suo Operatore Cinofilo Sergente Claudio Cadeddu, ha formato un binomio militare specializzato nella ricerca e segnalazione di ordigni esplosivi, sia convenzionali siaimprovvisati; si tratta, per questi ultimi, di ordigni altamente pericolosi proprio perché costruiti in maniera rudimentale e, pertanto, fortemente instabili. Ovviamente, oltre all’impegno nelle attività di ricerca, Tex ha contribuito alla sicurezza delle basi militari all’estero quale sensore di esplosivi operando all’ingresso delle installazioni militari al fine di scongiurare il passaggio di sostanze esplosive trasportate a bordo di mezzi. Infatti, tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020 ha contribuito, insieme al suo inseparabile Conducente Sergente Claudio Cadeddu, al mantenimento della sicurezza della base operativa di Camp ARENA in Afghanistan operando costantemente e in maniera impeccabile, portando a termine controlli (innumerevoli) su tutti gli autoveicoli in ingresso nella base, senza mai tralasciare le attività di controllo di itinerari e caseggiati fuori dal compounditaliano, al fine di scongiurare la presenza di ordigni esplosivi che avrebbero potuto arrecare danno alle Forza Armate italiane, a quelle alleate e, non per ultimo, alla popolazione civile afghana.
Sempre senza risparmio di energia in un contesto caratterizzato da un altissimo livello di pericolosità.
Il 24 ottobre del 2023, nel corso della missione a sostegno della pace in Kosovo, durante un movimento all’interno del territorio sotto la responsabilità italiana, l’automezzo su cui viaggiavano Tex ed il Sergente Claudio Cadeddu era purtroppo coinvolto in un drammatico incidente stradale dove perdeva la vita il Sergente Cadeddu. Miracolosamente, Tex restava illeso. Rientrato in Italia dalla zona di operazione nei giorni immediatamente a seguire, Tex è stato affidato alle cure dei Veterinari del Centro Militare Veterinario dell’Esercito Italiano dove si è provveduto a valutare ogni dettaglio sul suo stato di salute e benessere fisico. Di lì a poco, è rientrato in servizio al Gruppo Cinofilo dove, per sua indole e impeccabile addestramento ricevuto, concorre a tutt’oggi nelle attività addestrative di formazione dei giovani operatori cinofili. Pur essendo rimasto senza il suo Operatore, il personale del Gruppo Cinofilo si sta prodigando nella cura e nel mantenimento giornaliero di Tex, tenendo sempre alto il suo spirito e la forma fisica.
“È un modo per ricordare ogni giorno Claudio a cui è stato intitolato anche il nuovo canile e campo addestramento della compagnia cinofila; ricorrenti sono le visite della famiglia del Sergente Claudio Cadeddu a Tex, che per loro è uno dei simboli in ricordo dell’estremo sacrificio per la Patria”
TEX riceverà il premio accompagnato dal Sergente Maggiore Capo Carmine Picerna, Istruttore Cinofilo, CeMiVet, Grosseto
Con loro il Comandante della Compagnia Addestrativa, il Capitano Roberta Macculi, in rappresentanza del Comandante del Centro Militare Veterinario dell’Esercito
PREMI FEDELTA’ ESTERI
BAILEY, australian shepherd di 5 anni, cane da assistenza, si prende cura della sua giovane padrona sofferente di una rara e debilitante patologia, permettendole di sentirsi libera e al sicuro

Katie Graham, 24 anni, soffre di sindrome da tachicardia posturale (POTS), una condizione patologica rara che causa sintomi tra cui tachicardia, vertigini e affaticamento quando si passa dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta. Dal 2019 Katie vive con Bailey, il suo cane da assistenza, addestrato a percepire e ad allertare Katie dei cambiamenti della sua frequenza cardiaca prima che raggiunga valori così elevati da provocarle svenimenti col conseguente rischio di caderee sbattere la testa. La POTS è una disabilità molto debilitante, che spesso colpisce nei momenti più casuali; ecco l’importanza di Bailey nel segnalare a Katie la criticità del suo stato di salute, dandole il tempo di mettersi seduta al sicuro. Bailey è addestrato ad andare a prendere le medicine, l’acqua e tutto ciò di cui Katie ha bisogno per il tempo in cui è costretta a rimanere a terra. Ma è anche in grado, con una “terapia di pressione profonda”, di aiutarla a prevenire l’accumulo di sangue per evitare di svenire.
