Giustizia per Nina, Cormons manifesta per la cagnolina sequestrata e poi restituita a chi è accusato di averla maltrattata
Dopo l’ennesimo spostamento del cane che, alcune settimane fa, è tornato nella casa delle persone accusate di maltrattamento, sabato 11 aprile 2026 ci sarà una manifestazione pubblica pacifica per chiedere aiuto alle autorità e sensibilizzare la cittadinanza.
Nina è già stata protagonista mesi fa delle cronache nazionali. La sua è la storia di una cagnolina sequestrata per maltrattamenti a cui, in una situazione già difficile, non è stata data la protezione e il livello minimo di benessere che dovrebbero essere garantiti a un animale con un vissuto difficile. Sabato 11 aprile 2026, dopo l’ultimo capitolo di questa triste vicenda, gli abitanti di Cormons insieme a La Cuccia Odv e Amore animale Odv, le due associazioni che gestiscono il Canile di Gorizia in cui è stata accolta Nina subito dopo il sequestro, si riverseranno nelle strade peruna manifestazione pubblica pacifica con l’obiettivo di chiedere aiuto alle autorità e sensibilizzare la cittadinanza.
La storia di Nina

La vicenda di cui stiamo scrivendo inizia a fine 2024 quando, al Canile di Gorizia, arrivano tre cani sequestrati per maltrattamenti. Ripercorriamo le tappe di questa storia insieme a Sheyla Canadzich, presidentessa di Amore animale: «I cani erano in uno stato di gravissima deprivazione. Le loro condizioni sono attestate da foto e dalle dichiarazioni dei veterinari. È stato uno di quei sequestri che ti ricordi per lo stato in cui sono giunti da noi i tre animali». Nina, che al momento del sequestro non era dotata di microchip né di documenti di proprietà, viene affidata in custodia a una nuova famiglia che se ne prende cura. Una parentesi di pace per una cagnolina che, oltre a essere arrivata in canile denutrita e sottopeso, come riportato dalle volontarie, mostrava anche segnali di forte stress psicologico.
In Friuli-Venezia Giulia, secondo quanto riportato dal comma 2 bis dell’articolo 5 della legge regionale dell’11 ottobre 2012, n. 20 sulle Norme per il benessere e la tutela degli animali di affezione (https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/salute-sociale/igiene-urbana-veterinaria/FOGLIA39/ ), se una persona rifiuta di occuparsi di cani o gatti oppure li tiene in condizioni non adatte alla loro natura, e se questo è riportato in un verbale firmato dagli enti di controllo , non potrà più possedere cani o gatti per almeno due anni. Questo periodo parte dal momento in cui il Comune prende in carico gli animali e lo stesso Ente, dopo aver valutato le ragioni e le circostanze del caso, può anche decidere di prolungare questa interdizione. Nonostante questo, ad aprile 2025, come riporta Canadzich «L’avvocato della famiglia dei maltrattanti impugna l’ordinanza, la porta davanti al TAR e il TAR la annulla». Nel momento in cui Nina stava recuperando la sua salute fisica e psicologica, viene riportata in canile, dove resta per sei mesi. La famiglia adottiva, secondo la ricostruzione delle associazioni legate al canile, fa ricorso alla Cassazione e la corte suprema annulla il sequestro disposto nei suoi confronti nel luglio 2025 e ordina che Nina venga restituita agli aventi diritto. La procura, però, come racconta Canadzich, interpreta questa indicazione ritenendo che gli aventi diritto siano i membri della famiglia originaria, ossia quelli che erano stati accusati di maltrattamento e non la nuova famiglia adottiva. A fine gennaio 2026, Nina è così affidata nuovamente ai presunti maltrattatori.
Il ritorno nella famiglia accusata di averla maltrattata
Gli adottanti e le associazioni animaliste si mobilitano, anche con il supporto di avvocati, e a fine febbraio 2026 Nina viene nuovamente prelevata e condotta in un altro canile, fino a marzo quando è consegnata, ancora una volta, a quei detentori originari accusati di maltrattamento.

Nell’ottobre 2025, la storia di Nina arriva in Parlamento grazie a un’interrogazione in merito alla vicenda del deputato di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, che chiedeva a Carlo Nordio, ministro della Giustizia, di appurare i fatti. Per la cagnolina, però, non c’è ancora stato un epilogo che tenga conto del suo reale benessere.
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La manifestazione per chiedere giustizia per Nina
In questi anni Nina è stata trattata dalle autorità preposte e dalle leggi vigenti come un oggetto e non come un essere senziente, causandole gravi traumi che, probabilmente, saranno difficili da superare. La Cuccia Odv e Amore animale Odv, insieme con altre associazioni per la tutela degli animali e con le persone che vogliono bene a questa sfortunata cagnolina, non si arrendono e sabato 11 aprile 2026, alle 10:30, manifesteranno pacificamente per le strade di Cormons per chiedere giustizia.
«Speriamo di ottenere che la procura torni sui propri passi e riporti il cane a chi l’ha salvato.Che mezzi abbiamo noi? Niente altro se non manifestare in pace, perché questo succederà. Sarà una camminata pacifica. Siamo le 37 associazioni del Friuli-Venezia Giulia unite per dire che Nina deve tornare a casa dalla famiglia adottiva, che un animale non può tornare da una persona imputata di maltrattamenti», dichiara Sheyla Canadzich.
Nei prossimi mesi è previsto l’inizio del processo ai presunti maltrattatori e ci auguriamo che il caso possa ancora avere un lieto fine. Soprattutto per Nina.
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