Notizie sul cane

Cani da Incubo non è visibile su Prime Video ora: non è il momento di festeggiare, è il momento di farsi domande

Immagine della serie Cani da incubo, già presente nell’archivio Dogsportal.

Nota della redazione — La situazione descritta in questo articolo è relativa al momento della pubblicazione: lunedì 22 giugno 2026, ore 18:15. La serie Cani da Incubo potrebbe tornare visibile su Prime Video in qualsiasi momento, e la sua attuale indisponibilità potrebbe avere cause tecniche, contrattuali o editoriali del tutto indipendenti da qualsiasi altra vicenda. Dogsportal è disponibile ad approfondire la questione e rimane aperto al confronto con la piattaforma, con gli autori del programma e con tutti i soggetti coinvolti, nell’ottica di offrire una ricostruzione completa e il più possibile plurale. Chi volesse contribuire può scrivere a info@dogsportal.it

Lunedì 22 giugno, ore 18:15. In questo momento, mentre scriviamo, la serie Cani da Incubo, autoprodotta dal professionista cinofilo Tommaso Castellano, non è più visibile su Prime Video.

Nelle stesse ore è uscito il comunicato stampa della FNOVI. Non abbiamo elementi per collegare direttamente le due cose, e non lo faremo. Potrebbe trattarsi di una verifica tecnica, di una scelta temporanea, di tutt’altro. Non lo sappiamo, e chi sostiene di saperlo con certezza in questo momento va oltre quello che i fatti attualmente consentono di affermare.

Quello che vogliamo fare, invece, è approfittare di questo momento per una riflessione. Una riflessione che non riguarda questa serie, e non riguarda la persona di Tommaso Castellano.

Riguarda il settore.

Quando si norma la professione dell’educatore cinofilo?

In Italia ci sono oltre nove milioni di cani. La pet economy cresce ogni anno a ritmi che altri settori si sognano, come documentato anche dall’ultimo report Assalco-Zoomark 2026. Eppure esiste un vuoto normativo enorme attorno alla figura dell’educatore cinofilo e, più in generale, del professionista che lavora con i cani.

La norma UNI 11764 esiste, ma non ha forza cogente. Non è una legge. Non è un requisito. È, di fatto, una raccomandazione volontaria. Il risultato è che oggi, in assenza di una regolamentazione vincolante, chiunque può produrre contenuti, costruire percorsi formativi, proporsi come riferimento. E farlo in modo del tutto legittimo, almeno sul piano formale. Fatta eccezione per tematiche che invadono il mondo veterinario che coinvolge anche i problemi comportamentali.

In questo quadro, anche una serie televisiva è, probabilmente, del tutto lecita. Che piaccia o no.

Allora la domanda vera non è “perché quella serie esiste”. La domanda è: perché non esiste ancora una cornice normativa che stabilisca cosa si può fare, come si può fare, e chi ha i titoli per farlo?

Chi deve farlo, e perché non lo fa?

Ci sono organismi che rappresentano il mondo veterinario. Ci sono associazioni che rappresentano i professionisti cinofili. Ci sono istituzioni a livello nazionale e regionale che avrebbero gli strumenti per intervenire. Eppure la regolamentazione non arriva.

Una parte della risposta, forse, sta nella frammentazione. Il settore cinofilo è ancora troppo diviso in tribù: ogni scuola di pensiero, ogni associazione, ogni corrente difende il proprio orticello invece di convergere su un minimo comune denominatore condiviso. E finché si litiga tra fazioni, chi dovrebbe legiferare non ha nemmeno un interlocutore unitario con cui confrontarsi.

L’altra parte della risposta riguarda la comunicazione. Gli organismi istituzionali che rappresentano questa professione raramente riescono a parlare al grande pubblico in modo efficace. Non producono contenuti. Non raccontano storie. Non costruiscono una narrativa che metta al centro il benessere del cane e la competenza di chi ci lavora. E quando lo fanno, spesso arrivano tardi o in modo reattivo, come in questi giorni.

Non c’è nulla da festeggiare

Se la serie non è più visibile, non è una vittoria per nessuno. Non lo è per i cani, non lo è per i professionisti seri, non lo è per chi lavora ogni giorno per alzare la qualità di questo settore.

È semmai un sintomo. Un sintomo di un sistema che non funziona, in cui la regolamentazione insegue i fatti invece di precederli, e in cui l’unica risposta disponibile sembra essere la denuncia a posteriori invece della costruzione a priori.

Dogsportal non ha risposte. Ha domande, come tutti in questo momento. Ma siamo convinti che accusare sia facile, e costruire sia difficile. E che qualcuno, prima o poi, debba iniziare a farlo.

Meglio prima.

Letture correlate:

TI PIACE LEGGERE DOGSPORTAL?

Coltiva la tua curiosità.
Sostieni Dogsportal.

Qui trovi articoli puliti e leggibili, senza pubblicità pay per click. Se questo modo di raccontare il cane ti piace, puoi aiutarci a portarlo avanti.

Con l’abbonamento a Dogsportal Academy accedi a centinaia di ore di talk e webinar nella biblioteca on demand, da guardare quando vuoi. E sostieni il lavoro editoriale di Dogsportal.

LA BIBLIOTECA A CASA TUA

9,90 €/mese

Abbonati e sostieni Dogsportal

Rinnovo automatico. Puoi disattivarlo quando vuoi, mantenendo l’accesso fino alla scadenza del periodo pagato.

I webinar live a pagamento sono separati dall’abbonamento.

Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

Rocco Voto ha 419 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Rocco Voto