«Bailey è la mia ancora di salvezza! – afferma Katie – Se smetto di respirare, va a cercare aiuto e mi abbraccia per calmarmi. Bailey mi permette di essere libera e di sentirmi al sicuro anche quando sono sola». Ogni volta che Katie ha bisogno, Bailey è sempre lì, per prendersi cura di lei qualunque cosa accada, e non smetterà mai di fare tutto quanto è in suo potere affinché Katie possa vivere al meglio la sua vita. Queste le parole di Katie, cariche di amore e riconoscenza: «Bailey mi salva la vita ogni giorno. Lui non è solo un cane, lui mi aiuta a combattere la malattia, il dolore, le paure; Bailey è l’unica ragione per cui riesco a vivere la mia vita nella maniera più piena possibile».
Katie Graham, Kennesaw, Georgia, Stati Uniti d’America
PREMI BONTA’
CROCE GIALLA, con il progetto “Solidarietà a 4 zampe”, si prende cura dei cani dei clochard del territorio genovese fornendo loro gratuitamente visite, cure e cibo

E’ partito il 21 dicembre scorso il progetto “Solidarietà a 4 zampe”, iniziativa benefica ideata e realizzata dalla Croce Gialla servizi animali di Genova, che porta i suoi volontari in strada per offrire cure veterinarie gratuite e distribuzione di cibo e coperte ai cani dei clochard del capoluogo ligure. Per molte persone che per svariati motivi si trovano a vivere senza fissa dimora ai margini della società, il proprio cane è molto più di un semplice amico, è il solo legame affettivo, è tutto quello che dà loro la forza di vivere. Ed è anche la ragione per cui, non potendo portare nelle strutture d’accoglienza i loro compagni a quattro zampe, rifiutano di trascorrere la notte in un luogo chiuso, al caldo. “Solidarietà a 4 zampe” prevede, in un primo momento, controlli a cadenza mensile con prima assistenza e visita su ambulanza veterinaria in strada e laddove necessario con ricovero per alcuni cani, ma ha in sé un obiettivo ancora più grande. Come spiega Luigi Sganga, volontario della Croce Gialla, educatore cinofilo e responsabile del progetto, “l’intento è quello di coinvolgere anche le amministrazioni pubbliche, affinché, in linea con un progetto gemello a Barcellona, sia possibile creare dei locali per l’accoglienza notturna di senzatetto con animali al seguito”. Sono circa una ventina i clochard a Genova e l’amore per i loro compagni di vita non manca; c’è chi si preoccupa per la cagnolina che ha da poco partorito in strada, chi non fa mai mancare la ciotola al suo cane in una casa fatta di cartoni, c’è chi avvolge in un giubbetto la propria cucciola come fosse un bimbo. Un progetto “ambizioso”, lo definisce Massimo Agostini, direttore operativo della Croce Gialla, che si avvale dell’importante collaborazione di Balzoo, il Banco Italiano zoologico, associazione che da sempre fa raccolte alimentari per portare a casa delle persone bisognose cibo per i loro animali. «La Croce Gialla, che si occupa di animali da tempo, offrendo un servizio di soccorso animale h24 – conclude Luigi Sganga – vuole pensare concretamente ai compagni delle persone “invisibili”, quelle che quando camminiamo neanchevediamo, quegli uomini e donne che spesso trattano gli animali meglio di tante altre persone. Ma vuole anche andare oltre, per garantire a queste persone senza fissa dimora un’accoglienza che non li separi dal bene più prezioso».
I clochard genovesi, commossi, hanno risposto: «Grazie per l’aiuto, i nostri cani sono come figli».
