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Allevatore e veterinario: l’importanza della collaborazione tra esperti.

Un dialogo necessario per la salute del cane e la tutela delle razze, secondo l’esperienza diretta di un allevatore

Collaborare non è sempre facile

Ogni professionista della cinofilia deve, nel corso della sua carriera, confrontarsi con altri professionisti o appassionati, del suo settore o di settori limitrofi, come gli allevatori e veterinari. La collaborazione tra allevatore e veterinario è fondamentale per garantire il benessere degli animali. Succede molte volte e, come nelle relazioni quotidiane, non sempre è facile.
Una delle figure con le quali, nel mio ruolo di allevatore, mi confronto più spesso, è quella del medico veterinario.

Veterinari di ieri e di oggi

Se ripenso ai primi veterinari che frequentavano la mia casa (sono ricordi di fine anni settanta ed inizi ottanta), un velo di nostalgia mi avvolge.
In quegli anni infatti, soprattutto in provincia, non esistevano veterinari specializzati nelle diverse discipline o particolarmente preparati su un ristretto gruppo di specie.

Il veterinario di paese curava tutti gli animali, che fossero pappagalli, tartarughe, criceti, bovini… e gatti e cani!
Ho ancora in mente il dottor F. che, con la sua FIAT scassata passava dalle cascine della zona al suo piccolo studio, nel centro del paese.
Si era laureato nel dopoguerra ma, la maggior parte di quello che sapeva, l’aveva imparato sul campo.
Sapeva far nascere un vitello, fare un cesareo ad una gattina, togliere un dente ad un molossoide con la stessa perizia.

L’evoluzione della medicina veterinaria

Gli strumenti che aveva, paragonati a quelli di oggi, facevano ridere, e sostanzialmente erano gli stessi usati per gli umani qualche anno prima.
Difatti, se ci pensiamo, le innovazioni in medicina veterinaria (e di conseguenza gli strumenti) arrivano sempre DOPO che le stesse migliorie sono state utilizzate per l’uomo.

Oggi fortunatamente la scienza medico veterinaria ha fatto enormi passi in avanti.
E in questo campo si sono ben delineate le varie specializzazioni.

Specializzazioni e approccio moderno

Si può quindi parlare di veterinari esperti in grandi animali, piuttosto che in piccoli animali. Di quelli specializzati in esotici, ecc..
Ed in particolare per i gatti ed i cani, che costituiscono la maggior parte dei pet domestici, abbiamo le stesse specializzazioni che si trovano in umana.
Potremmo quindi dover ricorrere ad un veterinario oculista, ad un ortopedico, ad uno esperto in riproduzione, perfino ad un dentista (non ve lo auguro perché costa circa il triplo di quello che costa il dentista che opera sul genere umano!)

Allevatori e veterinari: punti di vista diversi

Va da sé quindi che ogni professionista del mio settore incontra molti veterinari diversi, e si deve rapportare con loro.
Un elemento comune a tutte le specializzazioni citate, che balza agli occhi come distintivo, fra le vecchie e le nuove generazioni di veterinari, è l’approccio generale.

Leggi anche: Voglio comprare un cane di razza. Come scegliere l’allevatore?

Mentre infatti una volta l’empirismo era necessario (così come il pragmatismo), oggi esistono più nozioni e strumenti, che permettono di approfondire situazioni complicate e curare patologie una volta considerate incurabili.

Il ruolo decisionale del proprietario o allevatore

Per questo motivo anni fa, in alcuni casi, non si passava neppure attraverso un’ipotesi di cura ma si finiva col raccomandare l’eutanasia.
Inoltre una certa percentuale di decessi durante le normali pratiche ambulatoriali era considerata fisiologica e veniva tollerata.

Anche oggi come allora però, a decidere se effettuare un percorso di cura piuttosto che un altro, è sempre il proprietario (o l’allevatore) che, detenendo l’animale, è colui che lo accudisce e si deve fare carico delle spese.

Pregiudizi da superare

Inoltre, fra i veterinari delle nuove generazioni, può esistere un pregiudizio nei confronti degli allevatori.
Che probabilmente nasce da una scarsa conoscenza del settore e che tende ad affievolirsi con l’esperienza.

