Due cani da pastore vegliano su un cervo ferito: la storia di solidarietà dalla Val Chisone
L’istinto di protezione dei cani da guardiania non conosce confini di specie
Foto scattata da Batti Gai.
Nel cuore del Parco Orsiera Rocciavrè, in Val Chisone, si è verificato un episodio che racconta molto della sensibilità e dell’intelligenza dei cani da pastore.
Un allevatore locale, insospettito dai latrati insistenti dei suoi due cani — un Pastore dei Pirenei e un altro cane da guardiania — si è addentrato nel bosco e ha scoperto che i suoi animali stavano vegliando su un cervo ferito.
I due cani, selezionati per la custodia del bestiame, non solo non hanno mostrato aggressività, ma al contrario sembravano proteggere l’animale selvatico, mantenendosi a distanza e richiamando il loro padrone con abbai cadenzati.
Avvertiti dall’allevatore, i guardiaparco del Parco Orsiera sono intervenuti e hanno provveduto a soccorrere il cervo, che dopo le cure è tornato libero nei boschi.
La scena, immortalata con un cellulare dal fotografo naturalista Batti Gai, mostra i due cani accovacciati nel sottobosco, attenti e vigili accanto al cervo.
Un piccolo ma potente esempio di come l’istinto di guardiania, selezionato per proteggere, possa trasformarsi anche in una forma di empatia interspecifica.
Come ricordano spesso gli esperti cinofili, nei cani da pastore la capacità di leggere l’ambiente e di reagire in modo calibrato è frutto di secoli di selezione e di un rapporto profondo con l’uomo e la natura.
Un episodio che ci ricorda — come amiamo dire qui su Dogsportal.it — quanto i cani siano parte viva e consapevole del nostro ecosistema montano.
🔍 Approfondimento etologico: empatia e comportamento prosociale nei cani
Diversi studi etologici, tra cui quelli di Friederike Range e Ludwig Huber (Università di Vienna), mostrano che i cani sono in grado di riconoscere segnali di disagio anche in altri animali, reagendo con comportamenti di attenzione o soccorso.
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Si tratta di risposte che derivano da un mix di apprendimento sociale e predisposizione empatica, soprattutto nei soggetti selezionati per la cooperazione e la protezione, come i cani da guardiania.
In termini evolutivi, questo comportamento può essere interpretato come una forma di “cura del territorio”: l’animale ferito, anche se non appartiene al gregge, rappresenta comunque parte dell’ambiente che il cane percepisce come proprio da custodire.
Questo caso, osservato in Val Chisone, dimostra come l’istinto di collaborazione e la sensibilità dei cani possano oltrepassare le barriere di specie, rivelando ancora una volta la profondità del loro comportamento sociale.
📚 Riferimento scientifico
Range, F. & Huber, L. (2021). Canine cooperation: What’s special about dogs?
Current Directions in Psychological Science, 30(4), 345–352.
DOI: 10.1177/09637214211009724
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