Massimo Agostini, direttore operativo e portavoce del Presidente di Croce Gialla; Luigi Sganga, soccorritore e coordinatore qualità responsabile del progetto “Solidarietà a 4 zampe”, Milena Nicosia, Veterinaria per lo stesso progetto e Teresa Senno, volontaria Associazione Balzoo Genova per il progetto clochard “Solidarietà a 4 zampe”
ENRICO FOGLI, ha accolto nella sua vita Lupin, il cucciolo di circa otto mesi, che ha vagato per quasi 30 giorni in Fi-Pi-Li alla ricerca di chi lo aveva abbandonato

«Ho ascoltato il cuore, ora io e Lupin staremo insieme per sempre»: sono le parole di Enrico, che ancora una volta ha promesso riparo e amore per tutta la vita a questo cucciolo, come ha fatto per altre creature, infatti la sua casa è una piccola oasi domestica dove vivono oche, gatti e capre, salvate dal macello.
La storia di Lupin è particolare a tal punto da far diventare quella montagna di pelo bianco di circa otto mesi, un simbolo per quanti l’avevano seguita con apprensione sui social. Il cucciolo di simil pastore maremmano, per quasi trenta giorni, ha vagato in Fi-Pi-Li, dove gli automobilisti ripetutamente si sono rivolti alla polizia stradale per denunciarne la presenza. Enrico lo aveva visto in superstrada, mentre la percorreva per recarsi a lavoro ed è convinto che quel cane tornasse sempre lì, mettendo in pericolo la propria vita e quella di tanti automobilisti, alla ricerca del mezzo dal quale era stato scaricato senza alcuno scrupolo. Enrico lo ha anche seguito mentre correva su di un suo appezzamento di terra e lo ha sfamato, ma non riuscendo a carpirne la fiducia, mentre giornalmente i social documentavano gli avvistamenti del cane in superstrada. A segnare la svolta sono stati i volontari, che hanno compiuto appostamenti mirati fino al giorno in cui Lupin si è fatto avvicinare consentendo la “cattura”. Non è stato semplice, come racconta la fondatrice, presidente e volontaria del parco canile “La Valle Incantata” di Lajatico, la struttura che lo ha ospitato fino all’adozione. «Chi compie atti del genere – conclude Rossella Prosperi – compie un reato punibile per legge, ma nonostante le norme si continua a gettare via piccole creature come fossero spazzatura. Troppi animali maltrattati e persone senza scrupoli che restano impunite».
In molti si sono voluti congratulare con Enrico per il suo bel gesto, a cominciare dal Sindaco di Montopoli, che ha invitato in Comune Lupin, Enrico e tutte le persone e realtà coinvolte in questa storia. Finalmente Lupin ha tutto l’amore che merita. «E’ un cucciolo dolcissimo, molto tranquillo e ubbidiente nonostante tutto quello che ha dovuto subire», dice Enrico.
Grazie Enrico! Grazie anche a tutti i meravigliosi volontari, in particolare a Federica, Gaia e Sara, ma anche al parco canile di Lajatico e all’associazione Amici a quattro zampe. Grazie per il grande impegno e la dedizione.
Enrico Fogli, Montopoli in Val d’Arno, Pisa
LA VALLE INCANTATA ospita cani randagi, abbandonati, maltrattati; è un parco canile aperto 365 giorni all’anno, i cui volontari lavorano per trovare le adozioni migliori, promuovendo anche progetti rivolti alle nuove generazioni

Il Parco Canile “La Valle Incantata” con sede a Lajàtico (Pisa), è un rifugio costruito e gestito dall’Associazione Amici Animali a 4 Zampe, così come il Gattile “La Valle degli Angeli”. I cani ospiti hanno storie difficili alle spalle; alcuni di loro sono stati trovati abbandonati sul territorio, altri ceduti dalle ex famiglie, altri ancora maltrattati e quindi sequestrati dall’autorità giudiziaria.Sempre attivi contro il randagismo, l’abbandono, il maltrattamento di cani e gatti, i volontari lavorano per il recupero dello stato fisico e dell’emotività dell’animale e si impegnano a trovare, per ognuno di loro, una famiglia che li accolga al più presto, dove possano vivere serenamente. Per questo le porte del rifugio sono aperte 365 giorni l’anno. Al Parco Canile c’è chi va per adottare un cane, c’è chi porta il proprio cane nel verde a passeggiare, oppure come accade ormai da tempo, ci sono gruppi di ragazzi di Lajatico che vi si recano per fare una passeggiata con uno dei cani ospiti, a beneficio tanto dei cani che sgambano, quanto dei ragazzi stessi, che stanno all’aria aperta.