Questo perché, se è vero che dal punto di vista medico scientifico, l’opinione di un veterinario ha basi più solide, molto spesso gli allevatori conoscono la razza che allevano e le patologie ricorrenti in essa, meglio degli stessi veterinari, che hanno un’impostazione multirazza per poter essere d’aiuto al più alto numero di animali possibili.

Conoscenza di razza e dialogo tra esperti

Inoltre, proprio per il discorso correlato alle specializzazioni veterinarie fatto sopra, il professionista tende ad approfondire il suo ramo, demandando ad altri settori diversi (un veterinario ortopedico ci indirizzerà verso un oculista per una patologia agli occhi).

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L’allevatore non è un proprietario qualsiasi

Quello che andrebbe sempre ricordato quindi, è che un allevatore moderno oggi dovrebbe non solo conoscere molto bene la sua razza e le problematiche peculiari, ma più ancora le sue linee di sangue ed i soggetti che alleva, e quindi dovrebbe essere ascoltato come una fonte preziosa di informazioni in fase di anamnesi.
E non messo da parte o considerato come un proprietario standard, totalmente digiuno su certe nozioni.

Parallelamente l’allevatore deve rispettare la scienza medica, fermandosi dove il suo ruolo gli consente di intervenire.
Ben sapendo che in caso di disaccordo con uno specifico medico, esiste la possibilità di confrontarsi con altri che abbiano un approccio più adatto al suo punto di vista.

L’obiettivo comune: il benessere animale

Personalmente ritengo fondamentale che punti di vista differenti portino ad un risultato utile per gli animali.
Non solo…
Per l’allevatore le decisioni prese in ambito medico non devono essere utili solo per il singolo soggetto ma per la razza nel complesso, ben sapendo che è proprio il ruolo di custode della razza e non di un solo cane, che differenzia l’approccio di questo rispetto al proprietario privato.

Il contributo della genetica

Concludendo, voglio citare il settore che oggi ha consentito agli allevatori di avere nelle mani strumenti fondamentali per le loro scelte e per la cinofilia moderna: la genetica.

Gli strumenti oggi in mano agli allevatori, sotto forma di laboratori di analisi (sia pubblici che privati) consentono indagini specifiche ed accurate ad un costo accessibile.
Sia per quanto riguarda molte patologie che per la determinazione di caratteri ereditari (ad esempio il mantello).

Conoscere per scegliere meglio

Questi test hanno semplificato il lavoro di allevatori e veterinari, e consentono ai nuovi proprietari di cuccioli una maggior sicurezza dovendo accogliere un nuovo membro della famiglia.

Per questo motivo, quando trovo un veterinario al passo coi tempi ma parimenti elastico (come quelli di una volta) cerco di tenermelo stretto come un tesoro prezioso.


Se ti occupi di allevamento o sei un proprietario attento e curioso, su Dogsportal.it trovi tanti altri articoli per approfondire il dialogo tra chi vive e lavora ogni giorno al fianco del cane.

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Manuel Punta

Nato a Genova nel 1971, maturità scientifica e laurea in scienze politiche indirizzo internazionale (vecchio ordinamento – UNITO). Le mie radici cinofile affondano nelle passioni della mia famiglia, che in basso Piemonte si dedicava alla caccia ed alla cerca del tartufo. Nella mia giovinezza ho conosciuto diverse razze allevate amatorialmente (Setter, Pointer, Spinoni, Breton, Drahthaar) dai miei famigliari ed ho apprezzato il lavoro del cane e l’intesa col conduttore. Dopo aver lavorato per vent’anni nelle telecomunicazioni e, successivamente, nella gelateria di famiglia, ho concentrato le mie energie sulla mia passione. Attualmente sono titolare di una piccola pensione per cani a Settimo Vittone, nelle vicinanze di Ivrea, e allevo LABRADOR RETRIEVER. La mia esperienza coi LABRADOR è più che decennale. Attualmente sono un allevatore iscritto al registro, in possesso di affisso per la razza (ALPINE OTTER), in possesso del master allevatore ENCI ed iscritto all’albo fornitori cinofili della Polizia di Stato. Sottoscrittore del codice etico dell’allevatore e membro del RCI. Responsabile di attività in IAA. Da anni propongo a persone di tutte le età, tramite associazioni e centri cinofili, i miei incontri informativi che hanno lo scopo far conoscere gli scopi dell’allevamento etico e di parlare della mia razza e delle sue potenzialità. Il mio motto è #piùlabradorpertutti

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