Unitamente alla politica dell’adozione, a quella della dignità e del benessere degli animali e del coinvolgimento dei cittadini, l’intento dell’associazione Amici Animali a 4 Zampe è anche quello di formare gli stessi cani ospiti del rifugio per poterli poi impiegare in progetti di pet therapy rivolti a scuole, centri diurni e case di riposo. I cani e i gatti ospiti del rifugio sono decisamente meno rispetto ad anni fa, esempio di come il lavoro dei volontari e la collaborazione tra associazioni e amministrazioni comunali sia fondamentale affinché gli animali possano trovare presto una nuova casa. «E’ importante – spiega Rossella Prosperi, fondatrice del Parco Canile – che le Istituzioni promuovano progetti per educare le nuove generazioni al rispetto degli animali, anche quando sono anziani e ammalati. Progetti che non sono solo espressione di educazione cinofila ma che servono a diffondere una cultura del rispetto e dell’aiuto che ogni ragazzo in classe dovrebbe offrire al compagno più debole o in difficoltà».
Rossella Prosperi, fondatrice e Presidente del Parco Canile “la Valle Incantata”, con Romina Macchia e Marta Galiberti, Lajatico, Pisa
MARCO FORNARI, ha organizzato importanti iniziative, nate dal suo sentirsi in dovere di dare voce agli invisibili, a chi voce non ha
“Neve” e i cani della discarica. Durante una missione in Turchia, a Kilis, sul confine siriano, a cui aveva partecipato per portare aiuto (principalmente latte, uova e carbone) alle famiglie di bimbi profughi siriani rimasti orfani di uno o di entrambi i genitori, Marco si imbatté in un qualcosa di raccapricciante. Lui e i suoi compagni, intenti a sfamare gruppetti di randagi incontrati lungo la strada, vennero raggiunti da decine e decine di cani scesi da una “collina”.
In realtà quella era una discarica e quei cani incredibilmente mansueti seppur affamati, molti visibilmente malati, vivevano lì, nutrendosi di rifiuti.
Le scorte di cibo finirono molto rapidamente e dopo essere tornati con altre provviste, Marco si avventurò sulla “collina”, dove c’erano anche tante mamme coi cuccioli.
Al rientro in Italia vennero attivati tutti i canali possibili per trovare una soluzione ad una situazione straziante, e nel frattempo Marco sponsorizzò una missione di volontari che da Kaysery portasse aiuti alla discarica, con anche un veterinario. Un giorno i volontari filmarono una cucciola con una malformazione alla zampa anteriore che inseguiva la loro auto. Il filmato arrivò a Marco, che intimò ai volontari di non lasciarla per nessun motivo. Quella cucciola fu ricoverata in clinica e battezzata da Marco “Neve”; andò poi in stallo ad Istambul per arrivare in Italia alla famiglia adottante. Dove sarà Neve oggi? La risposta: tra le braccia di chi l’ha amata fin dal primo momento.
Tutto questo ha avuto un epilogo felice non solo per Neve, ma anche per gli altri cani; dopo meno di un anno circa, l’allora sindaco fece scavare tante grotte nella parete di roccia che dominava la discarica, che fu spostata. I cani ora hanno cibo e acqua tutti i giorni, e cure all’occorrenza.
Progetto Zoe, invece, nasce da una iniziativa di volontari americani e italiani, resa possibile dai frequenti viaggi di Marco negli USA.
Lo scopo è il salvataggio dei chihuahua americani destinati al “braccio della morte”. In alcuni stati degli USA, per evitare il sovraffollamento dei canili, vengono addormentati quei cani che non hanno ricevuto richieste di adozione.
La scelta di salvare chihuahua non è stata relativa alla razza, ma perché in un trasportino in cabina era consentito portare anche due cani. Ne sono stati salvati veramente tanti, alcuni dei quali sarebbero stati nel braccio della morte nel giro di pochi minuti.
Zoe era una chihuahua californiana, che Marco con altri volontari dovevano recuperare per portarla in Italia, dopo aver avuto la garanzia che era stata allontanata dal braccio della morte. Quando però arrivarono per prenderla quel sabato, seppero che Zoe era finita nella camera a gas il giovedì precedente. Ora Progetto Zoe si occupa di piccole taglie in generale.
PLF (Pelosi Liberation Front) e le staffette del cibo. Fondato da Marco Fornari, PLF è un movimento che unisce persone che amano gli animali. PLF non è di nessuno, non ha capi, ha invece questi obiettivi: essere una bacheca libera per gli annunci, quali staffette, stalli, adozioni, denunce, informazioni, iniziative; avvicinare più persone possibili al mondo dell’animalismo attivo; portare soccorso sul campo grazie ad un gruppo di attivisti preparati per gli interventi di emergenza. Che cosa sono “le staffette del cibo”? Presso i caselli autostradali, i volontari di PLF incontrano gli amici, che portano loro cibo e aiuti vari per i pelosi in difficoltà, aiuti che saranno poi gli stessi volontari a consegnare direttamente ad uno o più rifugi in emergenza. Lo spirito che caratterizza la staffetta è proprio incontrare le persone per passarsi di mano cibo e aiuti, come fosse la consegna del testimone di un unico sentimento che accomuna tutti: l’amore per gli animali. Dopo una di queste Victor-staffette (il cui nome derivava da un cucciolo meraviglioso), arrivò a casa Fornari un altro cucciolo conosciuto proprio lì, e che, per un grave problema neurologico, guaiva in un modo mai sentito prima; si salvò, visse felice e anche lui fu chiamato, ovviamente, Victor! La quintaVictor-Staffetta fu un evento indimenticabile, con carovane di aiuti per i rifugi della Campania.
“Di fronte ad un essere vivente in difficoltà, non so far finta di non aver visto e non riesco a pensare che non sia compito mio, che ci penserà qualcun altro. Quel qualcun altro sono io” (Marco Fornari)
Marco Fornari, Roma
ZAMPATESA, ha prestato servizio veterinario gratuito e offerto il cibo raccolto ai cani e gatti dei profughi ucraini ospiti di associazioni umanitarie genovesi
Nel marzo 2022 ha inizio una nuova iniziativa di Zampatesa rivolta ai compagni animali dei profughi ucraini. In quel momento storico, a seguito della guerra in Ucraina, migliaia di persone stavano abbandonando il loro Paese e tra questi molti erano diretti a Genova, ospiti di associazioni umanitarie e taluni con il loro animale al seguito. Un gran numero di associazioni animaliste italiane avevano inviato in Ucraina cibo ed altri beni, che trovavano purtroppo non poche difficoltà ad arrivare dove necessario e Zampatesa, che nel frattempo si era attivata per ricevere, dai tantissimi soci e da chi aveva risposto all’appello di aiuto, cibo e cose utili per gli animali ucraini, ha deciso di non spedire il materiale raccolto, ma di impegnare quanto più possibile delle proprie risorse economiche offrendo cibo e cure veterinarie a cani e gatti dei profughi ucraini ospiti di Genova. Il servizio veterinario gratuito di Zampatesa agli animali dei profughi ucraini, che continua ad essere attivo, ha contato prestazioni sanitarie, quali ecografie, lastre radiologiche, interventi per piometra, visite per patologie varie a ventuno animali, per lo più cani.

Zampatesa nasce dalla grande passione per gli animali del suo fondatore, Gino Ulivi, che nel 1994 decide di abbandonare la propria attività di docente, musicista e organizzatore di spettacoli per dedicarsi al suo grande sogno di creare un ospedale per gli animali, dando così inizio al progetto Zampatesa. Ottenuta dal Comune di Genova una vecchia scuola abbandonata da anni, viene creata lì la prima sede, successivamente sostituita da quella nuova, sempre nello stesso sito, ma adeguata a esigenze ed attrezzature necessarie. Zampatesa, che ha come suo scopo istituzionale il benessere degli animali, siano essi randagi o di proprietà dei soci, ha curato tantissimi cani e gatti, cercando di aiutare il più possibile quanti non avevano i mezzi per farlo autonomamente. Il primo progetto, “Zampatesa Amica”, è iniziato nel 2020, offrendo il servizio veterinario gratuito agli animali di proprietà di persone in momentanea difficoltà economica anche a causa del Covid (una quarantina di animali tra cani e gatti), per continuare con “Indovina chi viene a cena”, progetto che avvalendosi della collaborazione di aziende pet food, ha portato alla donazione di una grandissima quantità di scatolette di cibo per i gatti di strada e di crocchette. Grazie a Zampatesa, tanti animali, che sarebbero andati incontro ad un destino doloroso e tragico, hanno avuto un aiuto concreto.
Gino Ulivi, fondatore e coordinatore di Zampatesa, Genova
MENZIONE ALLA MEMORIA
SHARK, pastore tedesco, aveva segnalato nell’intervento, quale Unità Cinofila da Soccorso a seguito del terremoto dell’Irpinia (1980), una persona viva sotto le macerie. Shark, per il gruppo “SOS Unità Cinofile di Soccorso”, cui appartiene un suo stesso discendente, è una sorta di pioniere, un esempio a cui dare continuità attraverso l’operato e gli obiettivi
SOS Unità Cinofile di Soccorso è un’associazione ANPAS specializzata in cinofilia. Il suo obiettivo è quello di formare unità cinofile e logistiche per la ricerca di persone disperse o calamitate. A questa attività si affiancano quelle di Protezione Civile, e quindi interventi in caso di alluvioni o terremoti, ma anche attività di informazione della popolazione sui rischi e le misure cautelative da attuare in caso di emergenza. Inoltre l’Associazione è impegnata nella realizzazione di incontri rivolti prioritariamente ai bambini per diffondere una buona cultura cinofila. La sua attività si concentra principalmente nel parmense, ma non esclude interventi oltre confine, come nel caso delle recenti emergenze delle alluvioni nelle Marche e in Emilia Romagna.
Il gruppo vanta nel suo stesso presidente, Enzo Ugolotti, un maestro esperto e in un cane UCS, Shark IV, un discendente dello stesso cane intervenuto nel terremoto dell’Irpinia del 1980: Shark.In quella grande calamità il gruppo di Parma, costituito dai volontari delle Pubbliche Assistenze della regione Emilia Romagna, dal CER (Centro Emergenza Radioamatori), dai “Fuoristradisti” e letre Unità Cinofile da soccorso, tra cui Shark, si trovavano ad operare insieme in emergenza reale. Nonostante i cani non avessero mai fatto prima d’allora nessuna ricerca, né reale né simulata sotto macerie, Shark ha segnalato la presenza di una persona che è stata poi estratta durante la notte, l’unica donna ritrovata viva. Sui mezzi e le attrezzature di supporto allora a disposizione aveva la meglio la volontà dei soccorritori e la fiducia reciproca uomo-cane. Questo era l’elemento fondamentale che li portava a lavorare eroicamente tante ore consecutive per parecchi giorni.L’UCS Shark-Enzo effettuò l’intervento nei primissimi momenti di quell’emergenza, e tra l’altro, ancora prima che nascesse il sistema dipartimentale di protezione civile voluto dal Presidente Pertini e dall’On.le Zamberletti nel 1985.

Unitamente alla Menzione in memoria di SHARK sarà conferita una MENZIONE ai cani di “SOS Unità Cinofile di Soccorso”
Enzo Ugolotti, Presidente di SOS Unità Cinofile di Soccorso, Langhirano, Parma; Stefania Ugolotti con SHARK IV; Fabrizia Malpeli con MICKEY; Donatella Basteri con JAGO; Sara Barbieri con CREED
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